Fondazione Fair Forum: ‘Prospettive e responsabilità degli operatori del gioco’

Ecco Il punto di vista degli operatori Brightstar Lottery, Flutter SEA e Playtech e un’analisi sulle responsabilità e prospettive future in occasione dell'evento della Fondazione Fair a Roma.
Scritto da Carlo Cammarella

Roma – Si parla di prospettive e responsabilità degli operatori nel secondo panel in agenda oggi, giovedì 27 novembre, durante l’evento “Fondazione Fair Forum 2025 – Osservatorio annuale sul gioco responsabile”, dedicato al tema del gioco responsabile e alla tutela delle persone.

Stefania Colombo, senior director Global sustainability di Brightstar Lottery, apre i lavori

della tavola rotonda “Prospettive e responsabilità degli operatori del settore” sottolineando che “è fondamentale uno sforzo collettivo nella stessa direzione e sono necessarie chiarezza e semplificazione delle regole. La questione della trasparenza e della chiarezza è fondamentale anche per poter seriamente esser consci di quello che si racconta e soprattutto di quello che si fa. Sicuramente c’è anche una questione legata alla cultura e finché il settore del gioco vivrà con questo stigma, finché non se ne potrà parlare liberamente, ci sarà sempre più paura. Il lavoro da fare è quello di de-stigmatizzare il settore perché se non se ne può parlare tranquillamente tutto risulta più difficile”.

A intervenire in secondo luogo è Stefano De Vita, Responsible gaming director di Flutter SEA che evidenzia l’importanza di “aumentare la credibilità del settore. A proposito dobbiamo trasformare un percepito 'da etichetta' perché in merito al gioco responsabile bisogna agire su più fronti nei confronti del consumatore. Ma il tema su cui dobbiamo cambiare è quello del paradigma collettivo, motivo per cui dobbiamo cominciare a dialogare di più e pertanto dobbiamo trasformare un tema centrale in un tema comune e condiviso”.
De Vita aggiunge che è fondamentale “raccontare quello che facciamo e soprattutto trovare un terreno comune, perché non riusciamo a far capire la differenza di un’offerta intelligente che difenda il consumatore pur avendo le armi per poterlo fare. Noi dobbiamo aiutare le persone, se necessario intervenire e infine moderare se si va fuori certe regole”.

A prendere la parola successivamente è Francesco Rodano, chief Sustainable gambling officer di Playtech che puntualizza come nonostante l’Italia abbia regolamentato il gioco online da molto tempo, con uno dei sistemi più avanzati d’Europa “ci sia un problema di credibilità del settore.

Ci dimentichiamo che la maggior parte delle persone non sono giocatori e prima del decreto Dignità la maggior parte della gente percepiva che il gioco fosse ovunque. Questo ha avuto un impatto sulla credibilità”.

Secondo Rodano oggi c’è la possibilità di fare un passo in avanti con la legge anche “grazie all’intelligenza artificiale. Questa nuova tecnologia permetterà di spostare il concetto di responsabilità dal giocatore portando l’attenzione anche sul lato degli operatori. Per questo abbiamo la tecnologia dalla nostra parte.

In un secondo giro di interventi Stefania Colombo spiega che “bisogna sempre considerare il contesto del momento perché quello che poteva funzionare anni fa non è detto che funzioni in un nuovo contesto con nuove generazioni. Credo che valga la pena studiare cosa comunicare, come farlo e fare un esercizio per de-stigmatizzare il gioco perché se non se parla è pericoloso. Credo che vada ribaltata l’ottica perché fino a ora si è parlato del rischio e non di come stare in una situazione di equilibrio e mantenerlo. Noi lavoriamo da qualche anno a questo concetto ed è necessario puntare sul giocatore che ti ascolta e che non ha preso una deriva”.

Stefano De Vita aggiunge che non si parla di pubblicità ma di comunicazione: “Se noi comunichiamo come oggi si ha la percezione che sia solo un problema del giocatore, ma noi abbiamo la possibilità di comunicare con tanti mezzi; la tv può fare educazione e raccontare un mondo che vuole cambiare.

Io sono contrario agli spot, non li trovo utili e non arrivano alle persone; invece dobbiamo raccontare e spiegare perché vogliamo cambiare la narrazione che oggi è negativa.

Noi invece dobbiamo fare una comunicazione intelligente, anticipare il tema e spiegare perché intervenire e proteggere il giocatore. Le nuove concessioni online introducono novità che andranno spiegate ai giocatori, pertanto bisogna guardare al domani e assumerci l’onere di spiegare e se necessario spingere. La comunicazione serve dunque a fare cultura altrimenti non ha senso”.

Anche Rodano riprende il tema della comunicazione. È passata la percezione che fosse sconnessa: “Ogni operatore comunicava a modo suo e si creava confusione. In realtà c’è molta comunicazione da fare, partendo dall’illusione che 'vincere sia facile'. Vanno comunicati gli sforzi sul gioco responsabile, in Svezia per esempio i tre operatori si sono messi d’accordo e ogni sei mesi pubblicano i risultati sulle loro azioni legate al gioco responsabile.

Il secondo aspetto è legato alla comunicazione personale: con la tecnologia possiamo comunicare con tutti i giocatori e ad esempio far apparire un messaggio a un player e comunicargli se sta giocando troppo. Questo aiuta anche a creare la percezione che l’operatore sta realmente facendo qualcosa verso l’utente”.

A riprendere la parola in un terzo giro di commenti è Stefania Colombo: “Credo che il sistema di protezione in un’era dove tutto si è evoluto possa essere molto efficace ma va vissuto come un’opportunità e non come un obbligo. È un passaggio che il giocare deve fare con l’operatore”.
 

Sul tema della tecnologia De Vita aggiunge che “oggi non si può agire senza di essa. Quando ho avuto l’incarico di occuparmi di gioco responsabile, la prima domanda che mi sono posto era come analizzare tanti player e pertanto abbiamo sviluppato un modello di intelligenza artificiale. Fondamentale è capire i segnali deboli, come il giovane che comincia a incrementare il gioco e in questo ci aiuta l’intelligenza artificiale. In Flutter abbiamo interi dipartimenti che lavorano sul tema e questo offre la misura dell’importanza di creare una relazione con i giocatori. Queste iniziative vanno sottoposte a comitati scientifici perché non si è mai sicuri che stiamo facendo tutto in maniera corretta; ecco perché la comunicazione va ampliata a chi non è del settore. Il gioco responsabile è il primo pilastro delle aziende in termini di sostenibilità e il concetto di responsabilità deve appartenere in toto alle aziende”.

A concludere la tavola rotonda riprendendo il tema della credibilità è Francesco Rodano che spiega: “Se questo tipo di iniziative vengono portate avanti da pochi operatori e l’industria si muove solo seguendo le regole, il problema della credibilità rimane irrisolto e non può essere una voce fuori dal coro a cambiare l’industria”. Ci sono però degli esempi positivi come l’Ontario, che a maggio di quest’anno ha creato nuove regole del gioco responsabile. Queste regole “sono moderne e analizzano il comportamento dei giocatori attraverso la tecnologia, analizzando segnali di rischio. Con l’intelligenza artificiale possiamo infatti interpretare in maniera rapida i fattori di rischio”.