Divieto pubblicità gioco, Agcom archivia procedimento contro Meta
L'Agcom – Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha disposto l'archiviazione di un procedimento sanzionatorio avviato nei confronti di Meta Platforms Ireland Limited per la presunta violazione del divieto di pubblicità al gioco introdotto dal decreto Dignità dl 2018.
Secondo l'Agcom, “la violazione del divieto dell’articolo 9 del decreto-legge n. 87/2018, convertito con modificazioni dalla l. 9 agosto 2018, n. 96 da parte della Società è da ritenersi non sussistente, in quanto Meta Platforms Ireland Limited non risulta direttamente destinataria di un compenso valorizzabile in termini economici derivante dai contenuti presenti nella pagina Facebook oggetto di contestazione, né che abbia conseguito indirettamente vantaggi, come una maggiore visibilità della pagina Facebook stessa o una maggiore fidelizzazione di un pubblico tematicamente interessato al gioco d’azzardo, tali da tradursi in forme di monetizzazione, ad esempio mediante sponsorizzazioni future o collaborazioni commerciali. Parimenti, si rileva che la Società ha adottato misure che hanno impedito l’accesso alla pagina Facebook contestata da parte degli utenti in Italia, non appena avuta notizia della presunta violazione solo a seguito della ricezione dell’atto di contestazione”.
La vicenda ha tratto origine da una segnalazione inviata dalla Guardia di finanza nel febbraio 2025, a proposito dell'esistenza di una pagina Facebook che risultava dedicata alla promozione delle attività quotidiane di sponsorizzazione di un utente, “focalizzate principalmente sul mondo delle slot online e del gioco d’azzardo” fungendo da “hub per aggiornamenti, eventi e interazioni con la comunità di appassionati” per “annunciare e condividere link a sessioni di live streaming” incoraggiando “l'interazione con i follower attraverso commenti, reazioni e condivisioni”, offrendo anche “link ad altre piattaforme e altri canali social media, ampliando la sua presenza online e offrendo diversi punti di contatto per la sua comunità”. Al contempo, però, la Guardia di finanza ha precisato che “per quanto riguarda il social Facebook, si segnala che non sono presenti video caricati, ma esclusivamente link che avrebbero dovuto reindirizzare ai canali di altre piattaforme, ormai non più accessibili”.
Ma, come appurato dall'Agcom, alla fine è stata provata la non violazione del decreto Dignità, e quindi è arrivata l'archiviazione del procedimento.