SiGma Central Europe: le nuove frontiere del gioco sicuro, fra innovazione, formazione e socialità
Roma – “Abbiamo stimato circa 20 milioni di giocatori negli ultimi 12 mesi, di un'età compresa tra i 18 e i 75 anni. Quello che abbiamo intervistato è un giocatore che ha cambiato naturalmente poi nel tempo le sue abitudini di gioco. E i dati stessi ci dicono che la raccolta è salita fino a 157 miliardi di euro nel 2024. Ma c'è stata una differenziazione rispetto al passato: il gioco online è cresciuto, complice chiaramente anche la pandemia che ha dato una spinta a questa dinamica, di oltre il 150 percento, mentre il gioco retail ha perduto una parte delle sue quote di mercato. In questo senso oggi siamo a un 60-40 in favore del gioco online. “
A fornire questi numeri è Riccardo Vecchi Lari, responsabile di progetto sul gioco pubblico sviluppato dalla società di consulenza Nomisma, nell'ambito del panel “Oltre le restrizioni: tecnologia e scienza contro il gioco d'azzardo patologico” tenutosi oggi, 6 novembre, a SiGma Central Europe a Roma.
Con la moderazione dell'avvocato Geronimo Cardia, founder Studio Cardia, che nei suoi interventi ha sottolineato la necessità di mettere "al centro delle poltiche legislative sul gioco la tutela del giocatore, della salute" e ricordato "l'impatto sul territorio dei distanziometri e delle limitazioni orarie che agiscono solo su alcune tipologie di giochi".
“Da un lato l'offerta di gioco si è altamente ridotta, quindi è migliorata naturalmente la possibilità di accesso ai giochi da parte delle persone. Dall'altro il gioco fisico rappresenta tutt'oggi un presidio fondamentale per quello che è il mondo del gioco legale in Italia. In questo senso parlando proprio di legalità abbiamo scoperto che oltre due giocatori su tre preferiscono giocare in un luogo legale e per quale motivo principalmente? Sono spinti a recarsi nel luogo legale per quella che è la fiducia che infondono nel personale presente, quindi entra un tema di forte socialità”, sottolinea Vecchi Lari.
“Il personale presente grazie alla sua formazione, al continuo aggiornamento riesce a intercettare quelli che possono essere all'interno della sala da gioco e dei potenziali comportamenti. La formazione ha riguardato, secondo le nostre rilevazioni, oltre 8 punti vendita su 10 solo negli ultimi 12 mesi. Oltre il 70 percento dei soggetti che operano all'interno dei punti vendita ritengono che la formazione ricevuta sia utile.Perché laddove c'è la formazione c'è la consapevolezza, dove c'è la consapevolezza c'è la trasparenza e dove c'è la trasparenza c'è la tutela della salute. Poi va evidenziato che i punti vendita che offrono lavoro a oltre 147 mila occupati diretti e considerando invece l'indotto, gli effetti indiretti, si sale fino a quasi mezzo milione di persone, quindi è un comparto decisamente capillare all'interno del territorio nazionale”.
Il project manager quindi prosegue: “Detto questo, per noi rispetto alla nostra analisi – che si è avvalsa di clinici, di esperti del settore e di dati raccolti da enti autorevoli all'interno nazionale – ci è sembrato veramente che la dinamica sociale, la tutela della legalità, la tutela della salute pubblica sia la priorità numero uno. In questo senso gli sforzi che gli operatori del settore e chi propone una ricerca sta promuovendo sono veramente fondamentali per garantire anche domani, anche con le nuove abitudini dei giocatori, quello che può essere un gioco sicuro, legale e che sia accessibile a tutti". In ultimo, una chiosa sulla questione del territorio: "La distanza delle sale da gioco rispetto a luoghi sensibili, oppure le limitazioni orarie, sono strumenti che sono comprovatamente poco efficaci e poco efficienti nel promuovere quello che è un gioco sano e salutare. Non appongono soltanto dei paletti che sono tanto difficili per i giocatori, che si trovano a volte confusi, quanto per gli operatori che trovano a volte un danno connesso, quindi è importante continuare a studiare questi fenomeni, vedere come evolveranno e speriamo che tutti insieme riusciamo ad arrivare a una soluzione ottimale”.
Massimo Di Giannantonio, Socio fondatore della Società italiana per la formazione in psichiatria, già professore ordinario di Psichiatria presso l’Università degli Studi G. D’Annunzio, invece si sofferma sui giocatori problematici: “Quando una persona entra in una dinamica di gioco, quali sono le caratteristiche che aiutano lo sviluppo di un gioco fisiologico corretto e normale e invece quali sono le condizioni che possono stimolare una qualità di gioco che vira verso la patologia, verso la dipendenza? La mente dell'essere umano è costruita da parti, una delle parti più importanti è la distanza sociale, quanto più io sto insieme agli altri, quanto più io sono in un luogo pubblico, quanto più io ho un'interazione con il mondo esterno, tanto più divento responsabile di quello che faccio. Quindi se io sono chiuso dentro casa mia, se non ho controllo, se non ho nessuno che mi spiega quale è il limite e come mi devo comportare correttamente, nasce l'opzione della patologia. Se io sono in un luogo pubblico, se io sono davanti agli altri, se io mi confronto con gli altri da pari a pari come adulto, tutto questo favorisce il mio stare nella società, il mio stare alla pari con gli altri, il mio diventare responsabile delle cose che faccio e quindi questo è straordinariamente importante. Quando io sono in un luogo pubblico e soprattutto quando la tecnologia del luogo pubblico mi aiuta a diventare sempre più responsabile, quindi aiuta ad evitare gli eccessi, ad evitare lo scivolamento patologico, ad evitare una questione di avvitamento narcisistico, tanto più io riesco ad essere cittadino, autonomo, indipendente, capace e quindi prendo la cosa buona del gioco e faccio una prevenzione oggettiva e radicale dei rischi di psicopatologia”. E, in tema di limitazioni territoriali rimarca: “Diciamo che queste politiche sono vetuste archeologiche e antiscientifiche perché il tema del distanziometro o il tema di scegliere una gerarchia tra quali sono i luoghi nella città che possono o non possono avere una vicinanza con una sala giochi è qualcosa che non ha nessun senso perché stimola le persone a sfuggire a un rapporto corretto con gli altri, a un rapporto corretto con la realtà sociale e li fa rifugiare in quello che è il gioco online, fatto esclusivamente a livello personale. Quindi occorre rivalutare in maniera radicale le tematiche del distanziometro e le tematiche della lontananza dai luoghi di importanza civile perché sono assolutamente non in grado di stimolare una capacità di giocare corretta, abilità, serena e prestigiosa”.
Con Novomatic Italia invece focus sull'aiuto che la tecnologia può dare per supportare operatori e consumatori nel promuovere un gioco sempre più responsabile e sicuro, con la presentazione di un cabinet Awp di ultima generazione che unisce innovazione tecnologica, tutela del giocatore e pieno rispetto della normativa sulla privacy.
In un video che illustra tale apparecchio si sottolinea che degli elementi più rivoluzionari introdotti è l'integrazione di un algoritmo di intelligenza artificiale in grado di stimare l'età del giocatore attraverso una semplice webcam integrata nel cabinet. Nel raro caso in cui l'età non possa essere determinata, il sistema invia in tempo reale un alert alla sala, che potrà intervenire tramite una applicazione mobile dedicata alla gestione degli apparecchi. Tramite questa app, l'operatore ha la possibilità di decidere se abilitare o meno l'utilizzo dell'apparecchio, sempre nel rispetto della normativa di getto.
Per il gioco responsabile, Novomatic ha elaborato un sistema di prevenzione multilivello, pensato per intervenire in maniera efficace e calibrata su diverse situazioni di rischio.
Mara di Lecce, direttrice Comunicazione e marketing di Novomatic Italia spiega: "Attraverso degli strumenti semplici come il riconoscimento biometrico e il riconoscimento facciale, riusciamo a riconoscere l'identità, a stimare l'età del giocatore per cui in questo modo preveniamo l'accesso dei migliori in sala. Quello che è fondamentale in questo momento è comprendere come le misure che abbiamo citato prima, quindi le distanze, i valori sensibili, le limitazioni orarie per il gioco fisico, non vanno incontro poi alla tendenza del mercato, alla tendenza dei nostri customer che è quella di chiudersi e giocare da soli.
Di conseguenza dare una visibilità più importante è rappresentare sul territorio con il gioco fisico la legalità e lo Stato italiano, rappresenta per noi operatori del settore ma soprattutto per lo Stato come colui che offre gioco legale. Rappresenta uno strumento di tutela della propria cittadinanza, della propria popolazione. Da sempre gli operatori di gioco e concessionali hanno lavorato per la player protection e hanno in questo momento realizzato una serie di misure.
Quello che abbiamo presentato è un esempio della proposta di Novomatic per il futuro e soprattutto perché il nostro essere impresa possa essere sostenibile a lungo termine. Non ci interessa mantenere in piedi un business che non ha una sostenibilità sociale ed economica. Ci interessa rimanere alleati dello Stato italiano nella protezione di coloro che sono i nostri utenti, i nostri clienti e della protezione di coloro che sono anche i nostri laboratori che si specializzano, che riescono a realizzare dei progetti tecnologici avanzati ma allo stesso tempo alla portata di aziende che si occupano di sviluppo tecnologico. Questo contesto del Sigma ci mostra proprio come tecnologia, intrattenimento e persone possano unirsi e offrire davvero un'immagine positiva, un'immagine normalizzata di quello che può rappresentare e deve rappresentare il gioco libero italiano".
Andrea Ruggieri, giornalista ed ex deputato di Forza Italia, su pungolo di Cardia si sofferma sull'approccio tenuto dalla politica nei confronti del settore del gioco: "La politica purtroppo, per il suo scarso coraggio, tratta questo argomento in maniera paternalistica e liberticida perché tutti i ragionamenti molto infantili e superficiali che la politica produce sul gioco sono appunto da pensierino moralista per cui c'è un'equivalenza tra un giocatore e un ludopatico".
Per Ruggieri, visto che "il Paese ha bisogno di crescere", sarebbe opportuno tutelare chi fa impresa anche nel comparto del gioco, vista anche la "dimensione industriale di un compatto lecito che, se vogliamo, è anche la prima frontiera al contrasto dell'illegalità.
Da ultimo, se si lascia a libertà un comparto da rispettare, si ha la soluzione tecnologica che la dottoressa Mara Di Lecce ci ha illustrato. Questo per dire che cosa? Che la tecnologia, il progresso, l'approccio scientifico, il rispetto per un lavoro e per un'industria e dunque per la salute delle poche, pochissime persone che, anziché esprimere una giusta libertà di gioco, sfociano in un abuso dannoso per la salute, siano solo, se si riconosce, maggiore libertà e non paternalismo che ammazza solo posti di lavoro e non risolve problemi di salute di nessuno".