Capitanio (Agcom): ‘Insistere su informazione e sensibilizzazione sul gioco’
"L'auspicio, da regolatore, è che nel dialogo con il governo si riescano a chiarire le zone d'ombra, cosa è il gioco responsabile, la portata dell'informazione, della pubblicità."
A dirlo è Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, nel corso dell'evento di presentazione della ricerca “Gioco responsabile e giovani Under 25: motivazioni, contesti e strategie di intervento”, condotta dall’Unità di Ricerca in Psicologia Economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per conto della Fondazione Fair – Ets, tenutosi oggi, 11 settembre, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato.
"Siamo rimasti fermi circa il 2019, quando dopo l'entrata in vigore del decreto dignità, l'autorità, gestita dai nostri predecessori, fece una informativa al governo sottolineando come la norma che di fatto introduceva in Italia il divieto assoluto di pubblicità, che poi nei fatti non si è verificato, avesse delle criticità tuttora non risolte". Tra queste, spicca "il tema della sanzione non modulabile fissata in un minimo di 50.000 euro, che proprio negli ultimi giorni è stata portata all'attenzione della Corte Costituzionale da parte di un tribunale proprio in seguito a una sanzione dell'autorità che dovendo applicare la norma ha sanzionato una persona fisica, un giovane creator, per 157.000 euro avendo sommato tra condotte ovviamente non rispettose della normativa".
Capitanio inoltre evidenzia come "il fatto che il divieto assoluto di pubblicità, oltre a non consentire campagne di informazione sulla responsabilità del gioco, potesse in qualche modo, involontariamente, non favorire la distinzione tra il gioco legale e il gioco illegale". Questa preoccupazione è supportata "anche i fatti di cronaca a cui ci sono sempre di supporto perché sappiamo benissimo i recenti scandali sulle scommesse sportive su quali piattaforme e su quali canali fossero veicolati". In sintesi, il commissario ha affermato: "Quindi queste erano fondamentalmente alcune delle criticità che sono rimaste in piedi".
L'Azione di Agcom e la necessità di un "nuovo paradigma" nonostante le problematiche strutturali, l'Agcom ha comunque operato per far rispettare la norma. Capitanio ha spiegato che "l'autorità ha fatto rispettare la norma emanando delle linee guida che non erano obbligatorie ma che hanno consentito di aiutare la comprensibilità perlomeno dei divieti". Di conseguenza, "sono stati sanzionati tutti i soggetti che potevano infrangere la norma, le piattaforme online, alcuni editori di testate giornalistiche online e cartace fino ai recenti provvedimenti che hanno portato a multare i singoli creator su diverse piattaforme da X a Twitch a Youtube e ad altri contesti".
Capitanio conclude il suo intervento sottolineando che "il tema conclusivo della relazione è fondamentale. Forse serve un nuovo paradigma del gioco responsabile", spiega il commissario Agcom, che propone un approccio più ampio: "Innanzitutto aggiungerei in un pronome fondamentale, dicendo 'io gioco responsabile', perché le dipendenze di cui parliamo oggi sono assolutamente speculari a tantissime dipendenze di cui si sta occupando la nostra autorità".
"I giovani è vero che giocano per il 40 percento ai giochi online ma hanno le stesse dipendenze nelle microtransazioni quando si approcciano ai videogiochi, hanno le stesse addiction sui portali, sui social media e su tanti altri tipi di canale". In questo contesto, Capitanio enfatizza che "il fenomeno della responsabilità e dell'educazione civica e digitale è fondamentale per la crescita in generale sulla responsabilità".
"Chiudo con questa nota, con un provvedimento voluto dal precedente governo venne introdotto con l'obbligo dal 2024 il filtro parentale sulle sim che sono utilizzate o intestate ai minori di 18 anni". Ha specificato che "tra le categorie di blocco imposte ad agi come oltre ai contenuti pornografici, che articolano informazioni errate sull'alimentazione, l'adesione a sette sataniche, la promozione di alcolici e di tabacchi, c'è anche quello del gioco d'azzardo. Nonostante questo il filtro che è attivabile gratuitamente dalle famiglie ad oggi è stato attivato più o meno solo da mezzo milione di familiari". Questo significa che "tutti i minorenni che oggi hanno una sim e non hanno attivato il filtro parentale possono accedere liberamente a qualunque tipo di gioco d'azzardo".
Capitanio ribadisce quindi che "servono le norme, sicuramente è importante una riflessione anche sull'adeguamento delle linee guida che non potevano contenere nel 2019 il riferimento al gioco responsabile che oggi tra l'altro è anche un obbligo di investimento per gli operatori. ma occorre insistere su queste campagne di informazione e sensibilizzazione che sono necessarie".