Forum Acadi, Zamparelli (Sts): ‘Divieto pubblicità gioco misura anacronistica’
"La rete generalista è in sofferenza. I punti sul territorio sono calati di 13mila dal 2019, e sappiamo benissimo quanto è importante il presidio sul territorio".
Parte lanciando un segnale di allarme
Emilio Zamparelli, presidente Sts in rappresentanza della Fit–Confcommercio, nel suo intervento al Forum Acadi 2025, oggi, mercoledì 17 settembre a Roma.
Sottolinea, Zamparelli, come "una raccolta in discesa, meno 9 miliardi di raccolta rispetto al 2019, significa meno entrate per lo Stato ma anche meno entrate per gli operatori legali che operano sul territorio". Per questo, sottolinea "dobbiamo lanciare un allarme: facciamo presto, il riordino è necessario, dobbiamo salvare il settore del gioco fisico prima che sia tardi."
La rete è a un bivio, secondo il presidente Sts, da una parte "i cambiamenti tecnologici, che influiscono fortemente sul settore", ma anche "le norme restrittive di comuni e regioni", che con i divieti rendono il panorama spesso critico, mettendo in crisi quello che è stato "il primo contrasto all'illegalità, quando ancora non c'era l'online".
E chiude introducendo un altro tema, quello del divieto di pubblicità: "Direi basta", sbotta Zamparelli, "questo divieto è diventato anacronistico. Basti pensare che il decreto Dignità viene ricordato per il divieto di pubblicità, quando invece era stato pensato anche come sostegno per l'economia. Si tratta di un divieto che, peraltro, oggi il divieto viene aggirato da influencer, ad esempio, mentre è invece scomparsa la pubblicità del gioco fisico".