Iaccarino (Astro): ‘Gioco, 1€ allo Stato è 1€ sottratto all’illegalità’

Scritto da Daniele Duso
Nel tavolo degli Stati generali Adm sul gioco legale come argine all’illegalità focus su regole, dati e cooperazione internazionale per contrastare criminalità e proteggere i minori.

La scelta fatta vent’anni fa di creare il sistema del gioco pubblico regolato è una scelta intelligente e molto coraggiosa”. A dirlo è Armando Iaccarino, del Centro Studi AsTro, ripercorrendo l’evoluzione del sistema regolato.

Nel suo intervento alla sessione “Le regole del gioco legale per il contrasto al gioco illegale e la prevenzione del gioco minorile”, nell’ambito degli Stati generali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli tenutasi a Roma, Iaccarino ricorda che nei primi anni Duemila il settore presentava offerte illegali diffuse e assenza di regole.

Sottolinea che il bilancio è positivo, grazie all’emersione di volumi prima sommersi e alla riduzione dell’evasione ottenuta con apparecchi più controllabili e tecnologie avanzate.

DATI, MONITORAGGIO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Iaccarino evidenzia il ruolo centrale delle banche dati sviluppate dal 2004. Afferma che “la mole di dati raccolta è diventata imprescindibile per qualsiasi analisi dello stato del settore”. Distingue tra analisi quantitativa e qualitativa, sostenendo che capire “come” si sviluppa l’illegalità è spesso più utile del misurarne le dimensioni. Ricorda che il gioco online rappresenta oggi oltre la metà del mercato e presenta “un indice di volatilità estremo”.

Cita il lavoro dell’Osservatorio sul gioco illegale, che individua “47 siti clone in un solo mese”, segnalando la necessità di un contrasto costante. Sottolinea l’importanza dell’intelligenza artificiale per individuare anomalie e prevenire rischi.

LA NECESSITÀ DI TUTELARE I MINORI
Iaccarino ribadisce che “ogni euro che entra nello Stato da questo settore è un euro sottratto alle organizzazioni criminali”. Afferma che il gioco regolato è uno strumento di tutela sociale e un presidio contro l’illegalità. Sottolinea i rischi per i minori e per i soggetti vulnerabili, richiamando la necessità di rafforzare prevenzione e controlli.

Ricorda che il mercato illegale utilizza strategie sempre più sofisticate, con piattaforme che si dichiarano fuori dal sistema regolatorio o che clonano concessionari autorizzati. Afferma che il contrasto richiede continuità, aggiornamento tecnologico e collaborazione tra istituzioni, operatori e forze dell’ordine.

LIONETTI: “LA RISPOSTA NON È IL DIVIETO MA IL GIOCO CONTROLLATO”
Il sostituto procuratore Santina Lionetti interviene spiegando che il contrasto al gioco illegale richiede strumenti giuridici e cooperazione internazionale. Afferma che “oggi il dato tecnologico corre molto velocemente e spesso il diritto fatica a stare al passo, ma gli strumenti ci sono”. Sottolinea che il fenomeno non può essere affrontato solo a livello nazionale: “È indispensabile rafforzare la cooperazione sovranazionale”.

Ricorda il forte interesse della criminalità organizzata verso il comparto, spesso utilizzato per attività di riciclaggio. Ribadisce che “la risposta non è chiudere tutto o eliminare il gioco. La vera forma di contrasto è rappresentata dal gioco legale, regolato e sottoposto a controlli rigorosi”.

COOPERAZIONE, GIURISPRUDENZA E MISURE PATRIMONIALI COME LEVE DI CONTRASTO
Lionetti richiama il ruolo della giurisprudenza, ricordando che “la Corte di Cassazione conferma la compatibilità tra il reato di esercizio abusivo delle attività di gioco e scommesse e l’associazione mafiosa”. Afferma che gli strumenti repressivi esistono e devono essere applicati con continuità.

Sottolinea l’importanza delle misure patrimoniali: “Se il gioco illegale produce enormi profitti economici, allora la risposta deve essere colpire i patrimoni illeciti con sequestri e confische”. Ribadisce che la lotta all’illegalità richiede interventi coordinati tra magistratura, forze di polizia e Adm, con un approccio che integri norme, tecnologia e cooperazione internazionale.

BOLLINO (GDF): “FONDAMENTALE LA COLLABORAZIONE TRA AGENZIE E FORZE DELL’ORDINE”

Ruggiero Bollino, capo servizio Dogane, monopoli e accise della Guardia di Finanza, ricorda che il comparto “è un settore molto delicato che ha un’importanza strategica e garantisce un gettito importante”. Sottolinea che la canalizzazione nel circuito regolato serve ad “arginare che le organizzazioni criminali riescano a introdursi in questa fetta di guadagno”.

Spiega che la Guardia di Finanza concentra l’attenzione sul riciclaggio, perché il settore “si presta a questo genere di attività” grazie a liquidità, rapidità delle transazioni e diffusione operativa. Aggiunge che “il lavoro di collaborazione tra agenzie e forze dell’ordine sta dando i propri frutti” e che strumenti come la segnalazione delle operazioni sospette sono essenziali per intercettare condotte illegali.