Riordino gioco, convegno Agsi: ‘Redigere Testo unico con poche e chiare regole’
Sono tanti gli spunti emersi nel corso del convegno "Giochi legali: la lentezza delle riforme ritardi e danni" organizzato oggi, 14 novembre, a Napoli dall'Agsi – Associazione gestori scommesse Italia, con l'introduzione del presidente Pasquale Chiacchio.
Chiacchio in apertura ha sottolineato lo stallo del riordino del gioco, a causa del mancato accordo fra Governo e Conferenza delle Regioni”, ricordando le “proposte presentate per tutelare il comparto”, portando avanti un “confronto sano giusto e condiviso”, e l'importanza di “contrastare il mercato parallelo illegale”.
Sulla riforma del gioco online il presidente di Agsi ha ricordato il decreto che ha rinnovato il settore, “limitando le ricariche settimanali dei conti gioco”, e auspicando “l'inserimento di emendamenti in merito, evidenziando che le troppe restrizioni possono favorire il gioco illegale”.
Per questo sono importanti “convegni come questo, per offrire spunti”.
Massimo Cilenti, presidente della commissione Politiche sociali del Comune di Napoli, afferma: “Il Comune è attenta al settore, per quanto abbia un ruolo limitato; mi rendo delle difficoltà incontrate dagli operatori legali mentre chi non rispetta le regole fa come vuole. Chi ha un ruolo superiore dovrebbe intervenire. Quindi grazie a chi lavora onestamente, attività che muove quote importanti dell'economia del paese e crea occupazione”.
L'ex senatore Antonio Milo lancia una proposta: “Secondo me gli operatori dovrebbero darsi una spinta in più, in virtù del ruolo importante e fondamentale che hanno. Al di là dell'introito di 12 miliardi, immaginiamo quelli illegali, che ingrossano i conti della Camorra, ad esempio. Si dovrebbe istituire un tavolo con il ministero dell'Interno in proposito per affrontare il tema. Dovreste sottoporla voi operatori una riforma, se aspettate il legislatore si perde solamente tempo”.
Teresa Di Giulio, consigliera della IX Municipalità di Napoli, rimarca: “Questi sono temi molto particolari e caldi, su cui è importante confrontarsi. Le imprese vanno tutelate e salvaguardate, ed è fondamentale regolamentare l'approccio a questo tipo di impresa. Il dovere della politica in tutto questo è dire chiaramente da che parte sta. Noi dobbiamo sostenere il comparto legale, che ha sottratto il gioco alla criminalità. Noi dobbiamo ascoltare gli operatori, perché i politici non sanno tutto, e gli operatori devono confrontarsi con la politica: insieme si costruisce una linea di condotta, per garantire sicurezza economica, un baluardo contro la criminalità e la tutela dei nostri adolescenti”.
Francesco Urraro, vicepresidente del Consiglio di presidenza del Consiglio di Stato, sottolinea: “Oggi è importante il ruolo dell'Agsi che mette insieme gli esperti, gli addetti ai lavori, l'interdisciplinarietà dei saperi, gli esperti della sanità, del diritto, dell'economia. Lo stato dell'arte è quello di una decretazione che nel 2024 ha visto in parte coinvolte le associazioni: sul riordino per gli operatori del gioco è necessario porre le proposte in modo chiaro, netto, nelle audizioni nelle commissioni parlamentari competenti ma anche nella fase preparatoria.
È necessario fare ordine fra misure territoriali e nazionali, con le varie discipline che si vanno a intersecare, comprese quelle sanitarie, seguendo l'evoluzione dei tempi, con la crescita del gioco online che pone nuove sfide. Quindi serve un riordino, con poche, sintetiche e chiare indicazioni normative, un Testo unico con quattro o cinque articoli. Inoltre, c'è un tema centrale forse poco considerato: le discriminazioni bancarie che affligge il comparto del gioco legale, per cui auspico una risoluzione rapida, frutto di una normazione che non lo blinda in maniera adeguata e non gli consente di programmare attività e investimenti”.
Giuseppe Catapano, rettore dell'Università Auge e rettore emerito dell'Università popolare di Milano, dal canto suo afferma: “Dagli interventi dei relatori che mi hanno preceduto emerge un quadro normativo frammentato, quindi le associazioni hanno ruolo ancora più importante, perché è centrale la partecipazione di tutti, dobbiamo essere partecipativi. E partorire tutti insieme un Testo unico, operatori, isitituzioni; e io, con l'università che rappresento mi rendo disponibile a collaborare”.
Franco Capasso, docente del master in Pubblica amministrazione dell'Università Vanvitelli Caserta, conclude il convegno con queste parole: “Vi parlerò del contrasto fra l'articolo 32 – la tutela della salute del cittadino – e l'articolo 41 della Costituzione – la tutela dell'iniziativa privata, il cosiddetto principio di proporzionalità. Bisogna assicurare l'equilibrio fra i due poli, per la tutela della collettività.
Lo Stato, visto il gettito del gioco, ha tutto l'interesse a salvaguardare il comparto, ma anche a contrastare il gioco patologico e i minori: da qui l'esigenza di una regolamentazione, ma che è finora parziale. Non ci vuole una leggina ma un testo unico, generale, che vale per tutti. Richiamo le associazioni a fare corpo unico, con un unico progetto che regolamenta la materia si aumentano le possibilità di successo, e le possibilità che le proposte degli operatori arrivino al legislatore”.