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Scende il prezzo del gas e si muove l'Ue, bollette in calo da novembre

17 ottobre 2022 - 16:12

Il tetto ai prezzi del gas che dovrebbe introdurre la Commissione Ue e un meccanismo di solidarietà tra gli Stati membri in caso di emergenza potrebbero portare a un calo delle bollette da novembre.

Scritto da Redazione
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Si apre uno spiraglio nell'emergenza bollette che in questi mesi sta travolgendo cittadini e imprese di tutti i settori, compreso quello del gioco, come abbiamo più volte documentato su queste pagine, con cifre ormai raddoppiate o triplicate rispetto al 2021.

Da novembre gli importi sarebbero destinati a scendere, grazie ad una combinazione di fattori.

In queste ore il prezzo del gas ha una quotazione di circa 132-136 euro a megawattora (ad agosto ha toccato quota 360), segnando un meno 7 percento al Title transfer facility, il mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale tra i più grandi e liquidi dell'Europa continentale, che ha sede ad Amsterdam, dopo la diffusione della proposta legislativa, suscettibile di cambiamento, che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, presenterà ufficialmente domani, 18 ottobre, insieme a una comunicazione sull’emergenza energetica.

Nel testo, secondo quanto si legge sul Corriere della sera, dovrebbero figurare un tetto dinamico per tre mesi ai prezzi del Ttf di Amsterdam, l’elaborazione di un parametro di riferimento specifico per il prezzo del gas naturale liquefatto entro la fine dell'anno, un nuovo meccanismo temporaneo di gestione della volatilità infra-giornaliera, acquisti congiunti obbligatori per almeno il 15 percento del fabbisogno di stoccaggio per il prossimo anno (circa 13,5 miliardi di metri cubi per l’intera Ue) e soprattutto un meccanismo preciso di solidarietà tra gli Stati membri in caso di emergenza, incluso il modo di calcolare il prezzo del gas ceduto.

Inoltre, l'Arera, l'autorità di regolazione del mercato dell'energia, da novembre rivedrà i parametri di calcolo per le bollette del gas, anche se non ancora per l'energia elettrica, con la revisione a cadenza mensile e non più trimestrale delle tariffe introdotta lo scorso luglio.

Se confermato, il tetto al prezzo del gas potrebbe portare il Governo in via di formazione anche a varare politiche di sussidio al consumo diverso, premiare chi risparmia di più o introducendo incentivi alla riduzione dei consumi.

Nel frattempo il Codacons - Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori stima che senza interventi la stangata sulle bollette di luce e gas degli italiani potrebbe raggiungere nel 2023 la maxi-cifra di 4.724 euro a famiglia, con un incremento di spesa di quasi +2.500 euro a nucleo rispetto le tariffe in vigore a fine 2021.

Considerato che oggi 10,7 milioni di famiglie rientrano nel mercato tutelato dell’elettricità, e 7,3 milioni in quello del gas, i nuovi rincari delle tariffe porterebbero la spesa energetica delle famiglie che rientrano nel regime di maggior tutela a raggiungere nel 2023 la cifra di 40,5 miliardi di euro (19 miliardi per la luce, 21,5 miliardi per il gas), con un incremento di spesa pari a complessivi +18,5 miliardi di euro.

Proprio per affrontare il tema dell’emergenza energia e studiare soluzioni condivise volte ad abbattere le tariffe e sostenere famiglie e imprese, il Codacons chiama a raccolta istituzioni e società energetiche, che si confronteranno domani, 18 ottobre, a Roma (ore 10 presso la sede della Camera di Commercio sita in Piazza di Pietra) nel corso di una tavola rotonda alla quale prenderanno parte rappresentanti dell'Arera e di alcuni dei maggiori operatori dell'energia.

Infine, Il 9 novembre il Tar della Lombardia sarà chiamato a decidere se sospendere gli aumenti delle tariffe di luce e gas scattati in Italia a partire da gennaio 2022. I giudici amministrativi si pronunceranno infatti sul ricorso promosso dal Codacons che, come noto, ha impugnato le delibere di Arera che hanno disposto gli incrementi trimestrali delle tariffe di energia elettrica e gas a partire dall’1 gennaio 2022.
Nello specifico, il ricorso del Codacons contesta una serie di violazioni che avrebbero portato l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas ad autorizzare incrementi delle tariffe fortemente penalizzanti per le famiglie del mercato tutelato, senza tenere conto delle speculazioni registrate sui mercati dell’energia.
Il Codacons contesta in particolare l’eccesso di potere per irragionevolezza, contraddittorietà, illogicità manifesta nella determinazione dell’aggiornamento delle componenti della tariffa base, la violazione dei principi di proporzionalità e trasparenza, il difetto di istruttoria e l’eccesso di potere sotto i profili di travisamento e difetto dei presupposti. L’associazione solleva poi la possibile falsa applicazione della legge di conversione del decreto-legge 17/21 e della legge 481/95 che attribuiscono all’autorità il compito, nell’esercizio dei propri poteri di regolazione dei corrispettivi dei servizi, di tenere conto, oltre che “dell’andamento del mercato”, anche “del reale costo di approvvigionamento della materia prima”.

 

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