Commissione UE su pubblicità di gioco illegale: ‘Meta sotto la lente del Dsa’

Rispondendo all'interrogazione degli eurodeputati di Renew, il vicepresidente della commissione UE Henna Virkkunen evidenzia carenze nei sistemi di segnalazione delle piattaforme social, che ricevono critiche anche dall'UK.
Scritto da Daniele Duso

Henna Virkkunen - Vicepresidente esecutivo della commissione UE - Foto @audiovisual.ec.europa.eu

"I fornitori di servizi di hosting, comprese le piattaforme online, devono fornire un meccanismo di segnalazione e azione elettronico, di facile accesso e intuitivo, che garantisca agli utenti la possibilità di segnalare contenuti, compresa la pubblicità, considerati illegali".

Questa la netta presa di posizione espressa dal vicepresidente esecutivo della commissione Europea, Henna Virkkunen, nella sua risposta all'interrogazione presentata dagli eurodeputati di Renew, Yvan Verougstraete e Sandro Gozi, in merito alla diffusione di inserzioni legate al gioco d'azzardo non autorizzato su Meta e altre grandi piattaforme. Gli europarlamentari, in particolare, avevano evidenziato come molti siti di scommesse non autorizzati, che non pagano imposte e ignorano i requisiti di tutela dei giocatori, utilizzino annunci mirati sui social media per colpire gruppi vulnerabili e minori.

LA RISPOSTA DI VIRKKUNEN – Nella sua risposta ufficiale, Virkkunen non si limita a ribadire le norme, ma comunica che la Commissione ha già riscontrato criticità significative: "La Commissione ha adottato conclusioni preliminari ai sensi dell'articolo 73, paragrafo 2, del Dsa, ritenendo, tra l'altro, che il fornitore di Facebook e Instagram sembra non aver fornito agli utenti un meccanismo di segnalazione e azione intuitivo e facilmente accessibile. L'indagine è in corso".

Il Digital services act, lo ricordiamo, è il quadro normativo europeo volto a disciplinare gli obblighi dei fornitori di servizi di hosting e delle piattaforme online, con l'obiettivo di garantire un ambiente digitale più sicuro e trasparente. 

Sempre nella sua risposta la vicepresidente inoltre sottolinea l'importanza della trasparenza pubblicitaria prevista dall'articolo 26 del Dsa, ricordando che i fornitori di piattaforme di dimensioni molto grandi "sono inoltre tenuti a compilare e rendere pubblici i registri degli annunci (ad repositories) sulle loro interfacce online per consentire il controllo degli annunci visualizzati sui loro servizi, facilitando la supervisione e la ricerca sui rischi derivanti dalla distribuzione di pubblicità online e consentendo l'identificazione di inserzionisti scorretti".

Infine, sul tema della protezione dei più giovani, Virkkunen ribadisce che "i fornitori di piattaforme online accessibili ai minori devono garantire un elevato livello di privacy, incolumità e sicurezza dei minori sui loro servizi", aggiungendo che la Commissione ha recentemente adottato linee guida specifiche per supportare tale obbligo.

LE CRITICHE DELLA GAMBLING COMMISSION – Mentre Bruxelles indaga sulle carenze tecniche di Meta, dal Regno Unito giungono accuse di natura etica e penale. Come riporta l'agenzia Reuters la UK Gambling Commission ha infatti dichiarato che Meta sta letteralmente "chiudendo un occhio" sulle pubblicità di casinò online illegali, mostrandosi di fatto "felice di continuare a prendere soldi dai criminali".

Tim Miller, direttore esecutivo dell'ente regolatore britannico, ha definito "semplicemente falsa" l'affermazione di Meta di non essere a conoscenza di tali inserzioni prima delle segnalazioni esterne. Miller ha sottolineato che molte di queste pubblicità promuovono esplicitamente siti che aggirano il sistema di autoesclusione "GamStop". "Se possiamo trovarli noi attraverso la loro libreria di inserzioni pubblica, può farlo anche Meta", ha incalzato Miller, concludendo che la società "semplicemente sceglie di non guardare".

LA POSIZIONE DI META – Un portavoce di Meta ha risposto alle critiche assicurando che l'azienda applica politiche rigorose e rimuove prontamente gli annunci in violazione una volta identificati. La società ha dichiarato di collaborare con le autorità per migliorare gli strumenti di rilevamento proattivo basati sull'intelligenza artificiale, invitando i regolatori a continuare il lavoro congiunto per proteggere gli utenti dai "malintenzionati". Tuttavia, tra le indagini della Commissione UE e gli attacchi dei regolatori nazionali, la pressione su Meta affinché rispetti pienamente il Dsa e le norme di tutela pubblica continua a crescere.

SONY, NINTENDO E MICROSOFT: ALLEANZA PER LA SICUREZZA – Nel frattempo, sempre in ambito gaming, Sony Interactive Entertainment, Nintendo e Microsoft proseguono e rafforzano la loro collaborazione per rendere il gaming un ambiente sempre più sicuro, inclusivo e positivo per tutti i giocatori. L’impegno congiunto, avviato negli anni scorsi, si evolve con l’aggiornamento dei principi condivisi sulla sicurezza, adattati alle nuove tecnologie e alle sfide emergenti del gioco online.