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Trento: Consiglio di Stato sospende il distanziometro dopo il ricorso di un'azienda del gioco

06 dicembre 2022 - 10:25

L'accoglimento della richiesta di concessione di misure cautelari monocratiche porta alla sospensione dell'ordinanza provinciale fino alla camera di consiglio di gennaio 2023.

Scritto da Daniele Duso
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Un decreto del Consiglio di Stato accoglie l’istanza di un'azienda titolare di una sala gioco in provincia di Trento e sospende l’efficacia del distanziometro introdotto dalla provincia trentina fino all’esito della camera di consiglio di cui appresso.

La sala gioco di Trento potrà così continuare a operare almeno sino al 12 gennaio 2023, data fissata dal Consiglio di Stato "per la trattazione collegiale della domanda cautelare" in Camera di consiglio.

Si tratta del primo decreto cautelare per il distanziometro espulsivo della Provincia di Trento con cui viene sospesa, anche se temporaneamente, la chiusura di una una sala.

Il Consiglio di Stato, peraltro, nel decreto monocratico richiama anche il fatto che la problematica dell’effetto espulsivo riguarda più Regioni, accennando anche alla situazione dell’Emilia Romagna: "un fenomeno che sta interessando più d’una Regione, e in questo periodo non raramente anche l’Emilia Romagna, rispetto alla quale questa Sezione sta rendendo più pronunzie", si legge nel decreto.

Nel testo vi è anche l'invito a considerare "da un lato che neanche la tutela del diritto alla salute, per quanto nella specie effettivamente sussistente, può configurarsi come c.d. 'diritto tiranno' rispetto agli ulteriori diritti, pure costituzionalmente rilevanti, che vengono concretamente in rilievo e, dall’altro, che (prima ancora che si ponga la necessità di ricorrere al sindacato accentrato di costituzionalità) non persuade neanche la modalità di calcolo delle distanze con il criterio del 'compasso', piuttosto che invece secondo il criterio della distanza stradale pedonale nel rispetto della segnaletica vigente (che, evidentemente, ridurrebbe in qualche misura l’area di interdizione legale)".

"Interessante la circostanza che il Decreto monocratico abbia richiamato il fatto che la problematica dell’effetto espulsivo riguardi più Regioni e che la Sezione Quarta accenni anche alla situazione dell’Emilia Romagna", evidenzia in proposito l'avvocato Geronimo Cardia, che rappresenta in giudizio i ricorrenti.

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