Legge gioco Piemonte, gli operatori: ‘Esempio di buon senso e buona politica’

Alessia Milesi (Sapar), Luciano Rossi (As.tro) e Giorgio Pastorino (Sts) commentano la nuova legge sul gioco del Piemonte, dopo la pubblicazione sul Bollettino regionale.
Scritto da Francesca Mancosu

Legge gioco Piemonte, gli operatori: 'Esempio di buon senso e buona politica'

A un giorno di distanza dalla pubblicazione del testo integrale della nuova legge sul gioco del Piemonte, è tempo di sapere cosa ne pensano i diretti interessati, vale a dire gli operatori del settore.

La parola agli esponenti di alcune delle maggiori associazioni di rappresentanza del settore, da Alessia Milesi di Sapar a Luciano Rossi di As.tro, fino a Giorgio Pastorino di Sts.

 

MILESI (SAPAR): “CAMBIAMENTO NECESSARIO E NON SCONTATO, ANCHE SE CON I SUOI LIMITI” – “La Ddl 144 è una legge più bilanciata e rispettosa dei diritti di tutte le parti coinvolte, dove si sono coniugati almeno in parte i legittimi e leciti interessi economici con la tutela della salute dei cittadini attraverso la cura e la prevenzione della ludopatia”, esordisce Alessia Milesi, presidente regionale per l’associazione Sapar.
“Le forze politiche della maggioranza, in primis la Lega, hanno finalmente compreso che può esserci un gioco sano, controllato e responsabile senza distruggere l’imprenditoria legale del territorio (in Piemonte ci sono aziende eccellenti di costruzione, assemblaggio di apparecchi e di gestione) Hanno capito che non è togliendo il gioco legale dal territorio che si elimina il gioco, semplicemente il gioco rimane (perché vi è una richiesta lecita di gioco) ma diventa invisibile e sfocia nel gioco illegale dove non c’è controllo dello Stato, dove non vi sono regole e dove non vi sono tasse.
Mi sono impegnata personalmente, senza risparmio di forze, tempo ed energie, in qualità di presidente regionale Sapar e come imprenditrice da due generazioni in questo settore, ho chiesto nelle varie audizioni (l’ultima il 3 giugno scorso davanti alle tre commissioni: III, IV e Legalità) di non discriminare i lavoratori e gli imprenditori presenti sul territorio rispetto al resto d’Italia, facendo presente che il Piemonte confina con regioni che hanno tutt’altro approccio verso il gioco di Stato; ho chiesto di salvaguardare i posti di lavoro di migliaia di lavoratori onesti e delle loro famiglie e la salute pubblica con interventi efficaci e mirati sui giochi (tutti) dai quali può scaturire la ludopatia., attraverso la formazione e informazione della popolazione al giusto approccio verso il gioco, che non colpevolizzasse esclusivamente un settore (quello del gioco fisico) poiché è ampiamente dimostrato che oggi sono altre le forme di gioco che creano dipendenza.
Ho sottolineato, poi, che la legge 208/2015, attuata nel corso del 2017 dal Dm 25/07/2017, ha disposto una riduzione del 35 percento delle Awp a livello nazionale prevedendo che, alla data del 30 aprile 2018, il numero dei nulla osta per le Awp non potesse essere superiore a 265.000 (e pensare che si partiva dai 700.000 mila videopoker dichiarati dalla Guardia di Finanza nel 2002).
Ho fatto presente l’assurdità di una legge retroattiva che non teneva assolutamente conto degli investimenti in essere e della comprovata inefficienza degli strumenti del distanziometro (che senso ha oggi parlare di distanze da luoghi sensibili quando ormai è possibile giocare online ovunque attraverso un semplice smart phone?)”.
Per Milesi, quindi, la legge promossa dalla Giunta piemontese sancisce “un miglioramento sotto molti punti di vista, con l’eliminazione della retroattività della legge e l’introduzione di un orario di funzionamento degli apparecchi uniforme su tutto il territorio regionale (con otto ore giornaliere di interruzione per sale gioco e scommesse e dieci per punti gioco, esercizi pubblici e commerciali e circoli, Ndr)
Purtroppo, non abbiamo raggiunto l’obiettivo di eliminare la retroattività della precedente legge per i i locali generalisti e questo è a mio avviso inspiegabile: le macchine di cui stiamo parlando(Awp) sono infatti nate nei e per i bar, che sono stati i primi ad ospitarle: questi apparecchi sono infatti più ‘light’ rispetto alle Vlt che si trovano nelle sale, o rispetto ad altre tipologie di giochi statali che si trovano tranquillamente ovunque. Sono apparecchi nei quali si gioco con monete da 1 euro e con una vincita massima di 100 euro, senza creare nel giocatore l’illusione di vedersi cambiare la vita attraverso una vincita importante con jackpot milionari, che è poi quello che crea la dipendenza da gioco.”
Ripercorrendo le tappe fino all’approvazione della nuova legge, la presidente regionale di Sapar ricorda che “per avere l’attenzione della politica i lavoratori del comparto sono scesi in piazza molte volte: la prima già nel dicembre 2017, la più importante in piazza Castello a Torino, sotto la Regione, il 18 marzo di quest’anno, in cui è stato evidente il disagio dei lavoratori e delle aziende piemontesi, che hanno chiesto all’intero consiglio regionale una presa di coscienza e un cambio di legge.
Inoltre è stato mantenuto il presidio dei lavoratori sotto la sede del Consiglio per diversi mesi, fino a giovedi scorso (giorno dell’approvazione del Ddl). Tutto questo lavoro, e la determinazione delle politiche di maggioranza, ha portato all’approvazione, di una legge necessaria che ha ridato dignità ad un settore troppo spesso colpevolizzato e bistrattato.
Intanto si auspica a livello nazionale un riordino del settore del gioco che porti chiarezza su tutto il territorio, perché gli imprenditori hanno bisogno di regole certe e durature: un imprenditore per fare impresa non può ‘navigare a vista’, deve programmare strategie, investimenti e forza lavoro”.
 
ROSSI (AS.TRO): “NON DISCRIMINARE I BAR” – Per l’associazione As.tro, Luciano Rossi ricorda il lungo percorso fatto per arrivare alla nuova normativa: “Sono stati anni difficili, non ci siamo mai arresi ed abbiamo sempre cercato in ogni sede di rappresentare le difficoltà per gli operatori causate dalla legge del 2016. Abbiamo avuto il supporto di legali, tecnici, politici, ed i e lavoratori hanno presidiato le piazze piemontesi in ogni occasione possibile”.
In questo momento l’associazione sta visionando “il testo con l’ausilio di tecnici e legali. Aspettiamo di conoscere nel merito il loro contenuto e la portata della loro applicazione. Sarebbe un dispiacere veder confermata la discriminazione nei confronti dei bar (ad una prima lettura, esclusi dalla eliminazione della retroattività della legge del 2016 e quindi dalla possibilità di chiedere di reinstallare gli apparecchi dismessi, Ndr), perché anche questa tipologia di attività attende di riavere il diritto di lavorare nella legalità, e dopo le chiusure e le perdite legate al Covid ospitando le slot avrebbero un sostegno economico in più e potrebbero garantire la loro sopravvivenza, anche con un numero minimo di apparecchi”.
 
PASTORINO (STS): “FARE CHIAREZZA SUL CONTINGENTAMENTO” – Con Giorgio Pastorino, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi, il focus si sposta sulle tabaccherie.
“Il commento generale è molto positivo perché fino ad oggi sul territorio eravamo sempre riusciti ad agire prima che le leggi regionali entrassero in vigore mentre in Piemonte, visto che la normativa risaliva al 2016, era piuttosto complicato.
Dobbiamo ringraziare le forze di maggioranza che si sono spese per l’approvazione della legge, permettendo di riportare la legalità sul territorio e alle attività della filiera di lavorare nel settore delle Awp”.
Entrando nello specifico delle norme riguardanti le tabaccherie e auspicando ulteriori chiarimenti, Pastorino evidenzia come la nuova legge “riattivi le sale, e i tabaccai, o i bar tabaccai, quindi le attività con autorizzazione dell’Agenzia dogane e monopoli. C’è da chiarire il punto sul contingentamento perché si rimanda all’articolo sulle nuove aperture ma si parla di attività che non vendono il gioco in via primaria, e generalmente le Awp stanno in locali dove ci sono anche altri giochi. Questo quindi lo capiremo meglio con un confronto con i tecnici della Regione”.
Per il presidente del Sindacato totoricevitori sportivi, l’impianto generale della legge fresca di pubblicazione “è buono, chiaro, e introduce il diritto di reinstallare gli apparecchi ma con regole stringenti sulle nuove installazioni. Sono stati seguiti gli indirizzi di Adm emersi nell’open hearing con gli operatori di qualche settimana fa, quando si è parlato di riordino per le attività legate direttamente all’Agenzia.
Per i tabaccai non cambia quasi nulla, tranne per chi fa orario continuato: sostanzialmente con le nuove fasce orarie previste dalla legge si prediligono l’apertura diurna e la chiusura notturna; capisco che le sale abbiano esigenze diverse, ma è anche vero che per la prevenzione del gioco patologico forse le aperture notturne non sono ottimali.
A tal proposito, la legge trova molto risorse per la prevenzione e la cura delle dipendenze e prevede molti progetti nelle scuole, su informazione e formazione dei soggetti che vendono gioco: questa è la parte più ampia della normativa, non è un fatto banale. Si riapre ma si seguono tutte le strade possibili per limitare le dipendenze e curare chi ne è affetto.
Tutto questo, è l’ennesima dimostrazione che quando la politica ‘vuole’ governare un problema le soluzioni si trovano: basta usare la logica”.
Concludendo il suo commento quindi Pastorino sottolinea l’importanza del riordino nazionale del settore, “non solo per poter poi indire le gare per le concessioni, ma in primis per la tutela della legalità, alla luce dell’esplosione del gioco illecito durante il lockdown di quello lecito. Finalmente si parla di riordino in maniera coordinata: lo fanno la politica, il ministero dell’Economia e delle finanze e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in maniera traversale. Da 10 anni continuiamo a rincorrere le leggi regionali e i regolamenti comunali, non può essere questo il modello per chi vuole investire nel gioco pubblico”.