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Agcom, multa di 1,5 milioni a Google per pubblicità gioco d'azzardo

02 agosto 2022 - 14:41

Le sanzioni a due società legate a Google puniscono la big tech per il suo accordo commerciale con il sito di giochi Spike, che viola il decreto Dignità.

Scritto da Redazione

"L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha adottato due distinte ordinanze ingiunzioni, che sanzionano, nel complesso, per 1 milione e 450 le società Google Ireland Limited (750mila euro) e Top Ads Ltd, (700mila euro), per la violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo sancito dall’art. 9 del decreto-legge n. 87/218, il cosiddetto decreto Dignità".

Così il comunicato di Agcom che annuncia il "primo provvedimento adottato dall’Autorità nei confronti di un fornitore di servizi per la condivisione di video (cd video sharing platform o Vsp), per aver consentito la diffusione di pubblicità vietata, afferente a giochi con vincite in denaro".

"La normativa individua, infatti", spiega Acgom, "come responsabili della condotta illecita e destinatari delle relative sanzioni una pluralità di soggetti ('committente, proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e organizzatore della manifestazione, evento o attività')".

"Le evidenze istruttorie hanno accertato la violazione della norma sia da parte del soggetto/creator (la società Top Ads Ltd mediante il proprio sito e i propri canali Spike su YouTube), sia da parte di YouTube, società controllata da Google.

Con specifico riferimento alla sanzione irrogata a Google (già destinataria di una precedente ordinanza ingiunzione per un totale di 100.000 euro - delibera n. 541/20/CONS del 22 ottobre 2020 – per la violazione del medesimo divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro ad opera del proprio motore di ricerca), si segnala che YouTube è stata ritenuta responsabile per non aver adottato alcuna iniziativa per la rimozione dei contenuti illeciti massivamente diffusi sulla propria piattaforma da un soggetto terzo (Spike), con il quale ha stipulato un contratto specifico di partnership, riconoscendo a tale soggetto lo status di 'partner verificato' ".

Una precedente, analoga, sanzione, invece, si era conclusa con l'annullamento da parte del Tar del Lazio poiché in tal caso erano presenti 'tutti gli indici che determinano l’esclusione della responsabilità di Google per i contenuti illeciti inseriti da terzi'. E non si può escludere che anche in questo ultimo caso gli avvocati della big tech non siano già al lavoro.

Per ora Agcom comunica che "oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, l’Autorità ha ordinato la rimozione (cd. notice & take down) di 625 contenuti illeciti ancora presenti sulla piattaforma YouTube nonché presso il sito spikeslot.com entro un termine di sette giorni, nonché, per la prima volta, inibito (notice & stay down) la diffusione e il caricamento di video aventi analoghi contenuti violativi, in linea con le più recenti pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea".

La sanzione giunge a distanza di neanche un mese dalla decisione di Google di interrompere l'utilizzo dei risultati multimediali per promuovere prodotti per giochi online, armi, droghe e tabacco.

"Una sanzione sacrosanta che punisce l’istigazione al gioco d’azzardo da parte dei giganti del web", è uno dei primi commenti, che arriva dal Codacons. "Da tempo denunciamo all’Autorità per le Comunicazioni e all’Antitrust le pubblicità illegittime al gioco d’azzardo realizzate tramite app, siti web e social network" aggiunge il presidente Carlo Rienzi, "un fenomeno pericolosissimo perché i principali fruitori di tali strumenti sono i giovani, quelli cioè che rischiano più di tutti di avvicinarsi al gioco e sviluppare forme di dipendenza, ed in tal senso i giganti del web hanno precise responsabilità”.

"La multa inflitta dall’Agcom è quindi una misura sacrosanta, ma l’entità della sanzione è decisamente irrisoria rispetto al fatturato di un colosso come Google", chiosa Rienzi. "Serve ora un giro di vite contro tutti i siti internet illegali che promuovono il gioco d’azzardo, questione su cui il Codacons ha presentato nei giorni scorsi in dettagliato esposto all’Autorità".

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