Del Barba (Iv): ‘Per gioco responsabile serve una predisposizione culturale’
“Dieci anni fa mi trovavo qui da Senatore e stavamo preparando la legge bilancio che andava a rendere operativo l’Osservatorio perché a quei tempi il fenomeno del gioco responsabile e della ludopatia erano nelle strade, con grandi proteste, e metteva in crisi le amministrazioni locali. In quel periodo mi schierai tra i non proibizionisti e oggi cerco di seguire le ricerche che vengono fatte perché credo che la responsabilità di volere sdoganare la liceità del gioco vada accompagnata con il seguirne gli andamenti.”
Parole del deputato di Italia Viva Mauro Del Barba che così introduce il suo intervento durante la presentazione della ricerca “Gioco responsabile e giovani Under 25: motivazioni, contesti e strategie di intervento”, condotta dall’Unità di Ricerca in Psicologia Economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per conto della Fondazione Fiar – Ets, di oggi, giovedì 11 settembre, presso Sala Caduti di Nassirya in Senato.
Del Barba che a suo tempo criticò “chi voleva mettere il gioco alla berlina come le droghe o come qualcosa che va eliminato dalla società. Non va eliminato ma vanno guardati in faccia gli aspetti negativi. Già allora era chiaro un aspetto, la questione culturale. Le norme servono, ma l’atteggiamento che determina la predisposizione al gioco responsabile è culturale, quindi bisogna cominciare nelle scuole”.
“Quello che dissi agli operatori – prosegue Del Barba – è che l’osservatorio avrebbe avuto un compito legato agli aspetti sanitari. A loro spetta invece offrire gli elementi per mettere il settore in sicurezza altrimenti questo cambiamento non avverrà. Mi fa piacere che gli operatori dal 2023 hanno deciso di investire anche con la Fondazione Fair.
Il deputato di Italia Viva aggiunge che “per coerenza con quanto detto credo che il nodo del gioco fisico sia anche intuitivo perché l’online mette a disposizione delle credenziali e si sa chi si ha davanti. Con questo voglio dire che gli aspetti di successo dell’online vanno replicati sul fisico con l’autolimitazione”. Una soluzione infatti potrebbe essere quella di aggiungere oltre all’operatore “delle macchine fisiche, replicando alcuni concetti dell’online”.
“Io sono stato scettico sulla scelta di marginalizzare i luoghi fisici, credo che abbassi il livello del controllo ma capisco che nei comuni, allontanare questi luoghi dalle scuole o dagli ospedali può essere naturale. Tuttavia andare a creare delle zone ghettizzate quasi di degrado non penso sia stata una scelta felice. Dietro il concetto di gioco responsabile non può esserci infatti un’immagine di ghettizzazione”.
Del Barba conclude il suo intervento sottolineando che “va approfondito e perseguito lo strumento per i giocatori che va nella direzione di autolimitazione credo perché dalla conoscenza nasce la capacità di arrivare a quella consapevolezza culturale attraverso la quale il giocatore giovane può raggiungere questa capacità di giocare responsabilmente”.