Lottomatica nel Ftse Mib, Angelozzi: ‘Società credibile che crea valore per azionisti’

Fra i titoli del più significativo indice azionario della Borsa italiana ora figura anche Lottomatica, le parole dell'amministratore delegato Guglielmo Angelozzi.
Scritto da Redazione

Guglielmo Angelozzi, amministratore delegato di Lottomatica Group © Pagina Linkedin

Da oggi, 22 settembre, fra i titoli del  Ftse Mib – Financial times stock exchange di Milano, il più significativo indice azionario della Borsa italiana, c'è anche Lottomatica.

A guidarla è l'amministratore delegato Guglielmo Angelozzi, protagonista di un'intervista al quotidiano Il Messaggero, in cui traccia il bilancio della storia recente del Gruppo, acquistato nel 2020 da Gamenet: “Dal 2014, da quando siamo partiti con Gamenet, l’idea strategica di fondo è stata sempre la stessa. Quello dei giochi italiani era un mercato molto frammentato, con molte dissinergie, e focalizzato sul retail. La nostra tesi di investimento è stata quella di creare valore aggregando e spostando il focus dal solo fisico anche al digitale. E tutto questo è stato possibile anche grazie alla stabilità della regolamentazione del settore”.

Dieci anni di crescita per Lottomatica, che è passata da una capitalizzazione di Borsa di 200 milioni di euro ai cinque miliardi e mezzo di oggi.

Decisivo anche l’investimento del Fondo Apollo: “In questi tre anni insieme ad Apollo abbiamo messo in piedi una governance che potesse traghettare Lottomatica verso una public company senza scossoni. Ma c’è un punto che secondo me è importante: il mercato valuta le società per la loro credibilità. E noi abbiamo sempre rispettato impegni e target. Come per esempio sulla leva del debito. Avevamo detto che saremmo stati tra 2 e 2.5, siamo a 2.1”, rimarca Angelozzi.

Quanto alle prospettive di crescita, secondo il Ceo per quanto concerne l'Italia “in termini di operazioni straordinarie significative gli spazi sono un po’ ristretti. Non è così per l’estero. Ma non bisogna crescere per il gusto di crescere, le operazioni si fanno solo se creano valore per gli azionisti.
Siccome crediamo nel mercato e nell'azienda e il prezzo non è ancora lì dove potrebbe essere, facciamo un buyback, che è un modo di restituire valore ai nostri azionisti. E inoltre diventa un benchmark, ovvero un termine di confronto con qualsiasi operazione di impiego del capitale che potremmo decidere in futuro. Ci permetterà di rispondere alla domanda: quanto rende rispetto a investire su noi stessi?”.