Camera, Pd al Mef sul gioco: ‘Rendere efficace registro autoesclusione’
Dopo l'ultima interrogazione, presentata a fine luglio, Virginio Merola e Stefano Vaccari (Pd) tornano a interpellare il ministro Giancarlo Giorgetti (Mef) sul tema del gioco.
La nuova interrogazione (la numero 5-04383) presentata alla Camera interpella il ministero dell'Economia e delle Finanze in particolare sul tema del registro di autoesclusione dal gioco, oltre a chiedere nuovamente i "dati relativi al contributo all’Erario 2023 e 2024 delle singole tipologie di gioco fisico e a distanza con particolare riferimento alla suddivisione fra apparecchi Awp e terminali Vlt".
I deputati Pd ricordano in premessa che "la sentenza n. 104 del 10 luglio 2025, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 7, comma 3-quater, del decreto Balduzzi del 2012, annullando il divieto di mettere a disposizione nei pubblici esercizi apparecchiature per l’accesso al gioco online e la relativa sanzione di ventimila euro".
Una decisione, quella della Corte costituzionale, che comporta, come ricordano gli stessi interroganti, la creazione di "un vuoto normativo che il legislatore dovrà colmare con urgenza, come indicato dalla stessa Corte, invocando 'l’adozione di ulteriori e idonee misure di contrasto della ludopatia' per evitare il paradosso che si sanzioni un esercente per aver offerto giochi tradizionali come il biliardino in assenza di autorizzazioni amministrative ma si consenta l’uso di terminali per il gioco online".
Ricordando ancora che nel 2019 è stato istituito il Registro unico degli autoesclusi (Rua), valido per tutti i concessionari del gioco a distanza ma che "non si applica ai punti di gioco fisici", Merola e Vaccari sottolineano il fatto che "un soggetto autoescluso può quindi ancora giocare nelle sale da gioco e nei casinò".
Da quella che è vista da Merola e Vaccari come una incongruenza, sorge dunque la richiesta la Mef su "quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, anche di carattere normativo, per contrastare il gioco patologico ed i danni ad esso collegati per la salute, a tal fine anche prevedendo l’emanazione di provvedimenti dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per distinguere l’utilizzo ordinario dei terminali degli internet point rispetto all’utilizzo per l’accesso a piattaforme di scommesse o casinò digitali e per estendere l’efficacia dell’autoesclusione dal gioco prevista dal Rua anche ai punti fisici quali casinò e sala da gioco anche attraverso dispositivi che verificano in tempo reale la tessera sanitaria per impedire l’utilizzo degli apparecchi ai soggetti iscritti al Rua oltre che naturalmente agli utenti minorenni".
Un richiesta alla quale si aggiunge, ricalcando le analoghe interrogazioni presentate nei mesi scorsi e l'ultima, la (5-04302), presentata a fine luglio 2025, "al fine di analizzare più ampiamente il fenomeno, quali siano i dati relativi al contributo all’Erario 2023 e 2024 delle singole tipologie di gioco a distanza e fisico con particolare riferimento alla suddivisione fra apparecchi Awp e Vlt".