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Curcio (Sapar): 'Situazione drammatica, era meglio aumentare il Preu diminuendo il Pay Out'

29 gennaio 2015 - 08:00

“La Legge di Stabilità sta portando le imprese di gestione ad una situazione drammatica, è necessario porre rimedio al più presto”. È questo lo sfogo di Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione nazionale Sapar (Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative) in relazione alla grave situazione politica che sta vivendo tutto il comparto giochi, a seguito dell’approvazione della Legge di Stabilità.

Scritto da Cesare Antonini

 

“Alla luce di quanto sta accadendo - ha proseguito Curcio - forse sarebbe stato più opportuno ripetere l'impianto normativo contenuto nel D.D. 2011/2876/Strategie/Ud, nel quale era previsto un aumento dell'aliquota Preu bilanciata dalla diminuzione della percentuale di Pay Out. L'adozione di tale principio infatti, potrebbe rilanciare il comparto, dando respiro anche ai costruttori e stabilizzare il settore nella sua interezza. Certamente, in un momento di crisi come questo, il settore non si esime dal fare la sua parte in termini di maggior contribuzione; ma questo deve avvenire non attraverso sistemi che portino alla chiusura delle aziende, quanto piuttosto mediante modalità che possano dare stimolo alle attività dei gestori, soprattutto se si vuole mantenere il gettito erariale”.

Il presidente Sapar ha poi concluso ribadendo che “il mio timore, che sta diventando certezza, è che la conseguenza immediata che deriverà dall’eventuale attuazione delle norme contenute nella Legge di Stabilità 2015 sarà la cancellazione delle oltre 5000 aziende di gestione, sacrificate sull’altare di poche lobby.
In particolare le stesse norme introdotte sono state definite nel testo una anticipazione della Delega Fiscale ma non perseguono nessuno dei principi che sono contenuti nella Delega stessa, come quella che cita “la revisione degli aggi e compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori secondo un criterio di progressività legata ai volumi di raccolta delle giocate”, completamente disattesa.

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