Alla presentazione del progetto 'Se questo è un gioco', Saracchi (Adm), rivendica l'importanza di tutelare la sicurezza nel gioco, con una costante operazione di vigilanza.
Scritto da Redazione
Saracchi (Adm): 'Gioco, costante azione di vigilanza dell'Agenzia'
“Come si può tutelare il gioco legale dalle infiltrazioni mafiose? È ovvio che l’informazione è la parte più importante, ed è importante comprendere che è vero che non esiste solo il gioco legale in quanto tale, ma anche ‘patologie’ nel gioco legale, perché ci sono delle infiltrazioni criminali. Per questo è fondamentale identificare un confine fra ciò che è legale e ciò che non lo è”.
Ad evidenziarlo è Stefano Saracchi, dirigente Ufficio giochi numerici e lotterie dell’Agenzia dogane e monopoli, nel suo intervento alla presentazione di Se questo è un gioco, un progetto sperimentale realizzato da Avviso Pubblico e da Fondazione Adventum, in calendario oggi, 19 novembre, e, a Roma.
Saracchi quindi rivendica l’impegno dell’Agenzia, sia come ente regolatore che di controllo del gioco.
“Stiamo portando avanti una vigilanza molto forte. Il direttore generale Marcello Minenna ha attivato il gruppo Operazioni, mai attivato in passato, che da un anno e mezzo insieme con il Copregi, ha svolto una serie di verifiche che hanno portato alla chiusura di centinaia di sale illegali in tutto il territorio nazionale”.
Il dirigente Ufficio giochi numerici e lotterie quindi ricorda l’App “Gioco sicuro” lanciata dall’Agenzia ai primi di novembre: “È un’applicazione in cui crediamo tantissimo, perché si aggancia al concetto di un ‘passo alla volta’: prima occorre fare una distinzione fra il gioco che esiste nell’ordinamento giuridico, quello pubblico e legale, e quello che non lo è; poi identifichiamo i punti di gioco legali, e quindi informiamo l’utente su cosa si può fare nel mercato. Infine, sono necessari precisi interventi per verificare ciò che accade nei punti legali”.
Un’attività, quest’ultima, che Adm ha portato avanti anche durante i 10 mesi di lockdown degli esercizi di gioco fra il 2020 e il 2021, con “la messa a punto di un sistema di vigilanza che ci inviasse alert ad hoc, consentendoci di fare il 100 percento di controlli. Perciò, nel momento in cui il legislatore dovesse decidere aperture, chiusure, orari, siamo in grado grazie al sistema di vigilanza di poter fare questi controlli. Tale sistema è il frutto dell’unione fra le competenze delle direzioni Giochi e Antifrode, non a caso condotte ad interim dal direttore generale Minenna, proprio a sottolineare la comunione di intenti di vigilare e regolare per ottenere un risultato”.
Passando al progetto sperimentale realizzato da Avviso Pubblico e da Fondazione Adventum, Saracchi quindi ne sottolinea “l’intelligenza” e ricorda che la sua presenza alla presentazione di oggi rientra dall’attenzione del Dg dell’Agenzia nei confronti della “sicurezza, il primo punto del suo mandato. Va evidenziata la necessità di cambiare la visione e parlare di illegalità nel gioco piuttosto che di gioco illegale. Non si non si può pensare che tutto ciò che è autorizzato rispetti le norme. Noi abbiamo elaborato un algoritmo che rileva in maniera meccanica i frazionamenti delle giocate ripetute all’interno dei punti autorizzati, se un soggetto autorizzato in 20 minuti raccoglie 40 puntate sullo stesso risultato, c’è qualcosa che non va. Lo stiamo monitorando nel sottosoglia, collaborando con l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, con la quale 20 giorni fa abbiamo stipulato un protocollo d’intesa in questo senso”.
Quindi, il dirigente Ufficio giochi numerici e lotterie dell’Agenzia dogane e monopoli, torna sul tema con cui ha aperto il suo intervento, sulla tutela del gioco legale dalle infiltrazioni mafiose. “Siamo convinti che il nostro approccio sia giusto, e non possiamo condividere l’affermazione per la quale il gioco legale non è sicuro. Sì, è vero, ci sono delle anomalie da eliminare, ma si tratta comunque di gioco regolamentato. Quanto al divieto di pubblicità del gioco introdotto dal decreto Dignità, lo rispettiamo in quanto legge, come ovvio; tant’è che nella nuova concessione del SuperEnalotto, dal 1° dicembre, non c’è un euro che il concessionario possa spendere per la pubblicità, ma solo per informare il giocatore delle probabilità di vincita. Il gioco non deve essere visto come un demone, porta più di 10 miliardi l’anno all’Erario: si può regolare e un miliardo in più o in meno non cambia la vita del Paese, ma prima di cambiare dimezzando gli introiti per lo Stato bisogna ragionare con attenzione. In ultimo, ricordo che il Dg Minenna recentemente è stato audito due volte in commissione parlamentare sul gioco, vuol dire che vuole manifestare il suo impegno sul tema nella pratica, e non solo a parole”.