Gadda (Iv) sul nuovo rinvio della Pdl Ippicoltura: ‘Così la filiera rischia di spegnersi’

Maria Chiara Gadda, prima firmataria della Pdl sulla disciplina dell’ippicoltura, denuncia lo stallo tra Masaf e Mef e invita il governo a chiarire se davvero è interessato al settore.
Scritto da Daniele Duso

Maria Chiara Gadda (Italia Viva) - Foto tratta dal profilo Facebook di Maria Chiara Gadda

“Un rinvio assolutamente disarmante”. Maria Chiara Gadda (Italia Viva) commenta così l’ennesimo rinvio dell’esame della Proposta di legge sulla Disciplina dell’ippicoltura, qualche giorno fa nuovamente calendarizzato alla Camera, stavolta per i primi di marzo 2026

La deputata di Italia Viva, prima firmataria della Pdl, sottolinea come sia per lei “inspiegabile” quanto sta accadendo, anche alla luce del fatto che il provvedimento non solo è atteso dal settore ma è anche largamente condiviso dai gruppi parlamentari sin dall’avvio del suo iter nella scorsa legislatura. Senza mezzi termini spiega che il rinvio “è un segnale negativo per un settore che già paga la competizione con altri Paesi europei che, invece, hanno investito e messo in campo politiche strutturali. L’approvazione della Pdl rappresenterebbe un primo passo importante almeno nella direzione della semplificazione normativa, visto che il testo definisce e chiarisce le attività da includere nella fiscalità agricola e di conseguenza nei PSr. Ogni giorno vige l’incertezza, le aziende subiscono controlli e interpretazioni disomogenee delle norme che disincentivano gli investimenti. Quando disinteresse e sciatteria vanno avanti così a lungo, viene da pensare che si tratti invece di chiara volontà”.

Siamo al palo di fatto da due anni, in attesa del parere della commissione Bilancio”, osserva “é una assurdità considerato il lavoro ampiamente bipartisan che recepisce le proposte emerse dai partiti e dalle audizioni degli operatori.”

Chiare, secondo la deputata, le ragioni principali che hanno portato a questo ennesimo rinvio della discussione sulla proposta di legge n. 329: “Il problema è che non sono ancora stati risolti i nodi  emersi nel parere della commissione Finanze della Camera. Qualora fossero recepiti dalla commissione Bilancio, che ha parere vincolante, la Pdl non solo andrebbe su un binario morto ma addirittura getterebbe il comparto in maggiore incertezza normativa. Per questo il mio gruppo, pur avendo da mesi indicato la Pdl come sua priorità per l’aula, ne ha accettato il rinvio. Ma la pazienza è finita. C’è un evidente cortocircuito tra Masaf e Mef, mancando la relazione tecnica.”

Come mai non si è ancora arrivati a chiarire questi aspetti?
“Tra le condizioni espresse dalla commissione finanze se ne leggono alcune surreali. Se dobbiamo escludere dalle attività di ippicoltura “l’allevamento svolto in forma imprenditoriale”, di grazia a chi dovremmo fare allevare stalloni, fattrici e purosangue?Agli amatori in giardino?A chi dovremmo fare valorizzare le razze autoctone e non autoctone?É evidente, come minimo, la sottovalutazione dei contenuti e degli intendimenti del testo. La pdl riguarda l’inquadramento nella filiera agricola delle attività di ippicoltura che ne hanno i requisiti secondo l’articolo 2135 del codice civile. Non si è mai inteso fare diventare agricolo, e quindi con la fiscalità che ne consegue, quello che non lo è. Se il ministero dell’Agricoltura ha davvero interesse a risolvere i nodi emersi – come più volte ribadito a parole – si attivi per trovare una soluzione con il Mef. Io sono da sempre a disposizione per dare il mio contributo”.

Può essere che la questione sia dovuta a valutazioni economiche? Forse al timore di una copertura economica insufficiente? 
“Ribadisco, questa inerzia è davvero inspiegabile, si tratta di fatto di una norma di interpretazione autentica del codice civile senza allargare le maglie ad attività non agricole e puramente commerciali. Finora ho voluto evitare ogni polemica proprio per la volontà di addivenire a una soluzione. Ma ora sono tante le segnalazioni delle imprese, soprattutto di fronte a verifiche e interpretazioni fiscali disomogenee. É nell’interesse di tutti fare chiarezza, non si comprende perché si preferisca l’incertezza”.

Eppure governo e maggioranza hanno più volte ribadito l’importanza del tema, e il testo finora è stato condiviso anche da esponenti della maggioranza.
“Va bene, allora si convochi una riunione tecnica con proponente, relatore, e ministeri coinvolti. Lasciare il testo nel limbo, per poi magari dire che purtroppo è finita la legislatura, non è serio. Siamo ancora in tempo per approvare la pdl. É lecito che per il governo la filiera dell’ippicoltura non sia una priorità, ma abbiano almeno il coraggio di dirlo.”

Lei ha provato a interpellare il governo, chiedendo se c’è modo di accelerare l’iter?
“Ho più volte sollecitato, anche formalmente in ufficio di presidenza di commissione Agricoltura, la necessità di una riunione tecnica. Ho ricevuto tante rassicurazioni, ma siamo fermi agli auspici. Ripeto, é una situazione disarmante. 

Ora quale sarà l'impatto di questo ulteriore rinvio?
La Pdl è necessaria per dare risposta ai numerosi contenziosi e alle incertezze che già  gravano sul settore. Se nemmeno si riesce a fare questo, figuriamoci riforme strutturali.”