Iaccarino (Astro): ‘Gioco illegale si combatte rendendo più attrattivo quello legale’

In un'intervista a GiocoNews, il vice presidente di Astro, Armando Iaccarino, ribadisce la necessità di innovare il settore, 'superare la legislazione territoriale vincolistica per non offrire una parte di domanda al gioco illegale' e potenziare i controlli.
Scritto da Carlo Cammarella

Armando Iaccarino, vicepresidente di Astro Confindustria Sit

In un momento di transizione importante come quello che sta vivendo il settore del gioco, sono tanti gli spunti di riflessione e innumerevoli le tematiche da approfondire dopo l’evento di presentazione dello “Studio sul settore dei giochi in Italia 2024 – Focus su apparecchi con vincita in denaro e online”, realizzato dalla Cgia Mestre, svoltosi lo scorso 16 ottobre.

Per questo, Gioco News intervista il vice presidente di Astro, Armando Iaccarino. Tra gli argomenti trattati il delicato momento delle Awp, la lotta al gioco illegale e, su tutti, il riordino del settore.

Per cominciare, vogliamo tracciare un quadro generale sulla situazione attuale del gioco fisico?

Rispetto alla crisi che sta vivendo il settore del retail in generale, il gioco fisico sta reggendo bene. Sicuramente è in affanno ma se escludiamo gli apparecchi che necessitano di un approfondimento maggiore, il canale fisico è in crescita, ha recuperato totalmente rispetto ai dati del 2019 ed è andato anche oltre. Il report della Cgia Mestre conferma che c’è un aumento del 18 percento per il settore del Lotto e delle lotterie e un aumento del 33 percento per le scommesse, ovvero i giochi a base sportiva. Questo significa che possiamo escludere un tema di sostituzione completa in favore dell’online o di disaffezione verso il settore fisico, se non per quanto riguarda gli apparecchi Awp.”

Per quanto riguarda il calo delle Awp, possiamo parlare di un prodotto meno attrattivo?

“Non credo che ci sia un problema di crollo di attrattività del prodotto, credo invece che ci sia un problema di modalità di gioco e di comodità. Sicuramente c’è un effetto di sostituzione limitato che ha spostato alcuni giocatori dal fisico all’online a partire dal periodo della pandemia. Tuttavia, c’è anche un problema di regolamentazione: l’intervento degli enti locali ha infatti spinto verso altre tipologie di prodotto e soprattutto verso il gioco illegale. A questo si aggiunge anche la vetustà dell’apparecchio perché le Awp sono l'unico prodotto rimasto fermo al 2004. L'unica innovazione, che risale al 2009, ha riguardato la modalità di controllo attraverso l'introduzione delle smart card all'interno degli apparecchi. In un mondo che va così veloce e che si sposta da un canale all'altro con quella rapidità che abbiamo visto non è pensabile che dopo 21 anni non abbia ricevuto almeno un intervento innovativo. Io penso che questo si possa fare e che l'ostacolo principale sia quello della legislazione territoriale vincolistica. Se non si supera quel problema si offre una parte di domanda al gioco illegale.”

Secondo lei, come si può combattere davvero il gioco illegale?

“Quando abbiamo cominciato a combattere il gioco illegale siamo partiti da alcuni segmenti e in seguito abbiamo esteso il nostro campo d’azione rendendoci conto da subito che la lotta non poteva prescindere da una intelligente forma di concorrenza al mercato illegale. L’illegalità si combatte da un lato con una buona strumentazione, utile a individuare i fenomeni, ma anche, e non secondariamente, con la possibilità di offrire un’alternativa al cliente, rendendo attrattivo il gioco e potenziando gli strumenti di controllo. Quando mi occupavo di questi temi all’Agenzia delle dogane e monopoli (Iaccarino è stato anche direttore dell'ufficio Apparecchi da divertimento ed intrattenimento della Direzione centrale giochi, fra l'altro, Ndr) mi sono reso perfettamente conto che un regime troppo vincolistico ed un fisco eccessivamente oneroso producono effetti controproducenti e soprattutto nell’online rischiano di spingere i giocatori verso un mondo, quello dell’offerta illegale, difficilissimo da intercettare.

Quali saranno i benefici del riordino del settore? 

“Sicuramente, vedo abbastanza positivamente il fatto che vi sia una sistemazione del settore in modo più razionale, anche perché gli strumenti di collaborazione sono aumentati. In tutte le riforme ci sono cose accennate che tuttavia saranno comprensibili quando saranno realmente attuate. Le concessioni partono con la sottoscrizione a metà novembre, ma con il doppio binario iniziale per la completa realizzazione del sistema possiamo immaginare che il nuovo sistema partirà tra 5 o 6 mesi. Certo, ci sono alcune cose che vengono attuate subito come l'eliminazione delle skin, ma sarà fondamentale che si crei una forma di collaborazione reale all'interno del settore tra pubblico e privato perché quella potrà essere realmente la soluzione di tanti problemi.”

Lei ha parlato di "scomposizione" del gioco fisico. A cosa si riferisce?

“Il primo concetto di scomposizione riguarda un aspetto matematico. Nel 2015 gli apparecchi rappresentavano il 68 percento del totale del gioco fisico, oggi rappresentano il 46 percento, che è sempre tanto, ma chiaramente c’è stata una discesa. Tuttavia, ci sono delle spinte verso l’alto: ad esempio non si è parlato delle scommesse virtuali, perché ancora non è chiaro che fanno parte del comparto fisico, e, pur avendo dei volumi modesti, stanno crescendo. Una seconda interpretazione del concetto riguarda l'analisi dei consumatori, delle loro preferenze e delle loro abitudini. Da questo punto di vista noi stiamo cercando di fare uno sforzo per capire e disegnare il profilo del giocatore online. Al contempo, però, stiamo cercando di adottare strumenti per comprendere anche il profilo del giocatore fisico, senza immaginare soluzioni o analisi nel breve periodo, ma tentando di capire dove stiamo realmente andando. il percorso però è ancora lungo.”