Nuovo galoppo Italia: ‘Scommessa popolare base per il rilancio dell’ippica’
Le strategie per il rilancio dell'ippica nazionale illustrate dal sottosegretario al ministero dell'Agricoltura, Patrizio La Pietra, e dal direttore generale per l’Ippica, Remo Chiodi, nell'evento che all'inizio della settimana ha visto riuniti a Roma i rappresentanti delle associazioni di categoria e dell’imprenditoria del settore, hanno senza dubbio stimolato profonde riflessioni nel comparto.
Fra i primi ad esprimerle in modo ampio e articolato c'è Giuseppe Satalia dell'associazione Nuovo galoppo Italia, che punta l'attenzione sul “dramma sociale ed economico che sta vivendo il comparto ippico italiano, con particolare riferimento al Centro Italia e alla Sardegna, territori oggi maggiormente penalizzati da una persistente fragilità strutturale del sistema”, rimarcando “come l’attuale crisi non sia riconducibile a responsabilità dell’attuale Governo, che, nonostante una congiuntura economica generale complessa, è comunque riuscito a garantire la continuità economica del settore anno dopo anno”.
La crisi dell’ippica italiana, sottolinea Satalia in una nota, “affonda invece le proprie radici in dinamiche e scelte del passato che hanno inciso in modo profondo e duraturo sugli operatori, sulle scuderie e sugli impianti”, ma va criticata la “comunicazione istituzionale così come oggi impostata: una comunicazione che presenta una situazione di apparente normalità, addirittura di successo, ma che in realtà produce un danno reale al settore.
Nel 2024 si è parlato pubblicamente di 161 milioni di euro, nel 2025 di 151 milioni, ma tali numeri, al di là delle formulazioni, si sono rivelati inesatti e non coerenti con la reale struttura delle risorse disponibili.
Questo tipo di comunicazione genera disorientamento e disagio negli operatori e finisce per danneggiare anche la stessa governance e la Direzione Generale, esponendole a una narrazione non aderente alla realtà”.
Per Nuovo galoppo Italia, “il nodo centrale resta il prodotto commerciale del sistema ippico italiano, oggi non competitivo rispetto ai principali mercati esteri.
Un rilancio reale non può prescindere da una strategia commerciale chiara: un prodotto ippico costruito su campi di partenza numerosi, con un numero elevato di partenti, condizione indispensabile per rendere attrattive le scommesse e generare volumi di gioco sostenibili.
La scommessa popolare, accessibile a tutti, con appuntamenti chiari, riconoscibili e stabili, è lo strumento attraverso cui si può tornare a produrre valore per l’intero sistema.
Questo richiede un impegno concreto di risorse e una diversa allocazione dei fondi disponibili, finalizzata a rafforzare la base produttiva, favorire la partecipazione di nuove scuderie, stimolare nuovi proprietari e aumentare la qualità media dell’offerta.
La media partenti e la qualità del prodotto non si migliorano riducendo l’attività, ma investendo sulla struttura del sistema.
Accanto a ciò, è necessario aprire il galoppo italiano a progetti di enti di promozione sportiva e a soggetti organizzati di carattere federale, come già avvenuto in altri settori sportivi.
Solo attraverso l’ingresso di nuove energie, nuovi capitali e nuovi percorsi culturali è possibile costruire un’operazione di marketing reale, capace di ampliare la base sociale del sistema e generare sviluppo”.