Ippodromo Capannelle: corsa contro il tempo per salvarlo, Ooss pronte a confronto con Comune e Masaf
Le questioni sul tavolo non mancano, ed è di nuovo tempo di fornire aggiornamenti sulle sorti di alcuni ippodromi italiani, a cominciare da quello di Capannelle, con il fiato sospeso dopo l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per 29 persone da parte del gestore Hippogroup.
L'incontro con i sindacati previsto per il 7 novembre, apprende GiocoNews.it, è stato rinviato al 21 novembre, ma intanto le rappresentanze comunicano che per il 12 è convocata un'assemblea dei lavoratori in merito alla procedura di riduzione del personale. Sono previsti l'analisi delle motivazioni e delle conseguenze occupazionali, la presa di posizione contro i licenziamenti e una prossima richiesta d'incontro delle organizzazioni sindacali al Comune di Roma e al ministero dell'Agricoltura.
Il Comune di Roma nel frattempo attraverso l'assessorato allo Sport ha preso posizione, manifestando “sgomento e preoccupazione” per i licenziamenti collettivi di Hippogroup, si legge sul quotidiano Il Messaggero: “Questa amministrazione risolverà una situazione che nessuno ha mai avuto il coraggio di affrontare, con un concessionario che aveva accumulato un debito di 20 milioni di euro nei confronti dei cittadini. Abbiamo fatto tutto il possibile, a partire dalla gara europea per individuare il nuovo gestore: attualmente, quattro diverse società stanno partecipando alle conferenze dei servizi preliminari, con conclusioni previste entro fine novembre. È un processo lungo e complesso, ma necessario per garantire la rinascita dell'ippodromo con nuovi investimenti privati in un settore soggetto a continui tagli governativi. Inoltre, grazie a una gara ministeriale da 630.000 euro a cui abbiamo partecipato, abbiamo potuto realizzare investimenti tecnici di valore come i nuovi cancelletti di partenza e l'avviamento automatico: attrezzature che rimarranno nell'impianto e potranno essere utilizzate dal futuro concessionario.
Per la gestione 2026, Roma Capitale ha richiesto – e attende la conferma di Hippogroup – la disponibilità dell'attuale gestore a proseguire l'attività alle stesse condizioni degli ultimi due anni, in attesa della selezione di un nuovo gestore. Siamo solidali con i lavoratori e le loro famiglie: continueremo a collaborare con tutti gli enti coinvolti per trovare una soluzione, anche quest'anno, che garantisca la continuità occupazionale e sportiva”.
Il Masaf, per bocca del sottosegretario Patrizio La Pietra, dal canto suo ha assicurato il sostegno all'ippodromo, ribadendo però: ““Noi possiamo aiutare ma non sostituirci in un rapporto che riguarda il Campidoglio e il futuro gestore. Il Comune sta facendo quello che doveva fare da almeno tre anni: ha partecipato alle gare per l’acquisto di attrezzature che saranno patrimonializzate nell’ippodromo. Se Capannelle per questi problemi resta ferma, e Torino, per fare un esempio, corre di più e fa più investimenti, sale nella classificazione, ottiene più corse come il Derby di trotto e più finanziamenti”.
Una corsa contro il tempo, quindi, considerando che il Comune di Roma entro il 30 novembre dovrà comunicare il gestore per il 2026. Pena lo stop alle corse e la cancellazione dal calendario 2026, secondo quanto previsto dal decreto del Masaf che ha messo nero su bianco l'intenzione di procedere “alla ridistribuzione delle relative giornate” in caso di “mancato riconoscimento delle società di corse titolari della gestione degli ippodromi di Roma, Napoli, Livorno, Corridonia, Varese, Castelluccio dei Sauri, Bologna e Follonica”.
A questo punto sembra difficile che possano essere rispettati i tempi, visto che anche se la Conferenza dei servizi dovesse presentare le sue conclusioni entro la fine di novembre, queste dovrebbero poi passare al vaglio della Giunta. Una volta scelto il progetto andrebbe poi sviluppato il progetto di finanza, da far valutare a un organo esterno, e successivamente sarebbe previsto il lancio del bando europeo per l'affidamento della gestione.
Pronto il commento di Roberto Faticoni, in rappresentanza del Siag – Sindacato allenatori guidatori: “Conosciamo la situazione di Capannelle a memoria, dopo aver partecipato a tutte le riunioni possibili e immaginabili negli ultimi 12 anni. Siamo stufi di ascoltare, di veder elencate le colpe degli uni e degli altri. La gestione è semplice, la risposta è semplice. Entro il 30 novembre, se il Comune di Roma non dirà chi sarà il gestore dell'impianto, il ministero dell'Agricoltura non farà partire le corse di trotto e di galoppo e l'ppica romana nazionale andrà in default. Siamo stufi di tutte le riunioni fatte, ma continuiamo a chiedere un incontro come operatori ippici, insieme ai sindacati dei lavoratori, insieme a chi lavora nell'ippica da anni".