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La filiera ippica: 'Non soddisfacente riforma proposta da Italia Viva'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Diverse entità rappresentative l'ippica italiane si dicono contrarie alla proposta di riforma del settore proposta da due senatori di Italia Viva.

"Il tentativo di improvvisata riforma dell'ippica, che si tenta di introdurre con un emendamento al decreto semplificazioni, non soddisfa alcuna delle componenti del complesso sistema". Lo sottolineano in una nota unitaria diversi rappresentanti della filiera ippica, Ang (Associazione Nazionale Galoppo), Anact (Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Trottatore), Upt (Unione Proprietari Trotto), Siag (Sindacato Italiano Allenatori e Guidatori), Snapt (Sindacato Nazionale Proprietari Trotto) e Gruppo Ippodromi Associati Federippodromi Uni (Unione Nazionale Ippodromi), nel commentare la proposta del senatori di Italia Viva Vono e Grimani, attualmente all'esame delle commissioni in Senato.

La filiera osserva che "L’ippica è una filiera produttiva di imprese agricole e dello spettacolo e vive di prestazioni di professionisti, tutti tradizionalmente estranei alle finalità del Coni, l’ippica non è una disciplina olimpica e in nessuna Nazione al mondo viene assimilata alle discipline sportive dilettantistiche".

Inoltre, "gli operatori dell'ippica occupano oltre 20mila addetti, garantendo posti di lavoro da preservare e incrementare attraverso l'adozione di misure legislative organiche e indirizzate allo sviluppo dell'impresa, che mal si conciliano con lo spirito dilettantistico e prettamente sportivo del Coni. Qualunque proposta organica e coerente di riforma, che da anni tutti auspichiamo, deve essere il risultato di un confronto aperto e democratico e non certo di una 'fuga in avanti' agostana".

Le sigle ritengono che "la storia italiana dell'ippica, i successi dell’allevamento italiano e la professionalità di tutti gli operatori del settore, nel mondo intero, meritano ben altra considerazione che un emendamento di poche righe in periodo festivo" e concludono affermando che "l'emendamento proposto affida al Coni competenze e prerogative che certamente la Fise non è idonea a gestire, per assenza di competenza e professionalità specifiche, necessarie a garantire il corretto andamento del settore".

 

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