Mazzoni (I-Com - Istituto per la Competitività) fa il punto sulla situazione del settore nel webinar 'Oltre le incertezze. Verso il riordino del gioco legale'.
Scritto da Redazione
Mazzoni (I-Com): 'Calo gioco fisico accompagnato da probabile crescita dell'illegale'
“Possiamo senz’altro dire che il settore dei giochi ormai sia un comparto ‘maturo’, che ha subito una forte riduzione della raccolta e della spesa, nonché delle entrate per l’Erario, come evidenziato dal Libro blu dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, a causa delle restrizioni connesse all’emergenza Covid. Tale calo però non è stato accompagnato da un proporzionale aumento del gioco online, fatto che nasconde una probabile crescita del gioco illegale”.
Lo sottolinea Eleonora Mazzoni, direttore area Innovazione I-Com – Istituto per la Competitività, nel corso del webinar “Oltre le incertezze. Verso il riordino del gioco legale” per la presentazione del paper sul settore del gaming d’Italia, oggi, 18 novembre.
“La disciplina dei giochi nel tempo si è spostata da una competenza esclusiva dello Stato a una condivisa con le Regioni per quanto riguarda la tutela della salute, fatto che negli anni ha fatto crescere la questione territoriale, regolamenti che si sono sovrapposti, facendo sentire la mancanza di una linea guida univoca a livello nazionale”, ricorda Mazzoni.
“La frammentazione è arrivata con il decreto Balduzzi del 2012 e quindi con la legge di Stabilita 2016 propedeutica all’intesa Stato-Regioni sul riordino raggiunta nel 2017, ma mai attuata, creando uno stallo delle gare per le concessioni, a cui si poi si è aggiunto il limbo provocato dall’emergenza Covid.
Per tutti questi motivi, da più parti viene richiamata l’urgenza di provvedere al riordino del settore, per la tutela dei consumatori, la garanzia delle entrate erariali e il riconoscimento degli operatori economici. Questo è il punto da cui ripartire”.
Mazzoni quindi aggiunge: “Il filo rosso della discussione di oggi è la certezza del diritto. Sicuramente il sistema è capace di reagire ai cambiamenti e di interiorizzarli per garantire l’operatività del settore e la sfera degli interessi che devono essere tutelati. C’è un punto di vista importante da tenere d’occhio: la prevenzione del gioco patologico, già inclusa nei Lea, e che potrebbe beneficiare anche degli investimenti sanitari previsti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa è resilienza. Bisogna trovare un equilibrio fra le questioni economiche e sociosanitarie”.