Riordino gioco, Sbordoni al convegno Agsi: ‘Tracciabilità non esente da utilizzo di contanti’

Stefano Sbordoni, founder di Sbordoni & Partners, analizza nel corso del convegno di Agsi 'Giochi legali: la lentezza delle riforme, ritardi e danni' il tema legato al limite di utilizzo di 100 euro a settimana nei Pvr.
Scritto da Cc

“L’attuazione della norma articolo 13 e decreto legislativo 4124 che prevede il limite di utilizzo del contante di 100 euro a settimana nei punti vendita è un tema difficile. Agli operatori del settore crea imbarazzo e disagio per la loro attuale modalità di approccio al cliente ma dobbiamo reinquadrare e partire dall’ambito in cui questa norma si esplica, il decreto legislativo è stato il primo di quelli che il parlamento ha delegato al Governo di emanare nel complesso quadro del riordino della materia dei giochi”.

A sottolineare questi concetti è Stefano Sbordoni, founder di Sbordoni & Partners, legale esperto di gioco durante il convegno organizzato dall’Associazione gestori scommesse Italia (Agsi), "Giochi legali: la lentezza delle riforme, ritardi e danni" di oggi, venerdì 14 novembre.

“Il decreto – puntualizza Sbordoni – ha una premessa e si occupa dell’attività di raccolta telematica. Nell’ambito della raccolta di gioco in remoto l’attuale sistema prevede un soggetto, ovvero Pvr, che sul territorio possa consentire la contrattualizzazione di nuovi clienti per gli operatori online dotati di licenza. Lo stesso decreto ha previsto una gara per le nuove concessioni online che si è concluso ieri e in virtù del quale questi punti vendita fanno ancora parte.”

“Il decreto ha stabilito che sia istituito un albo dove questi punti che permettono la contrattualizzazione siano iscritti. Nel dettare la regola ha colto anche alcune limitazioni, tra cui quella dei limiti di raccolta con il concetto generale della tracciabilità dei flussi del denaro che è la razio per cui si è scelto l’utilizzo del contante."

“La tracciabilità dei flussi è un’esigenza che la normativa antiriciclaggio ha ben declinato in tutte le espressioni normative, ma altra cosa è il limite di utilizzo del contante. È sicuramente un concetto che ci inquadra nell’ambito della tracciabilità ma che fa riferimento a previsioni presenti in altri testi normativi tra cui il decreto legislativo del 2023 che ha stabilito il limite di utilizzo del contante di 5000 mila euro”.

Sbordoni puntualizza infatti che “esiste un regolamento Ue del 2024 che prevede un limite massimo per paese sull’utilizzo contante di 10mila euro a operazione con la possibilità di porre delle eccezioni al limite. Questo regolamento sebbene sia del 2024 vedrà l’attuazione nel 2027 fra due anni”.

Nell’ambito di questa normativa quadro inoltre “il legislatore ha stabilito che nel riordino del gioco pubblico nel settore con raccolta in remoto che si debba usare un limite di 100 euro a settimana di ricarica nei conti online. Questa logica restrittiva così forte che ha portato a ridurre dai 5000 mila euro a operazione ai 100 a settimana lascia qualche dubbio. Comprendiamo l’esigenza di tracciabilità ma questa non è esente dall’utilizzo dei contanti".

“Addirittura il regolamento Ue stabilisce che ci siano metodi di pagamento come il contante che possono rispettare la tracciabilità dei flussi registrando il nome della persona che ha utilizzato il contratto, cosa che nell’online avviene perché non esite gioco che non si possa aprire senza dare i propri estremi.”

Sbordoni evidenzia che questa situazione potrebbe “creare un effetto opposto come la fuga verso l’illegale. Alcuni soggetti contro le attività di gioco disprezzano questo argomento a causa di norme non prettamente ben redatte. Ma è una realtà, sulla quale noi tutti lottiamo quotidianamente perché è facile impossessarsi di flussi di denaro importanti in assenza di regole.”

Se noi lasciamo spazi vuoti per assenza di un’adeguata normativa, questi vengono occupati immediatamente dall’illegalità. Mi permetto di precisare che l’enorme crescita della raccolta nel gioco online fa sì che il gioco fisico soffra. E questo avvalora questa problematica delle reattività del mondo telematico deve essere massima perché quando si sbaglia l’effetto negativo è subito pronto.”

Sbordoni conclude il suo intervento spiegando che “oggi quell’albo ha avuto un iter presso la giustizia amministrativa secondo cui il decreto attuativo è stato annullato perché gli operatori ancora nelle more non avrebbero potuto far parte di questo registro. L’11 dicembre ci sarà inoltre un’udienza del Consiglio di Stato in cui verrà presa una decisione definitiva su questa vicenda e sull’applicabilità di questa misura”.