Catania: infiltrazione mafiosa nel gioco online, sequestrate 20 attività commerciali
Ammonta a 40 milioni di euro il valore dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione Revolution Bet e Crypto risalenti a un soggetto pregiudicato, già collaboratore di giustizia, appartenente a un clan mafioso attivo nella zona di Catania. Fra essi figurano anche 20 attività commerciali, 12 italiane e 8 estere, attive nel settore dei giochi e delle scommesse. Come riportato in una nota pubblicata dalle Fiamme gialle, l’attività condotta “si pone a completamento delle investigazioni svolte dai finanziari del Primo Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catania nell'ambito delle suddette operazioni”.
In primo luogo giova ricordare che l’indagato era stato già condannato nel 2020 e nel 2022 a una pena complessiva di reclusione di circa 7 anni “per il suo ruolo di organizzatore di un’associazione a delinquere dedita alla commissione di plurimi delitti di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento di valori”.
A questo si aggiunge anche l'aggravante di aver agevolato alcuni gruppi mafiosi nell’infiltrazione occulta “nel mercato illegale dei giochi e delle scommesse a distanza, nella diffusione in agenzie di scommesse e centri di trasmissione dati ubicati nel territorio siciliano dei suddetti prodotti di gioco illegali in modo occulto e in parallelo a quelli legali, con il conseguente controllo delle predette attività economiche”.
In questo modo avrebbe “assicurato un contributo sistematico alla realizzazione di alcune attività illecite del clan, ideando e fornendo l'apparato tecnico ed informatico necessario per la realizzazione del complesso sistema di reti telematiche necessarie per organizzare e gestire il settore delle scommesse online, mettendo a disposizione dei clan i suoi collaboratori pel garantire il funzionamento dell'architettura e riconoscendo alle compagini mafiose una significativa percentuale sugli introiti connessi alle giocate”.
In altri termini "il soggetto avrebbe favorito gli interessi delle predette organizzazioni criminali di stampo mafioso, creando le condizioni per il loro ingresso nel settore del gaming online anche attraverso l'acquisizione di licenze e autorizzazioni, necessarie all'apertura e alla gestione di sale scommesse e attività commerciali, nelle province di Catania e Siracusa e in altre località del territorio siculo”.
Alla luce della pericolosità sociale la Guardia di Finanza ha effettuato complessi approfondimenti economico-finanziari per ricostruire “la sua effettiva situazione patrimoniale, individuando, grazie anche agli strumenti di cooperazione giudiziaria e di polizia con Stati esteri, un imponente complesso di attività economiche, disponibilità e beni mobili e immobili di elevato valore, non compatibile con i redditi provenienti da attività lecite e come tale indicativo di una chiara sproporzione tra le ricchezze concretamente accumulate e le fonti di guadagno dichiarate, di modesta entrata”.