Ippodromo Follonica: consiglio comunale approva variante urbanistica, opposizione critica
Con 9 voti favorevoli e 6 astenuti (della minoranza), nella sua ultima seduta il consiglio comunale di Follonica (Gr) ha adottato la variante urbanistica relativa all’ippodromo dei Pini, che consentirà di aprire l'area che lo ospita a nuovi utilizzi funzionali, superando il vincolo di unitarietà funzionale che ad oggi lega le abitazioni/foresterie all’attività ippica del centro sportivo.
Perché si concretizzi però bisognerà aspettare, fra tempi di adozione, due mesi per il ricevimento delle osservazioni, poi la loro analisi e un nuovo passaggio politico, fra commissione e consiglio comunale. Senza dimenticare che servirà il parere della Regione, chiamata a verificare la bontà del progetto.
Dopo il voto, arrivano i commenti, a cominciare da quello della Lista civica Matteo Buoncristiani Sindaco che si scaglia contro la decisione della minoranza di astenersi: “Dopo aver appreso con grande dispiacere dell’astensione della minoranza su una delibera così importante per la città come quella sulla variante ippodromo dobbiamo assistere anche al vittimismo per i toni usati in consiglio, preso solo come pretesto per astenersi. Invero, come sarà risultato evidente a tutti, i toni sono stati anche troppo distensivi rispetto alla gravità delle responsabilità di chi oggi siede nei banchi dell’opposizione, che ha amministrato la città fino all’anno scorso.
Quella che abbiamo approvato ieri sembrava una delibera condivisa, alla luce anche di una mozione votata all’unanimità, ma lo era solo a parole, perché alla prova dei fatti l’opposizione si è sottratta dalle proprie responsabilità, scegliendo ancora una volta la via dell’ignavia, scelta non certo accettabile da parte di chi ha una responsabilità storica su questa vicenda. Oggi giustificano l’astensione con il pretesto dei toni giudicati ‘offensivi’, mentre invece al momento dell’avvio del procedimento – ossia la prima delibera dell’iter amministrativo che prevede ben tre passaggi in consiglio comunale – si astennero sostenendo che non vi fosse una ‘visione politica’.
Ci chiediamo quale sarà la prossima scusa che inventeranno quando arriveremo a votare l’approvazione definitiva della variante. Invero, con l’approvazione di questa delibera compiamo un altro passo verso la risoluzione di uno dei tanti problemi che abbiamo ricevuto in dote da chi ha amministrato questa città per tanti anni e credo sia giusto riconoscere che se oggi siamo qua a discutere di atti indispensabili a dare una nuova vita all’ippodromo dei Pini lo si debba soprattutto a chi negli anni, dai banchi dell’allora opposizione di centrodestra, denunciava continuamente lo stato di manutenzione e la qualità della gestione della struttura, che da motivo di vanto cittadino era divenuto motivo di grande imbarazzo, ponendo peraltro le basi per arrivare alla pronuncia di decadenza e revoca della concessione al gestore dell’ippodromo dei pini, portata avanti con grande determinazione e professionalità dagli uffici comunali, che ringraziamo.
Quindi prendiamo atto che, sempre a parole, questa opposizione da quando non ha più la responsabilità di governo abbia sempre le soluzioni a tutti i problemi che mediamente ha contribuito a creare, ma lo dovrebbe almeno dimostrare con fatti concreti ed assunzioni di responsabilità che purtroppo ad oggi non si vedono, diversamente sarebbe apprezzabile che eviti che impartire lezioni per le quali non hanno più alcuna superiorità morale”.
Per il consigliere Giacomo Manni (Gruppo Misto), fra gli astenuti, l'approvazione della variante urbanistica per l'ippodromo dei Pini è “un passaggio atteso, ma è “una proposta frettolosa”, che non affronta il tema vero: “Il futuro dell’area. Il piano strutturale del 2022 aveva indicato per le foresterie una destinazione a servizi; tuttavia, negli ultimi anni il contesto è cambiato radicalmente. La concessione è stata revocata, l’impianto versa in stato di crescente abbandono, la città ha manifestato nuove esigenze abitative, e il modello ippico delle corse ha mostrato i propri limiti.
Di fronte a un quadro così mutato sarebbe stato naturale e necessario riaprire un dialogo con la Regione per superare quel vincolo e valutare nuove possibilità, invece di limitarsi ad applicare una scelta pensata anni fa in condizioni completamente diverse. Portare oggi una variante minima, senza prima tentare questa strada, significa rinunciare in partenza a una trasformazione vera. Voltare pagina davvero. L’esperienza delle corse ippiche a Follonica è sostanzialmente conclusa. Per anni si è tentato di sostenere un modello che non ha mai messo radici: l’area si è progressivamente svuotata di attività, persone e prospettive. Continuare a immaginare l’ippodromo come ippodromo significa restare ancorati al passato. Se vogliamo ridare vita a quella zona, dobbiamo cambiare idea e smettere di inseguire modelli già falliti”.
Per Manni “l’area dell’ippodromo non è solo un impianto incompiuto: è un patrimonio costituito da ampi spazi, strutture esistenti, una clinica veterinaria, box, aree attrezzate e una dotazione di parcheggi rara per la Maremma. Tutto questo può trasformarsi in un luogo vivo, uno spazio capace di ospitare eventi culturali e sportivi di livello, un polo legato al cavallo in una dimensione moderna – più educativa, ambientale, terapeutica – in sinergia con il Parco di Montioni. Un modello nuovo, che guarda avanti.
Le 167 foresterie rappresentano una risorsa straordinaria.
La variante le destina a servizi, una scelta che può accogliere funzioni utili alla comunità e costituire un primo passo. Spazi per lavoratori, associazioni o corpi dello Stato possono certamente trovare collocazione nell’area ma per essere davvero efficace questa impostazione deve essere accompagnata da altre funzioni capaci di generare presenza stabile, qualità urbana, vita quotidiana. La città oggi esprime bisogni nuovi: abitazioni accessibili, opportunità per giovani e famiglie, forme di residenzialità sociale e temporanea. Integrare queste possibilità significherebbe valorizzare pienamente le foresterie, evitando il rischio di un progetto monolitico e senza prospettiva. Non si tratta di negare l’utilità dei servizi previsti, ma di affiancarli a un disegno più ambizioso che sostenga davvero la rinascita di quell’area e risponda alle esigenze reali della comunità. Se non si apre questa discussione oggi, quando?”.
Ma per il consigliere è necessario anche un “percorso partecipativo autentico, che includa realtà cittadine, associazioni, operatori culturali e sportivi, mondo del terzo settore. Una manifestazione di interesse pubblica può permettere di raccogliere idee e progetti, aprire la strada a soluzioni innovative e mettere in rete energie diverse. Solo così – aggiunge – l’ippodromo può diventare un progetto condiviso, sostenibile, utile. La variante adottata può essere un primo segnale, ma non può essere l’ultima parola. Se non verrà accompagnata da scelte più coraggiose, rischia di tradursi nell’ennesima occasione sprecata. Dobbiamo dire con chiarezza che il tempo delle corse è finito e che il futuro dell’ippodromo va costruito adesso. Lavoreremo perché ciò accada, con serietà, senza pregiudizi, portando idee e soluzioni. Follonica ha bisogno di una politica che non si accontenti, ma che abbia il coraggio di immaginare e realizzare il cambiamento. Follonica merita una visione. Merita futuro. Merita coraggio”.
In un comunicato congiunto i gruppi consiliari di opposizione di Partito democratico, Follonica a Sinistra e Andrea Pecorini Sindaco, rimarcano: “Sull’Ippodromo dei Pini si è perso un anno e mezzo prezioso. Un tempo che doveva servire per costruire una visione condivisa, per aprire un vero percorso di partecipazione con i cittadini, le associazioni di categoria e gli operatori e per definire il futuro di un’area strategica della città. Nulla di tutto questo è stato fatto.
L’amministrazione comunale ha scelto la strada del silenzio e dell’improvvisazione. Una variante che l’amministrazione Benini aveva lasciato pronta e che Buoncristiani e i suoi hanno semplificato forse solo per renderla più fumosa. I termini della proroga concessa al gestore stanno per scadere e, dal 1° gennaio 2026, la gestione, la manutenzione e la guardiania dell’impianto ricadranno interamente sulle tasche dei cittadini. Parliamo di circa 500.000 euro l’anno: una cifra che rappresenta il prezzo dell’inerzia. In tutto questo tempo, la maggioranza ha mostrato di non sapere che cosa fare dell’ippodromo. Lo dimostra il fatto che non compare neppure nelle linee di mandato del sindaco e che al suo interno convivono posizioni opposte: c’è chi considera l’attività ippica superata e chi, invece, la difende senza indicare alcuna prospettiva concreta. Il risultato è l’immobilismo totale.
Gli ex amministratori che oggi siedono tra i banchi della minoranza si sono fatti carico della questione con responsabilità e serietà, proprio laddove l’attuale maggioranza, che allora era opposizione, aveva scelto di non intervenire o addirittura di astenersi nel momento più delicato, quando fu deliberata la revoca/decadenza della concessione”.
Per i gruppi consiliari, “ancora più grave è stato l’intervento in consiglio comunale di Aloisi, presidente del consiglio comunale, che ha indicato la Regione Toscana come capro espiatorio dei problemi dell’ippodromo. Un atteggiamento allucinante, che mostra quanto la maggioranza preferisca scaricare le responsabilità invece di affrontare la realtà e assumersi il ruolo che le compete.
Parlare solo di ‘ippodromo’, peraltro, significa ridurre un tema complesso a una sigla vuota. L’ippodromo non è solo un impianto sportivo: è un pezzo importante della città, un luogo che può e deve tornare a vivere grazie a una progettualità ampia, capace di unire sport, cultura, turismo e socialità. Questi sono spunti che sarebbero dovuti essere punti di partenza per il processo partecipativo. Il tempo che l’amministrazione ha sprecato andava utilizzato per un vero percorso partecipativo: ascoltare la città e aprire il confronto con le associazioni di categoria. La partecipazione non è un obbligo burocratico, ma una scelta di metodo e di democrazia. Invece, si è preferito parlare a porte chiuse, per poi arrivare all’ultimo minuto con un atto senza prospettiva.
Noi continuiamo a credere che l’area dell’ippodromo possa tornare a essere una risorsa per Follonica. La nostra proposta è chiara ed era già nel programma elettorale per Follonica: mantenere l’attività sportiva e affiancarla a nuove funzioni, ristorazione, eventi e congressi; prevedere una variante urbanistica per le foresterie; realizzare un parcheggio scambiatore con navetta, bike sharing e una ciclabile di collegamento con Follonica e il tratto TR1A Corti Nuove–Massetana. Questa è la direzione in cui vogliamo portare la città: idee chiare, confronto vero e responsabilità amministrativa”.