Gioco illegale: corsa ippica clandestina a Nuoro, due sale Vlt chiuse a Padova

A Nuoro i Carabinieri scoprono otto giovani organizzatori di una gara ippica non autorizzata lungo le vie della città. A Padova la Questura chiude due sale Vlt della stessa via per un mese: il titolare le lasciava aperte e incustodite e violava i limiti orari.
Scritto da Redazione

La cronaca sul gioco illegale oggi ci restituisce due casi "particolari".

Ad Orani, in provincia di Nuoro, i Carabinieri della Stazione locale, coordinati dalla Compagnia di Ottana, hanno denunciato otto giovani per aver organizzato, nel pomeriggio del 13 ottobre 2025, una competizione ippica non autorizzata lungo le vie del paese, poco prima dell’inizio dei festeggiamenti in onore di San Daniele. La corsa clandestina, che ha messo in pericolo cittadini, cavalieri e animali, è stata ricostruita grazie all’analisi delle telecamere di sorveglianza e alla testimonianza di residenti. I ragazzi, tutti del posto e in gran parte già noti alle forze dell’ordine, sono ora indagati dalla Procura della Repubblica di Nuoro. Il procedimento penale è nella fase preliminare e ulteriori sviluppi investigativi non sono esclusi.

IL QUESTORE CHIUDE DUE SALE VLT A PADOVA, IL TITOLARE LE LASCIAVA APERTE E INCUSTODITE – 

Il questore di Padova ha sospeso la licenza, che autorizza l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in due sale Vlt della città, gestite dallo stesso titolare, dopo aver riscontrato “a seguito dei ripetuti controlli da parte del personale della Polizia di Stato” che “in maniera sistematica non rispettasse le prescrizioni che regolano la materia del gioco e la vigilanza dei locali”. Così si legge in un comunicato pubblicato sul sito della Polizia di Stato. In un controllo, i poliziotti hanno trovato una sala aperta e incustodita, “con le macchine dei giochi accese e quindi a disposizione di chiunque vi accedesse. Dopo essere stato contattato dagli agenti il titolare si presentava dicendo che era impegnato a gestire la vicina sala scommesse sita nella stessa via. In tal maniera aggirava le prescrizioni di legge le quali richiedono la costante presenza del titolare o di un delegato. L’accertamento ha comportato a carico del titolare una denuncia penale”. Analogo comportamento è stato riscontrato in occasione di un altro controllo. “In tale circostanza veniva rintracciato un suo dipendente, quale delegato alla gestione dell’attività che però si trovava nell’altra sala scommesse della stessa via”. È stata sanzionata anche la violazione dei limiti orari al funzionamento degli apparecchi sanciti dalla legge regionale veneta, trovati accesi “senza interruzione”, permettendo “così l’attività del gioco e delle scommesse in maniera continuativa”.

CONTROLLI ADM E GDF SU APPARECCHI DA GIOCO – A seguito di approfondite analisi sui flussi di gioco svolte dall’Ufficio controlli della Direzione giochi e dalla Direzione territoriale per la Campania, con il supporto tecnico di Sogei, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha organizzato verifiche sincrone su 19 esercizi commerciali situati nelle province di Napoli, Caserta, Benevento e Chieti. L’azione, condotta insieme alla Guardia di finanza e ai funzionari della Direzione antifrode, ha portato al sequestro di 14 apparecchi da gioco con vincita in denaro e delle somme contenute al loro interno, pari a circa 5.100 euro, presso esercizi ubicati ad Atessa, Bacoli e Napoli.

In un esercizio di Giugliano sono stati inoltre sequestrati in via amministrativa altri nove apparecchi. Le verifiche hanno accertato la presenza di una seconda scheda di gioco occultata all’interno delle macchine, utilizzata per sottrarre parte delle giocate al controllo dell’Agenzia e ridurre la base imponibile ai fini del Preu (Prelievo erariale unico). Sono emerse, inoltre, diverse violazioni amministrative relative alla mancata sorveglianza dei locali, in particolare per l’accesso da parte di minori. Qualora non sia possibile recuperare i dati delle giocate, l’imposta evasa sarà calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 1, commi 646 e 647 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, per un importo stimato in circa 6 milioni di euro su base annua.

SOSPESA UNA LICENZA A LAVENA PONTE TRESA (VA) – Il Questore di Varese ha disposto la sospensione della licenza per 10 giorni nei confronti di una sala scommesse di Lavena Ponte Tresa. Il provvedimento è stato adottato a seguito degli accertamenti della Divisione Polizia amministrativa della Questura, che ha riscontrato violazioni delle disposizioni di legge e delle prescrizioni imposte dal Questore, in particolare per l’accesso di minorenni alle sale dedicate al gioco con vincite in denaro. Durante un controllo svolto nel pomeriggio del 15 ottobre 2025, la Polizia locale ha sorpreso dieci ragazzi minorenni all’interno dell’esercizio, intenti a utilizzare i videoterminali per scommettere su eventi sportivi. Considerata la gravità dei fatti e il rischio per l’ordine pubblico e il buon costume, il Questore ha disposto la sospensione della licenza per dieci giorni, in applicazione dell’articolo 10 del Tulps.