Rapporto Istat 2021: ‘Covid, pesante impatto su intrattenimento e giochi’

Anche l'Istat, nel suo rapporto annuale, certifica il pesante impatto delle restrizioni per il contenimento del Covid su intrattenimento e giochi.
Scritto da Redazione

Rapporto Istat 2021: 'Covid, pesante impatto su intrattenimento e giochi'

Non poteva essere altrimenti: è l’emergenza Covid, con gli effetti delle restrizioni alle attività ad essa connesse, la protagonista del Rapporto annuale 2021 dell’Istat, intitolato “La situazione del Paese”, presentato oggi, 9 luglio, a Roma, dal presidente Gian Carlo Blangiardo.

Evidenziando le pesanti conseguenze per i settori dell’intrattenimento e dei giochi, fra i più colpiti dai vari lockdown, ma non solo.

Il settore degli alberghi e pubblici esercizi subisce gli effetti più severi, con una caduta del valore aggiunto del 14,3 per cento, dovuto principalmente all’impatto diretto della minore domanda finale. Rilevante è anche l’impatto diretto sul commercio (-2,4 per cento), mentre per il settore agricolo la flessione del valore aggiunto (-2,1 per cento) è causata dagli effetti indiretti generati sulla filiera agro-alimentare.

La caduta dell’attività dei servizi di alloggio e ristorazione, insieme alla riduzione degli affitti turistici (10,8 miliardi di euro nel complesso), spiega in via diretta o indiretta poco meno della metà dell’effetto complessivo sul valore aggiunto. Rilevante è anche l’impatto d’insieme sul commercio (4,5 miliardi, pari a circa il 20 per cento dell’effetto totale) e sul comparto della cultura e dell’intrattenimento (poco più di 500 milioni).
Anche i settori del trasporto e logistica (-1,2 per cento il valore aggiunto), dell’energia, acqua e rifiuti (-1,1 per cento) e degli altri servizi di mercato (-1,0 per cento) risentono della riduzione della spesa degli stranieri, così come la manifattura a bassa tecnologia (-0,9 per cento, principalmente per gli effetti sul comparto alimentare) e i servizi finanziari, assicurativi e immobiliari (-0,9 per cento, per effetto dell’impatto diretto sul settore immobiliare).
 
LA SPECIALIZZAZIONE DELLE REGIONI ITALIANE – “Come già in parte evidenziato in altre analisi (Istat, 2021), la piccola dimensione delle imprese e la specializzazione produttiva di alcuni territori nelle attività più colpite dallo shock sono due elementi alla base dell’eterogeneità delle conseguenze della crisi”, si legge nel Rapporto. “Sotto quest’ultimo aspetto, ad esempio, se il primo periodo di restrizioni agli spostamenti e alle attività, nella primavera 2020, ha coinvolto indistintamente tutto il Paese, a partire dall’autunno le misure di contenimento sanitario sono state applicate su base regionale, con provvedimenti diversificati in termini di chiusura o riduzione temporale delle attività e di restrizioni nei movimenti.
Ne consegue che la vulnerabilità di un territorio dipende sia dal grado di diffusione dei settori maggiormente colpiti dalla crisi, sia dal grado di specializzazione dell’economia locale in tali attività. In particolare si considerano quattro settori, uno manifatturiero e tre del terziario: la filiera del tessile—abbigliamento-pelletteria (comprese le calzature), che ha risentito duramente del crollo della domanda interna e (soprattutto nel primo semestre 2020) di quella estera, le attività legate al turismo, il commercio e ristorazione e le attività ricreative, culturali e sportive, su cui hanno impattato direttamente i provvedimenti amministrativi e le regole di distanziamento sociale.
Per quest’ultimo aggregato si sono prese in considerazione le seguenti divisioni Ateco2007: 90 – attività creative, artistiche e di intrattenimento; 91 – attività di biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali; 92 – attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco; 93 – attività sportive, di intrattenimento e di divertimento”.
 
LA FOTOGRAFIA DELL’ISTAT – La ventinovesima edizione del Rapporto Annuale analizza la situazione emersa dall’emergenza sanitaria e ne considera gli effetti sulla società e sull’economia italiana. La rapida evoluzione dei comportamenti è colta attraverso informazioni arricchite dalle indagini specifiche presso le famiglie e presso le imprese, condotte già nel corso della crisi.
Il Rapporto dedica un’attenzione particolare all’impatto dell’epidemia sugli andamenti demografici, con un approfondimento sulla mortalità per cause, e alla tenuta del sistema sanitario in termini di prestazioni per l’insieme delle patologie.
Esamina le tendenze del capitale umano e del mercato del lavoro con riferimento alle dimensioni di genere, generazionali e territoriali, che corrispondono agli assi d’intervento del Pnnr – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Analizza i punti di forza e le fragilità del sistema delle imprese nella fase di recupero, ancora non esteso all’intera economia, e il tema della digitalizzazione del sistema produttivo. Infine, considera le dimensioni del livello di sviluppo degli investimenti, delle infrastrutture e della sostenibilità ambientale, centrali nell’impianto prospettico del Programma italiano e in quello europeo Next Generation – Eu.