Retail, l’importanza della progettazione degli ambienti di gioco
La meraviglia è un momento di positivo stupore, di sospensione dalla realtà. Restare sorpresi, colpiti, rapiti è un’esperienza che lega a un luogo oppure a un momento, lo fa ricordare, amare e spinge a voler riprovare quell’emozione, a tornare.
Abbiamo già parlato, su queste pagine, di quanto sia importante, fondamentale, far vivere ai nostri clienti questo tipo di esperienza, attraverso l’offerta di gioco ma anche, forse soprattutto, con l’immersione in un luogo che trasporti in una dimensione diversa, parallela, grazie alla quale ognuno possa uscire per un po’ dalla realtà contingente. Più di un elemento sensoriale contribuisce a realizzare ed amplificare l’experience: il gioco delle luci, elemento base per creare un’atmosfera, la musica, i profumi, poi l’accoglienza del personale e ovviamente l’offerta di gioco, gambling o amusement che sia.
Ci siamo concentrati finora a parlare della funzionalità della location, della sua fruibilità, del layout della sala e della necessità di dotarla di una comunicazione diretta e chiara che spieghi al cliente come goderne. Ci siamo soffermati abbastanza ad analizzare un aspetto che va approfondito: non abbiamo detto che una sala performante debba essere anche bella, avere elementi distintivi, architettonici ma soprattutto di design, che la caratterizzino e rendano ancora più forte l’exeprience, che ricerchiamo per i nostri clienti.
“Siamo in un momento in cui sono le persone che hanno bisogno di emozioni e le cercano in tutte le esperienze che affrontano che sia la quotidianità o il divertimento. A me piace raccontare storie, e negli spazi che realizzo, che siano store, hotel o ristoranti, queste storie prendono vita con il pubblico come componente di progetto. Io progetto spazi per far incontrare le persone, per avvicinarle”.
“Dovremmo domandarci piuttosto come cambia il modo di agire delle persone in uno spazio bello ed equilibrato. Io credo fortemente nel valore educativo dell’estetica e non a caso nella cultura classica etica ed estetica erano insegnate parallelamente. Al contrario di chi la relega in ambiti più effimeri e superficiali, considero l’estetica un dato essenziale del mio lavoro e sono cosciente della sua forte capacità di condizionamento dei comportamenti. Il bello che riesce a essere anche buono è l’obiettivo di ogni mio sforzo progettuale”.
“Prendiamo il Milan, fresco di scudetto, e Casa Milan, la sede che abbiamo realizzato per loro. Dal punto di vista del pubblico il cambiamento fra i vecchi uffici di Turati e un edificio in cui il racconto del brand è sviluppato e strutturato in ogni angolo, dalla facciata al museo, dallo store agli uffici, è davvero rivoluzionario”.
“Dipende dalle strategie del brand. Noi ci occupiamo di grandi marchi, penso a Stuart Weitzman o Mediamarkt per citare due tipologie molto diverse, in cui il costo comparato agli investimenti pubblicitari è relativo, per cui ti risponderei di no”.
“Certamente, come un fiore o una poesia!”.