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Governo: è scontro sui sottosegretari, possibile riconferma per Villarosa

11 settembre 2019 - 09:06

E' diventata un'autentica battaglia quella sulle nomine dei sottosegretari: soprattutto all'interno del M5S, che ha però chiari i nomi per l'Economia.

Scritto da Ac

Doveva essere una scelta condivisa, tra le forze politiche e con i gruppi parlamentari. Invece, la partita in corso nella nuova maggioranza per la nomina dei 42 sottosegretari (dunque, non più 45 come inizialmente ipotizzato) si è trasformata in una vera e propria battaglia. Non soltanto tra le due forze di governo, ma anche tra le singole compagini di Pd e Movimento 5 Stelle dove correnti interne e minoranze si stanno agitando non poco in vista delle nomine che si sarebbero dovute annunciare domani, giovedì 12 settembre, in occasione del Consiglio dei Ministri, da convocare appositamente per la causa. E che ora rischia di slittare. O, almeno, rischia di svolgersi comunque ma senza l'annuncio dei sottosegretari, oppure solo di alcuni. Anche se il premier Giuseppe Conte, fresco di fiducia conseguita - seppure faticosamente - anche in Senato, vuole chiudere anche questa partita in settimana, possibilmente entro venerdì. Ma tutto potrebbe essere rinviato al prossimo giovedì.

I maggiori mal di pancia, tuttavia, sembrano esserci all'interno del Movimento per la partita dei 22-23 sottosegretari che dovrebbero spettare alla quota “gialla” dell'Esecutivo e che andranno a completare la squadra del Governo Conte 2. Con alcuni ex sottosegretari che puntano alla promozione da viceministri, e altri che reclamano quanto meno una riconferma.

A gestire le mediazioni, come noto, sono il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, per il Pd e Vincenzo Spadafora, che ha in mano il dossier per il M5S. Ma il fronte 5 Stelle sembra ancora trovarsi in alto mare. Al punto che il capo politico Luigi Di Maio ha detto di avere l'ultima parole scegliendo “in base alle competenze”, rivolgendosi ai presidenti delle 28 commissioni di Camera e Senato, chiedendogli di proporgli i candidati. Da qui è nata l’idea di una “rosa” di cinque nomi da individuare tra i commissari, perché il capo politico possa poi pescare dal mazzo. Da qui si sarebbe scatenato il caos e la corsa alla poltrona.
 
I NOMI PER IL MEF - Anche se Di Maio ha fatto capire che non manderà i presidenti di commissione al governo (facendo sfumare, così, l'ipotesi dell'attuale presidente della Commissione finanze della Camera, Carla Ruocco, come sottosegretario), forse per non scatenare la guerra di successione col Pd, e tanto è bastato per suscitare altri malumori. Sembrano però decisi i nomi dei cinque in pole per il Ministero dell'Economia: Stefano Buffagni, Laura Castelli (per la quale sembra certo un nuovo incarico, ma potrebbe essere dirottata su un altro ministero), Marco Pellegrini, Giovanni Currò e Alessio Villarosa, con quest'ultimo che nel precedente esecutivo aveva ottenuto la delega ai giochi.
 
I NOMI SCELTI NEL PD - Nel frattempo, dalla parte “rossa” dell'esecutivo, la partita si gioca attorno al bilanciamento delle correnti e, in particolare, sembra ruotare attorno a quella dei “renziani” che puntano a cinque poltrone. Quando pare ormai certo che tra i sottosegretari del Pd ci saranno Maria Sereni e Lia Quartapelle agli Esteri, Emanuele Fiano all’Interno (altro dicastero delicato e di interesse per le case da gioco), Gian Paolo Manzella all’Innovazione, Walter Verini alla Giustizia e Anna Ascani all’Università. Mentre per l’Editoria potrebbe spuntarla Andrea Martella. Mentre tra i 5 Stelle, Francesco D’Uva gareggia come vice all’Interno. Luca Carabetta andrà al Mise e Giancarlo Cancelleri ai Trasporti, mentre Nicola Morra resterà all’Antimafia.
I POSSIBILI SVILUPPI - Entro i prossimi giorni dunque, si dovranno conoscere i nomi dei sottosegretari che andranno a completare la squadra di governo mentre per l'attribuzione delle varie deleghe bisognerà attendere ancora qualche giorno e, probabilmente, qualche settimana. Secondo le indiscrezioni provenienti da via XX Settembre, non si sarebbe ancora parlato di delega ai giochi: decisamente troppo prematuro, come discorso, non avendo ancora chiaro neppure all'interno dei singoli schieramenti come sarà composto il vertice del dicastero più importante e delicato per il paese (e per l'industria). A partire dal prossimo fine settimana, probabilmente, partiranno anche queste discussioni, o al più tardi dopo il 19 settembre.
 

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