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Riforma ippica Sardegna, il 10 ottobre il Consiglio esamina la Pdl ad hoc

04 ottobre 2023 - 11:28

È calendarizzato per il 10 ottobre l'esame al consiglio regionale della Sardegna della proposta di legge ' Riordino del comparto ippico ed equestre', presentata nel 2019.

Scritto da Fm
© Consiglio regionale Sardegna - Sito ufficiale

© Consiglio regionale Sardegna - Sito ufficiale

Approderà all'esame del consiglio regionale della Sardegna martedì 10 ottobre la proposta di legge n° 42 sul riordino del comparto ippico della Sardegna, presentata nell'ormai lontano 2019.

Entro la mattina di quella data, i consiglieri potranno depositare eventuali emendamenti per concorrere alla formulazione finale del testo, che “al fine di assicurare un nuovo modello di sviluppo con il rilancio del ruolo del settore, inteso come branca della produzione agricola, intende istituire l'Agenzia per lo Sviluppo e la Valorizzazione Ippica, denominata Asvi Sardegna, al fine di valorizzare l'attitudine produttiva, di selezione e di miglioramento delle linee genetiche che all'isola è sempre stata riconosciuta come specifica identità sarda”, come si legge nella relazione che accompagna la Pdl.

 

La proposta di legge in questione, che vede come primo firmatario Aldo Salaris (Riformatori sardi), intende “colmare un grave vuoto operativo nel comparto del cavallo dovuto alla soppressione, nel 2005, dell'Istituto di incremento ippico della Sardegna. Attualmente l'insieme delle funzioni svolte fin dal 1969, anno di istituzione del soppresso Istituto sono delegate all'Agris, ma purtroppo, come spesso accade con le leggi di riforma, sembra che tale struttura, considerate le molteplici attività d'istituto a cui è chiamata, non sia riuscita a perseguire le finalità di valorizzazione e promozione del settore ippico e delle specie e razze di equidi allevate nell'isola”, sottolinea il consigliere.

L'Istituto incremento ippico, in effetti, aveva rappresentato per allevatori, operatori e appassionati dell'intera Sardegna un vero e proprio punto di riferimento, capace di raggruppare un mondo complesso, ma certamente vivace non solo sotto il profilo della biodiversità animale, della cultura, dello sport, del turismo ambientale e delle relazioni sociali, ma anche sotto il profilo economico per le tante realtà produttive coinvolte nella filiera del cavallo, che da tempi lontani punteggiano il territorio regionale. Gli operatori del settore ippico ed equestre, a più riprese, hanno lamentato l'assenza di un interlocutore istituzionale ad essi totalmente dedicato e soprattutto capace di saper interpretare al meglio l'evoluzione dell'intero comparto”.

 

Sul tema, sul finire del 2019, il consiglio regionale della Sardegna ha ospitato le audizioni di alcune delle parti in causa: gli assessori regionali al Turismo e all'Agricoltura, il Commissario straordinario dell’Agenzia regionale Agris e le associazioni agricole di categoria, i rappresentanti dell’Università di Sassari dipartimenti di veterinaria e di scienze agraria e degli ippodromi di Sassari Villacidro, Chilivani e Cagliari, della Federazione italiana sport equestri, di Airvaas (che riunisce le associazioni ippiche sarde per la valorizzazione del cavallo anglo arabo sardo) e delle associazioni allevatoriali Anacaad e Ancadus.

 

Poi un lungo silenzio. Interrotto forse anche grazie a quanto sta accadendo per il settore a livello nazionale, con l'istituzione della Direzione generale per l'ippica guidata da Remo Chiodi, che proprio in questi giorni sta chiamando i rappresentanti delle varie associazioni uno ad uno, per inaugurare il dialogo necessario all'avvio delle riforme ormai attese da tanti anni.

Senza dimenticare il disegno di legge promosso dal senatore Patrizio La Pietra, che è anche sottosegretario del ministero dell'Agricoltura, per l'istituzione dell'Agenzia autonoma per la promozione, lo sviluppo e la tutela dell'ippica nazionale e disposizioni per la riforma del settore ippico, presentato circa un anno fa e assegnato alla 9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare) nella primavera del 2023,  alla quale, secondo quanto detto dallo stesso La Pietra qualche mese fa, si potrà lavorare dopo aver “sistemato tutto il resto, l'organizzazione generale”.

A cominciare appunto dalla Direzione generale per l'ippica o dalla Consulta nazionale per l'ippica, il cui presidente dovrebbe essere reso noto fra qualche giorno, a metà mese.

 

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