Crotone: raccolta scommesse senza concessione, arrestati quattro indagati

La Polizia di Crotone ha arrestato quattro soggetti accusati di svolgere un’attività di raccolta scommesse per allibratori esteri privi di licenza.
Scritto da Redazione

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Arrestati quattro soggetti con l'accusa di svolgere un’attività organizzata di raccolta scommesse, in via telefonica e telematica per conto di allibratori esteri privi di concessione, autorizzazione o licenza nella provincia di Crotone. L’operazione è cominciata nella giornata di oggi, 23 settembre, con gli agenti di Polizia che hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure coercitive personali con contestuale decreto di sequestro preventivo emesse dal Gip del Tribunale di Catanzaro

Le investigazioni condotte dalla squadra mobile di Crotone sono state avviate nel 2024 grazie al supporto di complesse attività tecniche, analisi di copie forensi di computer sequestrati all’interno di alcune agenzie di scommesse e anche attraverso controlli amministrativi effettuati.

Attività che hanno consentito di acquisire gravi elementi indiziari circa l’esistenza un gruppo di soggetti che si occupava della raccolta di scommesse sportive, anche a distanza, per conto di allibratori esteri non autorizzati, mediante la messa a disposizione di siti riportati nell’elenco di siti di gioco inibiti.

In particolare gli indagati, alcuni dei quali sono risultati essere anche titolari di attività di scommesse autorizzate assumevano un ruolo attivo nell’attività di raccolta o accettazione delle scommesse sportive. Pertanto si occupavano in prima persona della raccolta del gioco a distanza e mettevano a disposizione siti e conti di gioco collegati a numerosi visitatori, in alcuni casi ignari dell’attività illecita.

Nel corso delle indagini è emerso che il gruppo si servisse di un centro scommesse che faceva parte di una società riconducibile a due degli odierni arrestati, considerando che in questo centro venivano raccolte scommesse per conto di allibratori esteri non autorizzati e venivano effettuate ricariche e riscosse vincite in denaro. Alla luce di questo, il provvedimento giudiziale ha disposte anche il sequestro preventivo della società e dei beni aziendali a essa riferibili.