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As.Tro al comune di Crema: 'Intempestivo regolamentare ora, a pochi mesi dalla riforma del gioco terrestre'

03 aprile 2024 - 16:05

L'Associazione degli operatori del gioco lecito scrive al comune di Crema e ai sindaci dell'Ambito sociale cremasco, sottolineando come sia 'anacronistico e velleitario' l’utilizzo del distanziometro nell’epoca del digitale e dell’intelligenza artificiale.

Scritto da Redazione
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"Appare del tutto intempestivo procedere con l’adozione di un nuovo Regolamento (sul gioco pubblico, Ndr) proprio mentre è in corso un processo di riforma i cui contorni potranno delinearsi già nei prossimi mesi."

A scriverlo è As.Ttro, l'Associazione che rappresenta gli operatori del gioco lecito, in una lettera inviata al Comune di Crema in qualità di ente capofila nell’Ambito sociale cremasco, che rappresenta 48 comuni in tutto.

L'ente locale, infatti, è tornato ad occuparsi di regolamentazione dell’offerta di gioco, promuovendo l’approvazione di un regolamento unico che prevede maggiori restrizioni in tema di distanze dai luoghi sensibili e in tema di fasce orarie.

Una decisione, quella delle amministrazioni locali del cremasco, che giunge proprio mentre già si sono svolti i primi inconri (quelli tra ministero dell'Economia e delle finanze) per dare il via al processo di riordino del gioco fisico italiano. Una scelta poco comprensibile, secondo As.Tro, che quindi ha deciso di prendere carta e penna per dare al comune di Crema alcune informazioni invitando gli amministratori ad alcune riflessioni.

Contestando la stessa efficavia del cosiddetto distanziometro, As.Tro, nella lettera firmata dal suo presidente, Massimiliano Pucci, rileva "innanzitutto, che il divieto di nuova installazione di apparecchi ad una distanza inferiore a 500m dai luoghi sensibili indicati nel nuovo regolamento è già prevista dall’art. 5 della legge regionale n. 8/2013. Se, invece, il Regolamento comunale dovesse essere interpretato nel senso di obbligare i titolari degli esercizi, ubicati ad una distanza inferiore di 500m dai luoghi sensibili, a rimuovere gli apparecchi già presenti, lo stesso sarebbe illegittimo in quanto in contrasto con la disposizione sopra richiamata".

Alcune perplessità As.Tro le rileva anche in merito ai nuovi "luoghi sensibili" individuati dai comuni cremaschi, tra i quali vi sarebbero sportelli bancari, postali, bancomat, agenzie di prestiti e di pegno, esercizi di acquisto di oro, argento e oggetti preziosi, lontani da esigenze specifiche "quali la sicurezza urbana, i problemi connessi alla viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica", indicate dalla normativa regionale. Peraltro, secondo As.Tro, "non si comprende come questa caratteristica (quella di luogo sensibile nei confronti del gioco patologico, Ndr) possa essere attribuita agli impianti sportivi, ai luoghi di culto, alle scuole dell’infanzia, agli asili nido (a meno che non si pensi che i bambini e i neonati possano recarsi a giocare con le slot)."

L'effetto di tutto ciò, secondo As.Tro, sarebbe quello di potenziare ulteriormente il gioco online, penalizzando aziende del territorio.

Ma "ciò su cui intendiamo richiamare la Vostra attenzione è il fatto che, in attuazione dell’art. 15 della Legge delega n. 111/2023, il Governo ha già avviato la riforma del gioco terrestre, nel cui iter di formazione è prevista espressamente la concertazione, già in atto, con la Conferenza delle Regioni e degli Enti locali dalla quale dovrà scaturire una disciplina uniforme, a livello nazionale, sia in tema di orari delle attività di gioco lecito che in materia di dislocazione territoriale, rispetto a determinati luoghi sensibili, degli esercizi che svolgono tali attività."

E scrive dunque As.Tro che "appare, pertanto, del tutto intempestivo procedere con l’adozione di un nuovo Regolamento (che avrebbe un impatto rilevante sulla sostenibilità delle imprese) proprio mentre è in corso un processo di riforma i cui contorni potranno delinearsi già nei prossimi mesi. A questo proposito, Vi informiamo che è già stato dato avvio ai lavori del tavolo tecnico tra Governo e Regioni, Pa, Anci e Upi."

Da ultima la questione delle fasce orarie. "Così come previste", nota As.Tro, "oltre a non essere in linea con le proposte avanzate dai rappresentanti della Conferenza delle Regioni nel Tavolo tecnico sul riordino fisico determinerebbero, soprattutto negli esercizi aventi il gioco come attività prevalente, delle forti ricadute occupazionali", obbligando i titolari delle sale a "riadeguare i turni in conformità alla disciplina legislativa e contrattuale che regola gli orari di lavoro, con conseguente necessità di ridurre gli orari di lavoro (trasformandoli da full time in part time) o di licenziare parte del personale."

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