Conti gioco online, Gdf Macerata smaschera la truffa di due amici
Le normative antiriciclaggio per il settore del gioco e delle scommesse vincolano gli operatori al rispetto degli obblighi di verifica della clientela, segnalazione delle operazioni sospette e conservazione dei dati, garantendo maggiore trasparenza e sicurezza nelle transazioni finanziarie.
Ma anche i giocatori che aprono dei conti gioco devono rispettare le regole, e non cedere ad altri le proprie credenziali, o, se non ne hanno uno proprio non possono usare quello degli altri.
Lo rimarca la Guardia di finanza, che nell’ambito di un più ampio dispositivo di contrasto al finanziamento al terrorismo e all’indebito utilizzo del sistema finanziario in provincia di Macerata, al fine di verificare il corretto adempimento degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio, ha eseguito un controllo dei flussi finanziari posti in essere da un cittadino maceratese, al fine di impiegare la liquidità trasferita, nel settore dei “giochi legali e delle scommesse pubbliche.
Le attività di approfondimento investigativo, secondo quanto si legge in una nota pubblicata sul sito delle Fiamme gialle, “hanno consentito di portare alla luce un sistema attraverso cui il giocatore ha trasferito, in un periodo di appena 8 mesi, circa 50.000 euro, mediante l’utilizzo dei propri conti correnti e carte di debito in favore di due amici, alimentando sia le carte di pagamento che l’account del 'conto di gioco' in uso ai medesimi, allo scopo di utilizzarli, previa concessione delle 'credenziali di accesso' da parte loro, e poter, così, continuare a praticare il gioco online ed eseguire scommesse, atteso che nei confronti dello stesso, era stata eseguita la chiusura del proprio conto di gioco, eludendo in tal modo i controlli previsti dalla normativa di settore. Pertanto, i due amici hanno omesso, contestualmente al compimento delle citate operazioni, di fornire ai 'soggetti obbligati (istituti di credito e concessionari di gioco), le informazioni necessarie affinché gli stessi, potessero adempiere correttamente agli obblighi di adeguata verifica della clientela', contravvenendo in questo modo alla normativa in materia di riordino del settore dei giochi a distanza nonché alla normativa antiriciclaggio ed, in particolare, agli 'obblighi del cliente', disciplinati dal Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231”.
Al termine dell’operazione, i due “amici” sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica poiché responsabili delle predette condotte punite con la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 10.000 a 30.000 euro.
Saranno svolti ulteriori approfondimenti al fine di rilevare eventuali irregolarità anche sul piano fiscale.
Ma le cronache riguardanti irregolarità nel settore del gioco non finiscono qui.
Ecco alcuni episodi che hanno per protagoniste le città di Catania e Verbania.
CATANIA, PREGIUDICATI NEL CENTRO SCOMMESSE – A Catania i riflettori si accendono su un centro scommesse, dove i poliziotti della squadra volanti della Questura hanno rilevato “in molteplici controlli, effettuati in un significativo arco temporale, la presenza di alcuni clienti con precedenti per estorsione, gioco d’azzardo, atti osceni, violenza sessuale, detenzione di sostanze stupefacenti, lesioni personali. Pertanto, sulla base di quanto rilevato dai poliziotti, ultimata l’attività istruttoria portata avanti dalla divisione Polizia amministrativa e sociale della Questura, è stata disposta la chiusura con l’apposizione dei sigilli per 7 giorni, secondo quanto previsto dall’art. 100 del Tulps che consente al questore la momentanea chiusura di un esercizio pubblico, abituale ritrovo di persone pregiudicate, per garantire l’ordine e la sicurezza dei cittadini, come pure per assicurare le legittime aspirazioni a vivere in una comunità sicura”, si legge in una nota pubblicata sul sito della Polizia di Stato.
VERBANIA, APPARECCHI DA GIOCO IN SOVRANNUMERO – A Verbania la Polizia amministrativa di Verbania ha condotto una serie di controlli nei locali pubblici della provincia, rilevando diverse violazioni alle norme e ai regolamenti. In due locali è stato trovato un apparecchio di gioco in sovrannumero rispetto a quello consentito e di un apparecchio non dotato dei prescritti nulla osta dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e non collegato alla rete nazionale, che, pertanto, è stato sequestrato.