Guinci (Agic): ‘Riordino gioco, fondamentale una riforma del settore retail’

Giuliano Guinci di Agic-Confindustria a margine della presentazione dello Studio Cgia Mestre sul gioco sottolinea quanto sia importante ‘completare la riforma del settore’.
Scritto da Carlo Cammarella

In un momento di passaggio come quello che stiamo vivendo, dove l’attenzione è tutta rivolta al riordino del gioco, i quesiti e gli spunti di riflessione sono molteplici. L’occasione per un focus sul settore è giunta lo scorso 16 ottobre a palazzo Wedekind durante la presentazione dello “Studio sul settore dei giochi in Italia 2024 – Focus su apparecchi con vincita in denaro e online”, realizzato dalla Cgia Mestre. A margine dell'evento Giuliano Guinci di Agic-Confindustria ha rilasciato un’intervista esclusiva a Gioco News dove ha analizzato alcuni punti chiave come la tutela delle aziende, le esigenze del cliente e anche il ruolo dell’intelligenza artificiale.

In questo periodo uno dei temi centrali per il settore è il senza dubbio il riordino. Secondo lei è una grande opportunità?

È una grande opportunità perché sistematizza un settore che aveva bisogno di fare uno scatto in avanti sia in termini di nuove regole a tutela dei giocatori sia in termini di nuove regole di funzionamento. Questo perché il primo riordino del 2011 aveva fatto crescere il settore con delle disfunzioni che secondo non sono state ancora sistemate. Tuttavia, come ho detto in precedenti occasioni, una riforma si valuta dopo che si sono visti gli effetti, motivo per cui bisognerà aspettare un po’ di tempo.”

Gli apparecchi Awp sono quelli ad aver subito il calo maggiore. Quali sono le azioni che si possono intraprendere per aiutare queste aziende?

“La linea è quella che ha tracciato il direttore Mario Lollobrigia. Sicuramente c'è da rimettere mano a una riforma complessiva del settore del retail, che in sintesi vuol dire completare la riforma del settore e intervenire anche su alcuni dei prodotti che ormai possiamo considerare un po’ datati.”

Per quanto riguarda la tutela delle aziende dal gioco illegale invece qual è il punto della situazione?

Per quanto riguarda la tutela delle aziende, sicuramente il settore è in trasformazione; il nostro comparto non è da considerarsi come una monade, perché subisce le stesse dinamiche di altri settori, e le filiere si rivedranno in funzione delle esigenze dei clienti. Bisogna stare attenti a non fare in modo che durante questo processo di riforma i clienti vengano attratti da ciò che in questi anni abbiamo contrastato con forza, cioè l'offerta illegale. Se si crea confusione tra legale e illegale, chiaramente c'è un rischio che i giocatori orientino la loro attenzione alla parte illegale.”

Si parla tanto anche di intelligenza artificiale. Questa nuova tecnologia potrà dare un contributo fondamentale al settore del gioco?

“Sicuramente sì. Noi siamo delle aziende software, per cui siamo già pienamente impattati da un processo di trasformazione di cui nessuno è in grado di chiarire quale sia il punto d'arrivo. Bisogna lavorarci per tentare di avere un controllo e non sono sicuro che riusciremo ad averlo. tuttavia dobbiamo governare un fenomeno su cui, come in tutti i processi di grande trasformazione, al momento al momento non si riesce a vedere bene il traguardo.”

Parliamo delle esigenze del cliente. Qual è il punto di partenza per ovviare a questo punto?

"L'esigenza del cliente travalica quegli steccati che noi abbiamo in mente, perché sono stati costruiti in corso degli anni. Come detto prima, probabilmente dobbiamo considerare il settore non per canale, non per prodotto, ma guardando il cliente e quello che vuole. Disegnando la sua esperienza di gioco, oggi stiamo superando questi steccati. Oggi parlare di canale probabilmente non ha proprio più senso.”

Per concludere cosa ne pensa del multichannel?

“Secondo me stiamo vivendo una fase di passaggio. Il concetto di multichannel oggi, paradossalmente, è già vecchio. Oggi il cliente sceglie in funzione della sua esperienza. Probabilmente ci sarà un'estrema personalizzazione dell'offerta di gioco, grazie alla tecnologia e in base a come andrà il mondo. L'offerta di gioco sarà personalizzata sul singolo cliente e sarà sicuramente multicanale se vogliamo tutelare i retail. Pertanto se vogliamo garantire un percorso di crescita retail deve essere per forza multicanale. Oggigiorno, tranne le persone che hanno una certa età e probabilmente scelgono un canale per abitudine, i nuovi clienti devono avere la possibilità di accedere alla loro esperienza come vogliono. Il punto è proprio questo!”