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Covid-19: si definisce la 'fase 2', allo studio il piano di riaperture e le ipotesi sul gioco

08 aprile 2020 - 09:29

Il premier annuncia che il lockdown non può durare a lungo e chiede al Comitato tecnico di studiare allentamenteo delle misure: ecco i criteri, anche per il gioco.

Scritto da Redazione

 

Saranno due le fasi in cui verrà articolata la cosiddetta “fase 2”, per un programma di uscita dal lockdown all'insegna della progressività. Il governo è già al lavoro - come anticipato - alla definizione delle disposizioni per la ripartenza del paese, alla luce degli ultimi dati positivi hanno portato il premier Giuseppe Conte a chiedere al Comitato Tecnico un nuovo modello per iniziare ad allentare le misure. Difficile, in questo momento, ipotizzare i contenuti del prossimo decreto, tenendo conto che molto dipenderà dal comportamento della curva dei contagi nei prossimi giorni. Intanto, per, il presidente del Consiglio ha chiesto al comitato scientifico di programmare qualche misura di allentamento, perché il lockdown non può durare ancora a lungo. Per ripartire, ha detto il premier, “bisogna definire nuove modalità di organizzazione della vita sociale e lavorativa”. Ed è proprio quello che aspettano di sentire gli italiani e, in particolare, le imprese e i lavoratori, preoccupati degli effetti sempre più devastanti provocati dalla chiusura delle attività. Con particolare riferimento per le imprese del gioco le quali, come noto, risultano tra le più colpite dal lockdown e dall'emergenza Covid-19 in generale.

Per questa ragione è importante capire quali misure potranno essere adottate dall'esecutivo nei confronti di tale comparto. In generale, il piano di riaperture dovrebbe essere avviato la prossima settimana, subito dopo Pasquetta, e riguarderà “piccole” aperture, cioè relative soltanto ad alcune attività produttive: il secondo passo si compirà invece dopo il 4 maggio e interesserà una più ampia rimodulazione delle misure sugli spostamenti e sulle uscite. In questo modo, dunque, si eviteranno i rischi di assembramenti a cui si andrebbe incontro liberando gli italiani nei giorni di Pasqua, del ponte del 25 Aprile o del Primo Maggio. Dopo che i segnali provenienti dalla Cina e dalla loro “fase due”, hanno mostrato il rischio tangibile di ritrovarsi fiumi di persone riversate nei luoghi turistici e di aggregazione, che si è concretizzato anche in un popolo disciplinato come quello asiativo. Figuriamoci, dunque, cosa potrebbe accadere in Italia. Motivo per il quale avevamo già anticipato, diverse settimane fa, che per il gioco pubblico non sarebbe stato possibile ripartire prima di maggio.
In ogni caso, ci saranno delle differenze per quanto riguarda la riaperture delle aziende di gioco e per i locali in cui si effettua la raccolta di gioco (cioè sale bingo, sale slot, o agenzia di scommesse, e così via).
 
RIPARTENZA GRADUALE - Di certo, però, il comitato tecnico-scientifico intende procedere con il massimo rigore e tutta la prudenza del caso. Per questo motivo si pensa a una ripartenza graduale che vedrà dapprima riaprire le aziende e poi consentire gli spostamenti. Al momento il programma vero e proprio deve ancora essere stilato, ma già dopo Pasqua si vedranno molte aziende riaprire. Per riavviare le produzioni e rimettere in sesto le attività aziendali. Mentre qualche giorno di sacrificio in più, invece, sarà richiesto ai cittadini e a tutti gli esercizi pubblici, come bar, ristoranti e – appunto – ambienti di gioco, per i quali bisognerà attendere i risultati che arriveranno a fine mese, per poi programmare un piano definitivo a partire dai primi giorni di maggio. Anche se sono in corso tutte valutazioni per allentare anche prima le misure. Tra le attività che potrebbero ripartire dalla prossima settimana, potrebbero esserci quelle connesse alle filiere alimentare, farmaceutica e sanitaria ma anche l'agricoltura, le aziende meccaniche, magari introducendo una sorta di 'indice di rischio' per i lavoratori: chi è più esposto dovrà utilizzare i dispositivi di protezione. Una soluzione alla quale comunque dovranno attenersi anche le altre aziende, comprese quelle del gioco, prima di tornare alla vera normalità.
 
LE IPOTESI DI RIAPERTURA SU VARIE REGIONI - Tra le ipotesi al vaglio del Comitato tecnico-scientifico ci sono anche quelle della cosiddetta “Scacchiera” e della “stop and go”. La possibile riapertura a scacchiera prevederebbe una differenziazione, territorio per territorio, delle misure di ripartenza, visto che in alcune zone i numeri del contagio sono molto bassi e quindi si potrebbe ripartire qualche giorno prima rispetto ad altre. Mentre l'idea del cosiddetto stop and go prevederebbe una riapertura durante la settimana (sempre a partire da maggio) con la chiusura nei weekend e nei giorni festivi per cercare di evitare assembramenti e spostamenti. Una formula che consentirebbe quindi di ripartire anche ai pubblici esercizi e locali in generale. Ma le riflessioni, du questi punti, sono ancora in corso e molto dipenderà dall’andamento della curva nei prossimi giorni. Con la possibile unione delle due soluzioni in un piano di azione ampio e variegato. 
 
SABATO IL PROSSIMO DPCM - Su questo stanno lavorando tecnici, politici e scienziati, che torneranno a riunirsi nelle prossime ore (possibile una videoconferenza tra oggi e giovedì tra medici e maggioranza), mentre il premier già nelle prossime ore vedrà i rappresentanti delle imprese e dei sindacati, oltre alle Regioni, per decidere come allargare il novero delle attività consentite. Entro venerdì Conte dovrebbe concludere gli incontri per poi procedere al nuovo Dpcm nella giornata di sabato. Già questa settimana, inoltre, dovrebbe esser pronto lo studio sui test sierologici: verrà effettuato su un campione Istat della popolazione di circa 200mila persone per avere quanto più chiara possibile la diffusione del virus nel nostro Paese.
 

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