Rinvio udienza Albo Pvr: secondo Sts ‘9 mesi di attesa inutile’

Il Sindacato dei totoricevitori critica il rinvio al settembre 2026 da parte del Consiglio di Stato dell'udienza sull'Albo Pvr e denuncia la conseguente incertezza per i 20mila titolari.
Scritto da Redazione

“Altri nove mesi per sapere cosa ne sarà dell’albo Pvr. Il tempo di una gestazione”. Così la nota del Sindacato Totoricevitori Sportivi (nella foto il presidente Emilio Zamparelli) sul prolungato stallo, dovuto al rinvio al settembre 2026 dell’udienza del Consiglio di Stato sui ricorsi di concessionari contro il provvedimento Adm dell’ottobre 2024, attuativo del Decreto sul gioco online.

“Nel frattempo, si naviga a vista. L’albo è sospeso", continua la nota, "quindi per i titolari dei punti di vendita ricariche non sussistono obblighi di iscrizione né tantomeno di pagamento della quota”. I circa 20.000 esercenti già iscritti attendono ancora il destino dei “100 euro di quota sborsati invano”.

“L’intera attuazione delle nuove norme sull’on line risulta, a oggi, quanto mai problematica per non dire ambigua”, denuncia Sts, citando il limite di 100 euro settimanali sulle ricariche: “A oggi, i titolari dei Pvr non hanno alcuno strumento che consenta loro di rispettare la norma e, a causa dei controlli della Guardia di Finanza, rischiano di essere sanzionati ingiustamente”.

“Insumma, la nuova disciplina del gioco on line, si sta rivelando piuttosto disordinata quantomeno sotto gli aspetti della trasparenza e del miglioramento delle condizioni di lavoro dei titolari dei Pvr”. Per il sindacato, “più passa il tempo senza che venga fatta chiarezza, più si rischia di generare un caos dal quale sarà difficile uscire”.