Agcom: ‘Gioco online, rendere riconoscibili i comportamenti illeciti’

L'Agcom nella sua Relazione di monitoraggio sull'alfabetizzazione mediatica e digitale chiede attenzione sui pericoli connessi al gioco online.
Scritto da Redazione

© Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - Pagina Facebook

Per la tutela del diritto d’autore e la prevenzione del gioco d’azzardo online, si auspicano interventi specifici di sensibilizzazione volti a rendere riconoscibili i comportamenti illeciti e a favorire una fruizione etica dei contenuti digitali.”

Questo passaggio è contenuto nella Relazione di monitoraggio sulle attività di promozione in materia di alfabetizzazione mediatica e digitale – anno 2025 approvata dal Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Predisposta ai sensi dell’art. 4 comma 4 del Testo unico dei servizi media audiovisivi e in linea con le indicazioni contenute nelle apposite Linee guida della Commissione europea, la relazione contiene l’analisi delle misure strategiche, legali e organizzative in materia di alfabetizzazione, dei fondi di finanziamento pubblici a livello nazionale, nonché delle iniziative di sensibilizzazione di istituzioni, organizzazioni della società civile e operatori, in particolare dei fornitori di servizi media audiovisivi a livello nazionale e dei fornitori di piattaforme di condivisione video per le attività svolte in Italia. 

Nella sua Relazione di monitoraggio l'Agcom inoltre segnala che “segnala che il 14 luglio 2025, la Commissione europea ha pubblicato le sue linee guida sulla protezione dei minori, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza online per bambini e giovani nell’ambiente digitale. Le linee guida stabiliscono un elenco non esaustivo di misure proporzionate e appropriate per proteggere i bambini da rischi online come adescamento online, contenuti dannosi, comportamenti problematici e di dipendenza, nonché cyberbullismo e pratiche commerciali dannose. Le raccomandazioni chiave riguardavano invece le impostazioni degli account dei minori su privati, i sistemi di raccomandazione delle piattaforme, le funzionalità che consentono ai bambini di bloccare e silenziare qualsiasi utente, il divieto di scaricare o fare screenshot di contenuti pubblicati da minori, la disabilitazione per impostazione predefinita per le funzionalità che contribuiscono a un uso eccessivo degli strumenti online, l’introduzione di misure per migliorare gli strumenti di moderazione e segnalazione. Le linee guida raccomandano anche l’uso di metodi efficaci di garanzia dell'età a condizione che siano accurati, affidabili, robusti, non intrusivi e non discriminatori. In particolare, raccomandano metodi di verifica dell’età per limitare l’accesso a contenuti per adulti come pornografia e gioco d’azzardo, o quando le norme nazionali stabiliscono un’età minima per accedere a determinati servizi come categorie definite di servizi di social media online”.

Nel comunicato che accompagna la pubblicazione della Relazione, l'Agcom rimarca che “l’alfabetizzazione mediatica e digitale riveste un ruolo cruciale per lo sviluppo del senso critico dei cittadini e il rafforzamento dei valori democratici e, anche per tale motivo, sta assumendo una sempre maggiore centralità nelle politiche dei media a livello europeo e nazionale. 

Dalle analisi svolte dall’Autorità nella relazione di monitoraggio per l’anno 2025, emergono alcune specifiche evidenze sulla situazione italiana, quali: la coesistenza di numerose iniziative introdotte, in maniera indipendente anche se in ambiti simili, da diversi attori istituzionali, associativi e del settore dei media audiovisivi; una sensibile riduzione rispetto all’anno precedente delle iniziative di alfabetizzazione ai linguaggi mediali rivolte a una platea in età scolastica, nonché delle iniziative in materia di disinformazione; una rinnovata enfasi sulla dimensione della digital safety e/o della sicurezza in rete, sia tra gli operatori del settore dei media audiovisivi sia in ambito istituzionale o associativo; il mancato ricorso da parte degli operatori del settore dei media audiovisivi a modalità e strumenti di valutazione di impatto delle proprie iniziative”.  

In tale contesto, si segnala l’importante ruolo svolto dagli otto Comitati regionali per le Comunicazioni che hanno implementato l’Atto di indirizzo in materia di percorsi formativi di cittadinanza digitale, promosso dalla Autorità attraverso percorsi specifici per il conseguimento del cd. Patentino digitale, raggiungendo, con moduli formativi mirati su disinformazione, hate speech, tutela della web reputation e modalità di funzionamento delle piattaforme algoritmiche, circa 6.000 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. 

Nelle conclusioni, l’Autorità, alla luce di un quadro istituzionale stratificato e complesso, “auspica la definizione di una strategia nazionale, in grado di dettare priorità di azione e ambiti di riferimento per tutti gli attori coinvolti nell’alfabetizzazione mediatica e digitale, oltre che di interventi di carattere operativo, volti a guidare le azioni dei fornitori di servizi media audiovisivi e delle piattaforme di condivisione video, alla luce del ruolo ad essi attribuito dalla legislazione nazionale. 

Alla funzione di monitoraggio – svolto dall’Autorità anche tramite il Tavolo di coordinamento in materia di alfabetizzazione digitale e mediatica, che riunisce istituzioni, imprese, enti della società civile e rappresentanti del mondo accademico – si affianca  un’attività di studio e ricerca sui temi dell’alfabetizzazione, recentemente culminata nella pubblicazione di un report di ricerca in materia di fabbisogni di alfabetizzazione mediatica e digitale nella popolazione italiana, oltre che il coordinamento delle iniziative locali realizzate dai Comitati Regionali per le Comunicazioni. Nel corso dell’anno scolastico 2025/26 saranno infatti 13 i Co.re.com. promotori di percorsi formativi di cittadinanza digitale in ambito scolastico, che, grazie a uno specifico protocollo di intesa tra l’Autorità e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, porteranno direttamente la media literacy nel curriculum obbligatorio di educazione civica per gli studenti delle scuole interessate”.