Corruzione verso pubblico ufficiale: l’analisi dell’avvocato Caroppo (Astro)

L'avvocato Marco Caroppo di Astro-Confindustria Sit analizza un altro caso pratico, focalizzandosi stavolta sul tema della corruzione verso un pubblico ufficiale.
Scritto da Redazione

Marco Caroppo - Consulente Astro Confindustria (foto tratta dall'home page di Scstudiolegale360)

Prosegue la serie di contributi curati dall'avvocato Marco Caroppo, consulente esperto in materia di responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001 per Astro-Confindustria Sit.

Dopo aver esaminato un caso simulato relativo ai delitti informatici, l'attenzione si sposta sui delitti contro la Pubblica amministrazione, con un focus specifico sulla fattispecie di corruzione verso pubblico ufficiale. Nel settore del gioco legale, operando spesso in regime di concessione, i rapporti con l'autorità pubblica sono costanti, rendendo il rischio potenziale di commissione del reato di corruzione particolarmente significativo.

Perché si configuri la responsabilità amministrativa dell'ente, di fronte a questo tipo di reato, è necessario che il reato sia stato commesso da soggetti apicali o sottoposti e che sia stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente. Il decreto legislativo 231/2001 prevede sanzioni pecuniarie e interdittive, fino alla sospensione o revoca di autorizzazioni e concessioni, nel caso in cui il reato di corruzione sia realizzato a vantaggio dell'ente e il modello organizzativo risulti assente o inefficace.

IL CASO PRATICO: RINNOVO DELLA CONCESSIONE E CONSULENZA ILLEGITTIMA – Caroppo analizza un caso pratico simulato a fini didattici, che, come nel precedente articolo, coinvolge la una società operante nel settore delle scommesse e del gioco online e sprovvista di un modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001.

La società si trova in un periodo di stress operativo a causa dell'iter per il rinnovo della concessione. Temendo ritardi da parte dell'autorità pubblica che potrebbero causare perdite economiche rilevanti, il direttore commerciale viene incaricato di seguire la pratica. Durante un incontro con un funzionario dell'autorità preposta, quest'ultimo lamenta la dilatazione dei tempi di valutazione dovuta all'enorme carico di lavoro, e contestualmente, rivela che un suo parente è titolare di una società di consulenza attiva nel settore del gioco legale. A seguito di tale colloquio il dirigente decide di conferire un incarico di consulenza a questa società, per un valore di 10mila euro, riguardante una generica "analisi dei dati di gioco e strategie di investimento". L'incarico risulta privo di giustificazioni operative, in quanto la società non necessitava né aveva pianificato tale attività di analisi.

Pochi giorni dopo il pagamento di questo compenso, il parere necessario al rinnovo della concessione viene rilasciato con tempistiche addirittura anticipate rispetto a quelle ordinarie.

Dalla condotta del dirigente commerciale e del funzionario pubblico scaturisce un'indagine da parte dell'autorità giudiziaria, che contesta alla società il reato presupposto di corruzione, a causa della mancata adozione di un modello organizzativo idoneo a prevenire tale reato. Il vantaggio conseguito dall'azienda viene individuato nell'aver ottenuto, illegittimamente, il rinnovo della concessione in tempi anticipati rispetto a quelli ordinari e a svantaggio di altri concorrenti. Questo rinnovo ha permesso il proseguimento dell'attività di gioco online senza interruzioni, salvaguardando gli investimenti effettuati. Al processo conseguente, la società subisce l'irrogazione di una sanzione pecuniaria proporzionata alla gravità del fatto e la sanzione interdittiva della sospensione della licenza.

L'analisi sottolinea che se la società avesse adottato un modello organizzativo e istituito un organismo di vigilanza, avrebbe potuto dimostrare di aver attuato tutte le misure idonee per prevenire il reato contestato, andando così esente da responsabilità. Nel contesto dei rapporti con la pubblica amministrazione, la società avrebbe potuto dimostrare che il modello organizzativo conteneva specifiche procedure preventive, quali: procedure di due diligence per la valutazione del fornitore; procedure di approvazione della spesa specifiche per il contratto di consulenza incriminato; coinvolgimento della funzione marketing per la valutazione della reale necessità di avvalersi di un servizio di analisi dati; flusso informativo verso l'OdV relativo ai contatti con la Pa; applicazione del protocollo interno sullo svolgimento dei rapporti istituzionali; formazione anticorruzione per il personale.

In presenza di questi presidi di sicurezza, la società avrebbe potuto sostenere la responsabilità esclusiva del dirigente commerciale, il quale avrebbe agito aggirando illecitamente le misure adottate dall'azienda.