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Tassa 500 milioni: adunata al Tar del Lazio, tra richieste di sospensione e rinvio

21 ottobre 2015 - 08:14

Si celebra oggi al Tar del Lazio l'udienza di merito sui 500 milioni imposti alla filiera degli apparecchi dalla Stabilità per il 2015.  

Scritto da Redazione GiocoNews.it

 

Oggi è il giorno per la verità per gli addetti ai lavori del comparto degli apparecchi da intrattenimento. E' fissata per questa mattina l'udienza di merito al Tar del Lazio, chiamato ad esprimersi sulla legittimità della cosiddetta tassa sui 500 milioni imposta alla filiera di slot e vlt dalla Legge di Stabilità per il 2015.

LA SITUAZIONE - A finire sui banchi del Tribunale amministrativo della Capitale sono stati una serie ricorsi - da parte di gestori, esercenti e concessionari - presentati già a inizio anno contro la prima dele due rate previste dal Legislatore, di importo pari a 200 milioni di euro e scadenza al 31 aprile, e già respinti prima di tale data attraverso una serie di ordinanze. Rimandando l'esame nel merito all'udienza di oggi. Nel frattempo però alcuni dei concessionari hanno presentato una nuova istanza con la quale chiedono di bloccare il pagamento della seconda tranche da 300 milioni di euro, in scadenza a fine ottobre.
Il Tar laziale ha già celebrato una prima udienza lo scorso luglio, per poi emandare, qualche giorno dopo, una serie di ordinanze con cui chiedeva l’integrazione della documentazione sui ricorsi, ritenendo indispensabile un approfondimento della questione. In particolare, i giudici hanno chiesto contezza a concessionari e Monopoli dell'impatto di questa previsione sui bilanci, invitando i primi a depositare i propri conti economici degli ultimi due anni, mentre l'agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha dovuto consegnare una relazione sull’incidenza della tassa, dalla quale è emerso come l'impatto risulti di circa all’11 percento sul margine di redditività degli operatori, che nel 2014 è stato di 4,4 miliardi (889,2 milioni per i concessionari, 3,5 miliardi per gestori ed esercenti) su una raccolta di 46,7 miliardi.

 

LA RICHIESTA DEI CONCESSIONARI - Secondo le società concessionarie, la norma va bloccata perché oltre a modificare i rapporti contrattuali in essere tra operatori e amministrazione, non risponderebbe ai canonici requisiti di proporzionalità e ragionevolezza, anche in virtù della sua applicazione retroattiva. Su questa base alcuni ricorrenti chiedono al tribunale la sospensione del provvedimento.
GLI SCENARI POSSIBILI - Diversi sono gli scenari possibili che potrebbero scaturire dall'udienza di oggi. I giudici potrebbero legittimare in via definitiva la norma imponendo il versamento della seconda tranche di pagamenti (e, magari, specificando una volta per tutte i criteri di ripartizione) e scrivendo la parola 'fine' sul contenzioso. Anche se la fine sarebbe soltanto relativa, visto che da più parti è stata già annunciata la volotnà di portare il caso di fronte alla Corte Europea. Altra ipotesi forse più probabile potrebbe essere quella di un rinvio alla Corte costituzionale del provvedimento, per una valutazione della legittimità rispetto ai principi dettati dalla Costituzione. La possibile via d'uscita potrebbe arrivare, comunque, proprio dalla domanda incidentale di sospensione presentata da un concessionario successivamente alla fase istruttoria (deposito documenti) sulla quale il Tribunale capitolino dovrà esprimersi questa mattina. Sarebbe questa la soluzione più rapida, perché se il collegio accogliesse la richiesta, il provvedimento verrebbe sospeso in tempi brevi senza dover attendere i tempi notoriamente più lunghi della sentenza di merito.
Se la sospensione della norma non dovesse arrivare, quindi, i concessionari di rete dovranno versare l'importo complessivo di 300 milioni entro la fine del mese. Anche se tale somma non è nella disponibilità della maggior parte delle società, in quanto non è stata riscossa, da parte loro, dal resto della filiera. Quello che dovranno fare i concessionari, quindi, sarà versare la quota di incassi ottenuti da gestori ed esercenti come quota della 'Stabilità 2015' e segnalare all'amministrazione i nominativi di tutti i soggetti che si sono rifiutati di pagare. Spetterà poi alla stessa amministrazione segnalare a sua volta all'autorità competente i nomi degli operatori inadempienti, come già avvenuto dopo la scadenza prima tranche e le prime centinaia di segnalazioni pervenute da alcuni concessionari.

 

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