Nuovo galoppo Italia: ‘Rilanciare intero sistema ippico e tutelare corse italiane’
"La recente edizione di Fieracavalli Verona 2025 ha registrato un forte interesse di pubblico per l’area dedicata alle corse al galoppo, dove la Direzione generale per l’ippica del ministero dell'Agricoltura ha proposto una simulazione di giornata di corse con gabbie di partenza, ostacoli e spiegazioni al pubblico da parte dello speaker.
Un’iniziativa che ha riscosso un successo straordinario di affluenza, restituendo a molti spettatori la curiosità e l’emozione che da sempre caratterizzano il mondo del galoppo e delle corse ad ostacoli.
Dopo oltre vent’anni, è stata riproposta una dimostrazione concreta di cosa significhi una giornata di corse, con partenza, siepe e spiegazione tecnica delle fasi della competizione.
Un segnale positivo, che dimostra quanto il cavallo e l’ippica conservino un fascino unico, capace di attrarre un pubblico vasto e trasversale.
Tuttavia, questa riscoperta del valore sportivo e spettacolare delle corse mette in luce un paradosso evidente: per anni il Ministero ha disatteso la parte più viva e comunicativa dell’ippica italiana, arrivando solo oggi – con vent’anni di ritardo – a comprendere il potenziale del proprio prodotto.
In tre anni di direzione generale, si è finalmente scoperto che il cavallo, le corse e la loro narrazione possono emozionare e coinvolgere, ma è mancata del tutto la visione commerciale e promozionale, ancora oggi inesistente”.
Questo su legge in un comunicato diramato da Nuovo galoppo Italia, che rimarca: “Il problema non è l’idea, ma l’assenza di una strategia strutturata: il pubblico c’è, l’interesse esiste, ma manca un modello di comunicazione, di vendita e di valorizzazione del prodotto ippico, che altrove – in Francia, Inghilterra e Irlanda – genera decine di milioni di euro e muove economie reali.
In Italia, invece, il cavallo è stato troppo spesso affiancato a manifestazioni estranee, come raduni automobilistici o eventi musicali, nel tentativo di attirare pubblico 'alternativo', svuotando il valore autentico del prodotto ippico.
Il cavallo non ha bisogno di contaminazioni per essere amato: è un simbolo di cultura, tradizione e sport.
Ogni volta che lo si sminuisce per accostarlo a forme di spettacolo estranee, si danneggia l’immagine del settore e si riduce anche la partecipazione al gioco, che è la linfa economica delle corse”.
“L’ippica, e in particolare il cavallo da corsa, è una realtà viva che attraversa tutto il territorio nazionale. È sufficiente verificare la presenza di centinaia di gruppi e migliaia di persone attive sui social, impegnate nel dibattito e nel confronto sul futuro del settore, per comprendere quanto questo mondo rappresenti ancora oggi una parte importante del tessuto sportivo e culturale italiano”, sottolinea ancora Nuovo galoppo Italia.
“Mentre alla Fiera di Verona il pubblico affluiva per centinaia e migliaia di persone per assistere a questa simulazione di corsa, a Milano si vive una situazione opposta e inspiegabile.
Ad oggi non è ancora chiaro se e quando si svolgeranno le corse ad ostacoli previste, né quale sarà il futuro delle corse in piano sulla pista in sabbia dell’ippodromo di San Siro, la cui omologazione e disponibilità restano incerte.
Da una parte si celebra l’ippica come spettacolo e tradizione, dall’altra si evidenzia una gestione superficiale e priva di programmazione che rischia di compromettere intere categorie professionali.
L’attuale tentativo del Ministero di modificare l’equilibrio economico del sistema, infarcendo il palinsesto nazionale con corse estere a basso costo, è un ulteriore segnale di deriva.
Le corse estere costano meno, ma non generano ricchezza sul territorio né opportunità di lavoro per proprietari, allenatori, fantini o artieri italiani.
Sostituire corse italiane con corse estere sarebbe un errore gravissimo, destinato a impoverire ulteriormente il settore e a cancellare le ultime tracce di identità ippica nazionale”.
Per l'associazione, che “riconosce il valore dell’iniziativa di Verona”, quindi “la vera sfida è dare continuità, visione e prospettiva all’intero sistema ippico.
Un giorno di successo non basta: servono competenza, strategia e la capacità di credere davvero nel potenziale delle corse italiane”.