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Ippodromo Caprilli, le mancate corse diventano un caso nazionale

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il deputato della Lega Manfredi Potenti interroga il Mipaaf per conoscere le valutazioni che aveva fatto sulla pista della struttura labronica.

Le mancate corse di Ferragosto all'Ippodromo Caprilli di Livorno, che sarebbe stato riaperto proprio in quella giornata e invece è stato sì inaugurato, ma appunto senza gare, diventano un caso nazionale. Il deputato toscano della Lega-Salvini Premier, Manfredi Potenti, ha infatti presentato una interrogazione al ministero delle Politiche agricole e forestali al fine di "conoscere i dettagli delle valutazioni svolte dal Ministero circa il riscontro delle condizioni della pista dell’ippodromo Caprilli di Livorno".

Lo rende noto lo stesso deputato, che interviene sulla delicata e spinosa questione dopo che il ministero per le politiche agricole e forestali, per voce del direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica Oreste Gerini, ha annunciato accertamenti per valutare la condotta dei fantini che hanno deciso di disertare la corsa prevista all’ippodromo Caprilli di Livorno per il 15 agosto scorso.

"Il fatto del mancato svolgimento delle corse presso l’ippodromo di Livorno - osserva Potenti - non può che dispiacere, e sbaglia il sindaco (Luca Salvetti Ndr) quando ritiene che dietro tutto vi siano manovre contro la città. Ma, la percezione che si ha della considerazione dell’ippica da parte di coloro che avrebbero voluto vedere correre i cavalli, dirigente Mipaaf compreso, secondo un calendario di corse imposto dalla stessa parte pubblica, è - essa sì - una sorta di 'circo equestre'”.

Secondo Potenti appare "del tutto singolare che adesso, dopo la figuraccia, un dirigente del Mipaaf si ponga addirittura il problema di indagare sui motivi del rifiuto a correre a Livorno da parte dei fantini. Possiamo testimoniare come il sindaco di Livorno fosse stato da tempo ben informato da esperti del settore circa le possibili ipotesi che avrebbero garantito una meno tortuosa gestione della struttura. Ed è chiaro che non possiamo rivolgere delle colpe all’unico soggetto privato che ha deciso di avventurarsi in questa gestione superando, tra le altre, le forti limitazioni (veri e propri ostacoli, e non ippici) che il bando del Comune, in prima pubblicazione andato deserto, ha posto a chiunque altro volesse partecipare al medesimo. Condizioni concorsuali che si è subito capito, avrebbero allontanato qualunque propositività del territorio livornese".

Nell'annunciare l'interrogazione, il deputato leghista ritiene che "ogni ulteriore valutazione critica rivolta dal Ministero rispetto le legittime scelte dell’associazione che riunisce gli operatori del galoppo, appare quanto mai inopportuna e fuori luogo, nel momento in cui i medesimi concorrenti non abbiano ritenuto sussistere le condizioni per correre. L’ippica, non è un circo a chiamata. La sicurezza degli animali e dei fantini impone precondizioni e sinergie operative le quali, con probabilità, non sono state correttamente valutate dai proponenti gli eventi".

 

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