Associazioni del trotto al Masaf: ‘Box di transito siano gratis in tutti gli ippodromi’

Le associazioni del trotto Ippica nuova, Snapt, Ptl e Urtuma chiedono chiarezza al Masaf sul pagamento dei box di transito per i cavalli, 'un diritto delle scuderie partecipanti ed un dovere delle società di corse'.
Scritto da Redazione

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Reca le firme di Giorgio Sandi (Ippica nuova), Antonio Somma (Snapt), Luca Rocca (Ptl) e Massimo Pierini (Urtuma – Unione regionale trotto Umbria, Marche e Abruzzo) la lettera inviata al direttore generale per l'ippica Remo Chiodi sulla non del tutto risolta questione relativa ai box di transito per i cavalli e al pagamento imposto dai gestori di alcuni ippodromi. I rappresentanti delle associazioni chiedono innanzitutto “chiarezza e rispetto per chi investe”e richiamano la circolare emanata ad aprile 2024, con la quale il ministero dell'Agricoltura ha inteso fornire "chiarimenti e indirizzi interpretativi" sui servizi di impagliatura dei box e altri servizi per i cavalli non stanziali.

“Nella sua nota, lei chiarisce che il rapporto tra il Ministero e le società è di tipo 'autorizzatorio', mentre quello tra le società e gli operatori è regolato da contratti che possono essere 'liberamente' stipulati”, si legge nella lettera indirizzata a Chiodi.

“A fronte di questa sua spiegazione, le chiediamo di prendere atto della realtà che viviamo quotidianamente: alcuni ippodromi di fatto impongono il pagamento, lasciando intendere che, in caso di rifiuto, si rischierebbe di non far correre il cavallo o di lasciarlo senza paglia nel box. Si tratta di condizioni arbitrarie, non sostenute da alcun accordo formale; nel contempo altri ippodromi forniscono il servizio di impagliatura box emettendo fattura, chi prima e chi dopo la giornata di corsa, altri ancora, come dovrebbe essere, non richiedono nessuno pagamento. Si tratta di una situazione che si presta ad ogni tipo di arbitrio tra un soggetto forte (l’ippodromo) e singoli soggetti deboli (allenatori, vanisti, artieri) che produce sicure distorsioni al sistema delle corse ippiche”.

La lettera quindi prosegue: “Peraltro, forse per una dimenticanza, nel rinnovo delle convenzioni tra il Masaf e gli ippodromi, il Ministero non si è preoccupato di affrontare questo argomento. Non vorremmo che questa dimenticanza fosse il sintomo di una mancanza di considerazione verso i proprietari di scuderia – che sono coloro che con i loro investimenti mantengono in vita il settore – che invece sempre più vengono visti come un peso e non come i veri protagonisti che portano lo spettacolo in pista. L'ippica è un settore che vive grazie agli investimenti dei proprietari. Con l'avvicinarsi delle aste, questi ultimi si apprestano a investire ingenti somme, mantenendo di fatto l'intera filiera. I proprietari devono poter agire in un ambiente sicuro e protetto, dove i loro diritti sono garantiti e le regole sono chiare”.

Le associazioni infine, chiedendo al direttore generale per l'ippica un “celere intervento in materia”, scrivono: “Se, come lei sostiene, 'il contenuto dei contratti potrà essere liberamente determinato dalle parti', perché la maggior parte degli ippodromi impone un sistema di fatto, basato sull’arbitrio, che non prevede alcun contratto firmato? Le chiediamo perciò un intervento risolutivo in materia, chiarendo inequivocabilmente che la messa a disposizione dei box di transito per i cavalli che partecipano alle corse è un diritto delle scuderie partecipanti ed un dovere delle società di corse e che i box di transito devono essere messi a disposizione da parte dell’ippodromo puliti, disinfettati e sigillati (a tutela del benessere animale tanto spesso invocato), impagliati di fresco e in forma gratuita per la giornata di corse”.