La Pietra (Masaf): ‘Ippica come strumento educativo per gli adolescenti’
"Grazie alla nascita di una relazione con il cavallo, è scientificamente provato, i giovani riescono ad acquisire competenze emotive per un uso consapevole di smartphone e social."
Lo ha sottolineato il sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, intervenendo alla tavola rotonda intitolata “Il cavallo nella prevenzione della dipendenza digitale negli adolescenti”, ideata e promossa dalla Direzione generale per l’Ippica del Masaf che si è tenuta al Circo Massimo di Roma nell’ambito delle prove del Circuito Nazionale Allevatoriale, un confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo equestre sul valore educativo del cavallo e sull’importanza della pratica equestre nei programmi di prevenzione rivolti ai più giovani.
L'obiettivo dell'incontro è quello di unire educazione, sport e benessere per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: la dipendenza digitale tra gli adolescenti. La relazione con il cavallo, mediata da istruttori debitamente formati, rappresenta un potente strumento educativo capace di sviluppare empatia, fiducia e senso di responsabilità, favorendo equilibrio emotivo, autocontrollo e consapevolezza di sé.
LE DICHIARAZIONI DI LA PIETRA – Il sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, ha voluto far pervenire un messaggio di saluto esprimendo apprezzamento per la tavola rotonda e per il percorso avviato dalla Direzione generale per l'ippica. Nel suo intervento, ha ribadito il valore del cavallo come strumento di benessere, educazione e prevenzione, sottolineando che "rendere i cavalli protagonisti positivi in un ambito che negli ultimi anni ha fatto registrare un crescente disagio legato ad ansia, depressione, ritiro sociale e aggressività è un percorso auspicabile nel quale il Masaf e le istituzioni sono pronte ad impegnarsi con forte determinazione".
L'INTERVENTO DEL DG CHIODI – Remo Chiodi, direttore generale per l'Ippica del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, ha ribadito l'impegno del Ministero nella promozione del cavallo come risorsa culturale, sociale ed educativa, sottolineando il valore del settore equestre non solo come comparto sportivo, ma anche come veicolo di crescita umana e civile. "Studi scientifici dimostrano che il rapporto con il cavallo può diventare un potente strumento educativo, sociale e di prevenzione", ha sottolineato, "con la sua sensibilità e capacità di rispecchiare le emozioni umane, il cavallo aiuta i ragazzi a consolidare equilibrio, fiducia e presenza emotiva. In questa visione, anche gli ippodromi possono e devono diventare spazi di benessere e inclusione, luoghi aperti dove sport, educazione, cultura e relazione con il cavallo si incontrano per contrastare l'isolamento e restituire ai ragazzi un senso di appartenenza e di crescita personale".
LA TAVOLA ROTONDA – All'incontro hanno preso parte Paola Frassinetti, sottosegretario di Stato al Ministero dell'istruzione e del merito, Marco Di Paola, presidente Fise, Federazione italiana sport equestri e vicepresidente Coni, Franco Amadio, presidente Fitetrec-Ante, Emilio Minunzio, Associazioni sportive e sociali italiane, Federico Seghi Recli, socio fondatore dell'Istituto europeo delle dipendenze e Emanuela Modestino, presidente di Unio Animal and Human Training, e il professor Santo Rullo, primario psichiatra della clinica romana di Villa Letizia e presidente della Società italiana di psichiatria sociale.
L'EQUITAZIONE NELLA FORMAZIONE DEI GIOVANI – Marco Di Paola, presidente della Federazione italiana sport equestri, ha messo in luce l'importanza dell'equitazione come esperienza formativa e di equilibrio psicofisico, in grado di restituire ai giovani il contatto con la natura e i valori autentici dello sport.
Il tema scientifico è stato approfondito da Federico Seghi Recli, dell'Istituto europeo delle dipendenze, che ha illustrato le evidenze sui comportamenti a rischio legati all'uso eccessivo del digitale e il potenziale della relazione uomo-cavallo come strumento terapeutico e preventivo. Ma anche il professor Santo Rullo, psichiatra che da oltre trent'anni si batte per affermare il ruolo dello sport nei trattamenti di riabilitazione psichiatrica, ha sottolineato come la pratica sportiva, e in particolare il rapporto con il cavallo, possa diventare uno strumento terapeutico e di inclusione sociale, capace di restituire equilibrio, autostima e senso di appartenenza a chi vive situazioni di fragilità.
UN NUOVO CORSO DI FORMAZIONE PER ISTRUTTORI – Nel corso del convegno è stato presentato anche il nuovo corso di formazione promosso dall'Istituto europeo delle dipendenze in collaborazione con Unio Animal and Human Training, destinato agli istruttori equestri e dedicato all'approfondimento del tema delle dipendenze digitali.