Calendario corse ippiche 2026: Roma, Livorno, Varese, Sassari e Taranto ammessi con riserva

Nel decreto del ministero dell'Agricoltura che fissa il calendario delle corse ippiche per il 2026, nonché montepremi e stanziamenti, focus sugli ippodromi 'in sospeso'. Il commento di Nuovo galoppo Italia.
Scritto da Fm

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Ci sono 775 giornate di trotto, 354 di galoppo in piano, e 36 di galoppo a ostacoli nel calendario delle corse ippiche per l'anno 2026 approvato dal ministero dell'Agricoltura, con un decreto direttoriale che stabilisce anche i montepremi e gli stanziamenti.

Il decreto ricorda che “al momento al non sussistono i presupposti per il riconoscimento, e saranno eventualmente riconosciute per l’annualità 2026 con successivo decreto direttoriale, le società di corse titolari della gestione” degli ippodromi di Roma Capannelle, Livorno, Varese, Sassari, Taranto, per i motivi già esplicitati nel decreto di riconoscimento delle società di corse pubblicato qualche giorno fa

“Per ragioni di programmazione tecnica complessiva delle attività ippiche su base annuale” quindi il Masaf ritiene opportuno “riportare con riserva le giornate di corse di prevista assegnazione presso gli ippodromi per i quali l’iter istruttorio non è ancora concluso”.

La programmazione delle corse ippiche in questi impianti quindi “assume piena efficacia subordinatamente alla conclusione dell’iter istruttorio per il riconoscimento delle relative società di corse e all’avvenuto riconoscimento con decreto direttoriale; in caso di mancato riconoscimento delle società di corse titolari della gestione dei sopra citati ippodromi, si procederà alla ridistribuzione delle relative giornate di corse con successivo decreto”.

Il calendario integrale delle corse ippiche del 2026 è riportato in allegato a questo articolo.

 

NUOVO GALOPPO ITALIA: "MENO GIORNATE. MENO CORSE. MENO RISORSE" – Dopo l'uscita del calendario, ecco il commento dell'associazione Nuovo galoppo Italia. “Il decreto del calendario 2026 del Masaf fotografa una realtà precisa: la programmazione ippica italiana si riduce ulteriormente.
Meno giornate. Meno corse. Meno risorse.
È un fatto scritto negli atti ufficiali”, si legge in un comunicato, in cui si esaminano i dati relativi agli anni compresi fra il gennaio 2023 e il dicembre 2025. L'associazione segnala “un calo delle corse di 196 unità (da 2.641 a 2.445); un calo dei partenti di mille cavalli (da 21.495 a 20.495 e nello stesso periodo 196 giornate di lavoro (meno allenamenti, meno scuderie, meno addetti). L’aumento reale dei montepremi nel 2025 è stato pari a +0,96 percento”.
Le conseguenze sul territorio? “Follonica è chiusa. Non sospesa. Non riorganizzata. Chiusa. Un ippodromo italiano cancellato dal sistema.
Altri ippodromi di galoppo sono a rischio concreto di chiusura per mancato o incerto riconoscimento. (Varese esclusa, situazione in fase di definizione. Roma–Capannelle è a grossissimo rischio di chiusura ed è il segnale più allarmante”.

In questo caso, segnala Nuovo galoppo Italia, “la programmazione del 2025 ha previsto 71 giornate di corsa, il calendario 2026 ne fissa 54, segnando un 25 percento di attività in meno.
Nel calendario 2026 la stagione di Roma inizierà solo a fine marzo, sempre che vi sia un soggetto in grado di sostenerla con una convenzione ridotta e con un numero di giornate drasticamente inferiore.
Quanto al montepremi, per il 2025 è stato pari a 8,07 milioni di euro; nel 2026 (ordinario + Gran Premi) ammonta a circa 6,7 milioni di euro, segnando 1,3 milioni di euro in meno in un solo anno.
Anche qualora l’ippodromo restasse formalmente aperto, questi numeri lo rendono economicamente e strutturalmente insostenibile”.
La conclusione politica? “In questi anni, mentre l’ippica italiana perde corse, cavalli, giornate e lavoro, l’unico soggetto che ha tratto un vantaggio economico concreto sono stati i concessionari.
Non gli ippodromi. Non l’allevamento. Non i lavoratori.
Nelle leggi finanziarie si parlava della nascita di una 'Agenzia dell’ippica' per tutelare allevamento, cavalli, strutture e occupazione. Le promesse sono state mantenute.
Un’agenzia dell’ippica sta davvero nascendo.
Ma è un’agenzia al servizio dei concessionari, non del sistema ippico italiano”, scrive Nuovo galoppo Italia. “Continuando così, l’ippica italiana non viene rilanciata. Viene progressivamente svuotata.
Ed è un fatto gravissimo”.