Sigma Central Europe, a Roma si discute sul riordino del gioco fisico: ‘Quale futuro?’
Roma – Quale momento storico sta vivendo il gioco in Italia? Qual è lo stato dell’arte del comparto fisico? Domande molto complesse che oggi, martedì 4 novembre, sono state discusse all’interno del panel dal titolo “La grande riforma italiana – Dove siamo?” che si è svolto Sigma Central Europe, evento che fino al 6 novembre accoglierà alla Fiera di Roma 30mila delegati, ed oltre 1.000 sponsor ed espositori dei settori del gaming e della tecnologia.
Al centro il tema del riordino, della compartecipazione al gettito e il futuro del comparto fisico.
A introdurre i lavori è l’avvocato Geronimo Cardia, founder dello Studio Cardia GcLegal, che ha subito centrato l’argomento: “Oggi, in questo contesto internazionale in cui si parla molto di online, è importante parlare anche del canale di distribuzione sul territorio e degli operatori che lavorano sul territorio. Questo è veramente importante perché un’equilibrata interrelazione tra i parametri normativi dei prodotti ed anche dei canali di distribuzione è la chiave per un assetto normativo che sia adeguato rispetto agli obiettivi di sostenibilità e di tutela degli interessi pubblici e degli operatori che li garantiscono”.
“In definitiva – prosegue l’avvocato Cardia – il riordino dell'online in Italia sta dando una forte spinta per un sempre più forte presidio di legalità sul web. Ma per non perdere il controllo dei territori serve anche il riordino del territorio. E serve che si proceda con riequilibrio dei parametri dei prodotti e dei canali di distribuzione. Da attuarsi anche con misure ponte, aspettando che si vedano gli effetti del riordino che è ancora allo studio”.
Per Andrea De Bertoldi, membro della Camera dei deputati nel gruppo della Lega, "siamo in un momento importante per il gioco in Italia in quanto la legge di bilancio che sta iniziando il percorso parlamentare contiene un passaggio fondamentale che coinvolge gli Enti locali e le Regioni nel beneficio del gettito erariale. Le problematiche le conosciamo e i conflitti tra gli enti locali, regioni e comuni hanno portato a una situazione di anarchia nel settore. Ora andare a coinvolgere attraverso una legge di bilancio le Regioni per noi credo sia fondamentale come lo è il fatto che la Conferenza Stato Regioni possa arrivare a conclusioni omogenee accettabili da imprese e utenti”.
Giuseppe Volpe, managing partner di Cuidoprest, afferma: “Negli ultimi anni abbiamo capito che questa maggioranza aveva una visione netta del gioco online, stava traslando il regime concessorio nel settore del gioco avendo scelto di avere meno operatori ma più grandi”. A tale scopo Volpe aggiunge: "Rispetto alla riforma del fisico abbiamo puntellato alcuni concetti lavorando soprattutto con l'associazione Astro con cui abbiamo attivato una campagna dal titolo '2.500 cm quadrati di legalità', metafora e concetto fondamentale perché rappresenta la grandezza effettiva delle macchine da considerarsi 'presidio' delle istituzioni: Qualsiasi riduzione, infatti, lascia un vuoto che sarà riempito dall’offerta illegale motivo per cui va ragionato se ridurre il numero di macchine istallate”.
Francesco Gatti, vicepresidente di Sapar, analizza il tema delle distanze e dei limiti orari ed evidenzia: “L’esperimento del distanziometro c’è solo in Italia; tuttavia, pensare che allontanare l’utente dall’apparecchio potesse suscitare in lui il desiderio di non giocare più non si è verificato, abbiamo solo ottenuto il suo spostamento e abbiamo mandato in sofferenza una macchina già rodata, un prodotto di gioco offerto dal regolamento statale che ancora riscuote appeal. Molti player si sono inoltre spostati su altri canali e molto spesso leggiamo sequestri di macchine irregolari che non sono nei posti stabiliti o non sono conformi. Applicando queste norme abbiamo esposto il giocatore a rischi maggiori, è una battaglia che ci vede soccombere perché le macchine vengono spente o disattivate in determinati orari. Il danno in termini di raccolta e posti di lavoro è grande come lo è anche in termini di presidio alla legalità: tutto questo a scapito di un’industria radicata”.
A intervenire per ultimo è Emilio Zamparelli, presidente di Sts-Fit, il quale puntualizza come “le radici del gioco in questo Paese appartengano alla rete generalista che rappresenta un presidio di legalità, cosa che invece viene spesso dimenticata. Questo è un momento storico per ristabilire questa considerazione perché da anni questa rete ha sofferto di più e nell’ultimo decennio è stata quella più penalizzata. In questo momento è necessario ridarle lustro in quanto presidio sul territorio ma a questo riordino è legata anche la sopravvivenza di migliaia di famiglie perché la rete generalista è formata da piccoli esercizi a gestione familiare. Se il riordino non la mette al centro creiamo danno ai giocatori e a migliaia di famiglie che vedranno la loro attività finita”.
“Il momento– conclude Zamparelli – è cruciale e credo che la politica debba intervenire mettendo da parte gli strumenti di regolamentazione inutili come distanziometro e fasce orarie. Prima, infatti, si parlava della compartecipazione degli Enti locali al gettito del gioco. Già nel passato c’è un precedente perché negli anni ’90 le entrate della seconda estrazione del gioco del lotto sono servite per il restauro di tante opere; oggi si potrebbe fare la stessa cosa e dare agli Enti locali una parte delle entrate che possono essere usate per fini sociale e culturali. Basta guardare quello che accade in Svizzera dove queste entrate destinate ai cantoni vengono da loro utilizzate per opere e iniziative di carattere sociale e culturale.”