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Nuovo governo: fate bene, fate presto

10 ottobre 2022 - 11:05

Con il paese alle prese con la più grande cristi globale della storia recente, serve al più presto il passaggio di consegne per sventare un autunno nero e un futuro peggiore (anche) per il gioco.

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Nuovo governo: fate bene, fate presto

La neo-premier in pectore, Giorgia Meloni, ha prontamente definito la situazione attuale in cui si trova il paese “da far tremare i polsi”. Già prima delle elezioni. E di certo non si può dire che abbia esagerato. Anzi. La realtà è sotto gli occhi di tutti, trovandoci davanti a una crisi globale e dovendo combattere emergenze su tutti i fronti. In uno scenario a dir poco desolante: tra il conflitto in Ucraina che non sta concedendo tregue, l'inflazione galoppante e le bollette ormai giunte alle stelle che stanno portanto tante piccole imprese alla chiusura; l'Europa che non riesce ad adottare misure adeguate (ma indispensabili) per fronteggiare il blackout energetico scoppiato con la guerra in Ucraina (con le conseguenti nuove frizioni tra paesi dell'Unione); il conflitto tra super-pontenze che si fa sempre più acceso e che pone in sistuazione di maggiore difficoltà l'intero blocco europeo, proprio mentre il nostro Paese ne è diventato ancor più dipendente in seguito alla pioggia di milardi del Pnrr. Di fronte a tutto questo, come se non bastasse, dobbiamo anche registrare un aumento dei contagi Covid nella Penisola, che potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo ed elemento di preoccupazione, per tutte le attività che, come quelle del gioco, sono state già duramente provato anche dai precedenti lockdown. Anche se su questo punto Fratelli d'Italia ha sempre tracciato una linea piuttosto netta, parlando di impossibilità di tornare all'applicazione di misure restrittive, come il lockdown, appunto, o anche il più semplice green pass. 

Nonostante tutte queste difficoltà, tuttavia (o, forse, proprio in virtù di queste) la situazione è ulteriormente difficile in Italia anche per un altro motivo: trovando ad affrontare un periodo di transizione politica che forse non si è mai rivelato così difficile come in questo momento, diventando così un passaggio delicatissimo in questo preciso momento storico, dovendo transitare dal governo tecnico di Mario Draghi (assai rassicurante, per l'Europa e per i mercati) ad uno di centrodestra, cioè quello di Giorga Meloni (molto preoccupante, per tutti i soggetti esterni). Ma di fronte a tutto questo, continuano ad esserci provvedimenti urgentissimi da adottare, anche se non possono essere varati, visto che l'esecutivo di Draghi è ormai alle ultimissime battute. Mentre il cambio della guardia a Palazzo Chigi richiederà ancora qualche settimana di tempo: trovandoci quindi pressoché immobilizzati, mentre il paese sta sbandando. E non poco. Per un'ulteriore conferma che la fine anticipata della legislatura sia stato un rischio in più che ci siamo presi: dimostrando ancora una volta lo scarso senso di responsabilità della classe dirigente che avevamo già denunciato su queste pagine. E ora che stiamo vacillando, mentre al timone della nave c'è solo il pilota automatico del governo uscente, si fanno sentire tutte le criticità. E non ci resta che sperare davvero, a questo punto, in un rapido passaggio delle consegne, mentre continuano a venire al pettine tutti i nodi per il nuovo esecutivo le questioni da risolvere sono tantissime: ecco perché è importante che il nuovo governo entri nel pieno delle sue funzioni e il più presto possibile.

Dal quarto decreto aiuti al taglio del cuneo

L’agenda delle urgenze che incombono sul nuovo governo, non appena si sarà insediato e avrà ricevuto la fiducia dal Parlamento, è decisamente ricca. Si va dal nuovo (il quarto) decreto Aiuti per rinnovare le misure anti rincari dell’energia e dell’inflazione messe in campo dal governo Draghi, alla messa a punto della manovra di bilancio che dovrebbe avere come misura portante (stando almeno alle indicazioni emerse in campagna elettorale) il taglio del cuneo fiscale. Il combinarsi dei fattori straordinari che abbiamo prima elencato (la guerra in Ucraina, l’impennata dell’inflazione, la gestione della pandemia) metterà subito alla prova il governo di centro destra che ha ottenuto il consenso della maggioranza degli elettori. Non a caso, l’interlocuzione che si sta avendo in queste ore tra lo staff della probabile nuova premier Giorgia Meloni e gli uffici tecnici di Palazzo Chigi e del Mef è costante e serrata.
Con l'unica certezza che il primo provvedimento del nuovo esecutivo sarà il nuovo decreto aiuti. Tra le diverse misure messe in campo finora che saranno da prorogare, il conto appare già definito: per il solo mese di dicembre andranno stanziati 4,7 miliardi, come riporta IlSole24Ore e per il primo trimestre del nuovo anno ne occorreranno altri 14-15 miliardi. Naturalmente spetterà al prossimo esecutivo decidere se inserire nel nuovo decreto altre, eventuali misure. E sarà quello il suo primo biglietto da visita, agli occhi degli itailano: che dovrà comunque essere sostenuto dal quadro macroeconomico aggiornato rispetto alle stime appena inserite nella Nadef, limitate al solo profilo a legislazione vigente. L’appuntamento decisivo, una volta varato il nuovo decreto aiuti e inviato a Bruxelles il Documento programmatico di Bilancio, sarà però quello con la manovra. Ed è qui che si accendono i riflettori (anche) dell'industria del gioco pubblico.
I tempi sono ristretti perché secondo le previsioni il Governo potrà essere nel pieno dei poteri non prima di inizio novembre. E la legge di Bilancio deve essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre, per evitare il ricorso all’esercizio provvisorio. I margini sono ristretti, poiché la minore crescita riduce gli spazi finanziari a disposizione di circa 20 miliardi. Questione decisiva per stabilire se e come avviare in legge di bilancio un primo intervento in direzione del taglio del cuneo fiscale e contributivo, come più volte annunciato in campagna elettorale. Mentre per la (tanto sbandierata) flat tax, è probabile che si andrà verso un percorso a più tappe, partendo dalla flat tax “incrementale” annunciata da Giorgia Meloni. Mentre ci si attende una presa di posizione sulle pensioni, visto che il prossimo 1° gennaio scadrà il periodo di vigenza di “quota 100”, poi divenuta “quota 102” secondo quanto disposto dal governo uscente, con la conseguenza che in mancanza di soluzioni alternative si ritornerebbe ai vecchi requisiti previsti dalla legge Fornero. Anche in questo caso a pesare sulla decisione finale sarà la preventiva ricognizione delle risorse effettivamente disponibili. 

La Manovra e i timori del gioco pubblico

E dove recuperare i relativi stanziamenti? E' questo il punto che preoccupa di più gli addetti ai lavori del comparto giochi. Anche se probabilmente il nuovo governo dovrà prima di tutto individuare margini aggiuntivi attraverso una preventiva trattativa con la Commissione europea, al punto che si ipotizza già il ricorso a una parte dei fondi strutturali non utilizzati, oppure a una parte del programma “ReactEu” che residua rispetto agli stanziamenti accordati a livello europeo, viste le difficoltà interne al paese.
Nel frattempo, durante la settimana corrente, si potranno almeno conoscere i nomi dei presidenti delle Camera, ricavandone i primi segnali di equilibrio della nuova maggioranza. Quello che è certo, dunque, è che il percorso di questa legislatura sarà tutt'altro che semplice: ma anche per questo, c'è bisogno di farla partire prima possibile e, soprattutto, nel miglior modo possibile. Auspicando, stavolta, in un minimo di senso di responsabilità da parte di tutti.

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