Consiglio provinciale Trento: ‘Puntare su limiti di spesa e tempo per frenare gioco patologico’

In una mozione Eleonora Angeli (Noi Trentino per Fugatti Presidente), chiede di 'indagare la possibilità di rendere obbligatoria l’installazione su tutti gli apparecchi da gioco sistemi per l’impostazione volontaria di limiti di spesa e di tempo'.
Scritto da Fm

© Consiglio provinciale di Trento - Sito ufficiale

La questione territoriale per il gioco pubblico, lo abbiamo scritto più volte sulle pagine di questa testata, non accenna a scemare, anche considerando lo stand by del riordino nazionale del comparto fisico.

L'argomento torna ancora alla ribalta grazie alla proposta di mozione n. 257 depositata al consiglio provinciale di Trento da Eleonora Angeli (Noi Trentino per Fugatti Presidente) avente ad oggetto “Misure di prevenzione e contrasto del gioco d'azzardo”.

Nelle premesse alla mozione, la consigliera Angeli chiede ai suoi colleghi di “valutare se il Ser.D. sia il servizio più adeguato alla presa in carico di chi soffre di ludopatia. Potrebbero risultare più accessibili ambulatori dedicati o strutture come i centri di alcologia, antifumo o altre fragilità, già afferenti all’unità operativa Dipendenze e presenti su tutto il territorio provinciale. Inoltre, esperienze territoriali suggeriscono di differenziare i servizi per età, strutturando percorsi dedicati per under e over 25, facilitando l’accesso e migliorando l’efficacia terapeutica”.

Oggi, prosegue, “mancano percorsi riabilitativi di gruppo strutturati e condotti da figure qualificate come psicologi e psicoterapeuti”.

Poi rimarca: “La legge provinciale 22 luglio 2015, n.13 ha rappresentato un modello innovativo a livello nazionale, introducendo misure come l’obbligo di distanziamento minimo (300 metri) degli apparecchi da gioco dai luoghi sensibili. Tra questi vi sono istituti scolastici, aree ricreative e sportive, circoli anziani e strutture sanitarie o residenziali che operano in contatto con i soggetti affetti da dipendenze o particolari condizioni di disagio sociale. Tale disposizione, diventata definitivamente operativa nel 2022, è essenziale per scongiurare 4 l'avvicinamento delle persone fragili e dei giovani al gioco d'azzardo, rendendo fisicamente meno visibili e raggiungibili i luoghi di consumo. La legge prevede inoltre la possibilità per la Giunta di escludere dagli incentivi provinciali le attività commerciali dotate di apparecchi da gioco, disincentivando così l’offerta sul territorio. Tuttavia, con la legge di bilancio 2025, lo Stato ha abolito l’Osservatorio sul gioco d’azzardo, rendendo più difficoltoso ottenere dati aggiornati. La legge provinciale prevede all’art. 11 la redazione biennale di una relazione, ma si sente l’esigenza di un monitoraggio costante. È fondamentale quindi attribuire compiti specifici a Ispat o istituire un osservatorio provinciale per rilevazioni statistiche continuative”.

Infine, secondo la consigliera la “Provincia di Trento ha bisogno di proseguire il percorso intrapreso mettendo in campo misure più incisive nella prevenzione e potenzialmente più efficaci nella cura e riabilitazione. In questa prospettiva la collaborazione con il privato sociale è essenziale, le associazioni attive devono essere incentivate e sostenute affinché si possa irrobustire la rete sul territorio ed avere maggiore incisività di intervento preventivo e di presa in carico”.

Fatte queste premesse, la mozione chiama la giunta provinciale di Trento a diversi impegni: “A valutare, nell'ambito delle risorse di bilancio che si renderanno disponibili nelle prossime manovre finanziarie e delle priorità di investimento in ambito sanitario e socio-assistenziale, l'istituzione di uno o più ambulatori volti alla presa in carico e all'assistenza degli utenti affetti da dipendenza da gioco d'azzardo che siano 5 distaccati dal SerD, valutando altresì la possibilità alternativa di accoglierli presso i centri di alcologia, antifumo, altre fragilità, che afferiscono all'unità operativa Dipendenze e sono distribuiti uniformemente su tutto il territorio provinciale, intensificando il personale e formazione specifica, nonché di differenziare i servizi per fasce d’età (under/over 25), per favorire l’accesso e la presa in carico personalizzata; ad intensificare la collaborazione con i soggetti del terzo settore attivi sul territorio in ambito del contrasto alla dipendenza da gioco, stimolando la progettazione e realizzazione di nuovi progetti volti alla prevenzione, assistenza, consulenza, orientamento nonché al reinserimento sociale e lavorativo, attraverso la programmazione di nuove risorse da erogarsi a titolo di contributo come previsto dalla legge provinciale 22 luglio 2015, n.13, articolo 2, comma 2, valorizzando in particolare la fase di reinserimento post-comunitario e il coordinamento tra equipe pubbliche e del privato sociale al fine di offrire percorsi riabilitativi di gruppo supportati da figure qualificate quali psicologi e psicoterapeuti; a potenziare il supporto legale ed economico, anche attraverso forme di patrocinio, integrando la figura professionale del consulente legale all'interno della pianta organica dello sportello informativo sulle dipendenze; ad intensificare la promozione verso gli istituti scolastici secondari di progetti di informazione e sensibilizzazione rispetto ai rischi delle dipendenze, ponendo un focus particolare sul gioco d'azzardo online e sulle richieste specifiche avanzate dai docenti anche favorendo approcci di peer education; ad attribuire ad Ispat i compiti di rilevazione statistica inerente al fenomeno del gioco d'azzardo in Trentino, ovvero a valutare l’istituzione di un osservatorio provinciale permanente per la raccolta e l’analisi dei dati attraverso il supporto scientifico dell'Università di Trento (dipartimento di Psicologia e scienze cognitive) e la collaborazione di Apss, al fine di orientare le politiche pubbliche sulla base di evidenze aggiornate; indagare la possibilità di rendere obbligatoria l’installazione su tutti gli apparecchi da gioco presenti nel territorio provinciale di sistemi che consentano all’utente l’impostazione volontaria di limiti di spesa e di tempo, come misura preventiva riconosciuta a livello internazionale”.

Ma le richieste di Angeli non sono gli unici atti riguardanti il gioco all'attenzione della Provincia di Trento. A maggio i consiglieri Michele Malfer, Francesco Valduga, Chiara Maule e Roberto Stanchina del gruppo Campobase Trentino in una mozione intitolata “Prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico, con particolare attenzione alle fasce giovanili, hanno chiesto “interventi mirati, rivolti sia alla prevenzione che alla gestione di situazioni già problematiche”.

E alla fine di giugno la giunta provinciale trentina ha approvato una delibera inerente le "Azioni per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico", con le quali realizzare i seguenti obiettivi: contrastare la diffusione del gioco d’azzardo in Provincia di Trento; aumentare l’intercettazione delle persone che presentano un coinvolgimento problematico con il gioco d’azzardo; aumentare la ritenzione in trattamento terapeutico; aumentare l’intercettazione delle donne e favorire l’intercettazione dei giovani under 24.