Manovra 2026, Zamparelli (Sts): ‘Da emendamenti ci aspettiamo stabilità per il gioco legale’
"L'obiettivo degli emendamenti in materia di giochi deve essere quello di dare stabilità al settore, contrastare le offerte illegali ancora presenti, garantire maggiori entrate erariali e salvaguardare, da una parte, la redditività della rete terrestre e, dall’altra, la salute dei giocatori."
A dirlo è Emilio Zamparelli, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi, commentando gli oltre 5.700 emendamenti presentati alla legge di bilancio. Emendamenti che, tuttavia, già entro oggi pomeriggio (alle 16 di oggi, 19 novembre, scade il termine per consegnare gli emendamenti segnalati) saranno ridotti a poco più di 400, come deciso dall'ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato per accelerare i tempi e arrivare all'approvazione del provvedimento più importante dell'anno entro fine dicembre.
"Da adesso e fino alla fine di dicembre", puntualizza infatti anche Sts, "il Parlamento sarà impegnato nelle discussioni su questo argomento essenziale per l’economia del Paese. Dei 5.000 emendamenti presentati al testo di base, soltanto poche centinaia saranno ammesse al voto finale. Come sindacato, ci auguriamo che tra questi vi saranno gli emendamenti relativi al comparto delle Awp".
In particolare, continua la nota sottoscritta dal presidente Zamparelli, "siamo fiduciosi circa l’accoglimento delle misure concernenti la diminuzione del Preu con contestuale aumento del pay-out. Negli anni, la pressione fiscale sulle awp è aumentata al punto da ridurre al lumicino i proventi degli operatori; è dunque giunto il momento di ristabilire un equilibrio ragionevole".
Sta auspichiamo anche "l’approvazione degli emendamenti che prevedono l’introduzione di limiti all’utilizzo dell’apparecchio da parte del giocatore. Maggiori sono gli strumenti di tutela, maggiore è la capacità di contrastare eventuali derive patologiche del gioco", mentre si dice del tutto contrario "all’estensione dei limiti alla pubblicità legale del gioco, già fortemente penalizzata dal Decreto Dignità (2018). Al contrario, la pubblicità va ripristinata nell’ottica della massima trasparenza del gioco legale e a contrasto di quello clandestino".