Mettiamoci in gioco al Governo: ‘Serve legge quadro di riordino’
“La riduzione dell’offerta di gioco sui territori – con la diminuzione di slot, Vlt e gratta e vinci in circolazione – è una condizione necessaria per ridurre le situazioni patologiche in cui versano tanti giocatori e, per questo, chiediamo nuovamente a Governo e Parlamento di adottare provvedimenti che permettano di raggiungere questo importante risultato, a partire da una legge quadro di riordino del settore”.
A porre questa richiesta sono gli aderenti a Mettiamoci in gioco, campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, sottolineando che con la riduzione dell’offerta di gioco sui territori, “solo una parte della domanda si sposta sul gioco online, al contrario di quanto asserito da più parti”.
Oltretutto, va rilevato che – pur continuando ad aumentare – il gioco online rallenta il suo ritmo di crescita, che è il più basso degli ultimi 5 anni: era + 15,9 percento tra 2018 e 2019 e + 26,2 percento tra 2015 e 2016. A causa della pandemia e della chiusura degli esercizi commerciali, il gioco online ha superato per la prima volta, a livello nazionale, in valore assoluto la raccolta di quello fisico: 40.953 milioni versus 39.182 milioni di euro. Soprattutto in alcune regioni del centro sud la pratica di gioco online ha superato di gran lunga quella del gioco fisico: Sicilia (74,5 percento della raccolta complessiva), Calabria (66,7 percento), Basilicata (65,6 percento).
Per quanto riguarda il gioco ‘fisico’, in alcune Regioni – tutte del centro nord – la raccolta è più che dimezzata rispetto al 2019: Veneto (-51,2 percento), Toscana (-51,1 percento), Trentino Alto Adige (-50,4 percento), Lombardia (-50,2 percento). Al sud, invece, la diminuzione è inferiore alla media nazionale: dal -36,7 percento della Puglia al -43 percento della Sardegna”.
La pandemia, dunque, ha favorito un’astinenza forzata dal gioco d’azzardo per tante persone, per alcuni solo occasionale ma per altri, probabilmente, un’opportunità per affrontare la propria condizione di dipendenza o di gioco problematico, con la conseguenza di poter riappropriarsi della propria ‘vita comune’, della normalità, dei rapporti familiari. E, forse, per diversi di loro questa esperienza ha rappresentato la dimostrazione che, senza gioco d’azzardo, la qualità della vita propria e degli affetti è concretamente migliore nel breve e nel lungo periodo”.